CONTRO IL TURN OVER, PER IL DIRITTO ALLA CASA!

Riceviamo e inoltriamo il comunicato dello Sportello Antisfratto Imola

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CONTRO IL TURN OVER, PER IL DIRITTO ALLA CASA!

È cominciata in Regione la discussione della riforma dei criteri di accesso e permanenza nelle case popolari.

Le intenzioni della giunta a guida PD, assecondate a livello locale anche dall’assessore alla casa Visani, sono chiare: abbassamento della soglia ISEE entro la quale si ha diritto a rimanere nella casa popolare da 34.000 € a 24.000 € (un taglio del 30%!) e rimodulazione del calcolo del canone di affitto sempre più sbilanciato sulla tipologia di alloggio che sulle reali capacità economiche degli inquilini.

NON SI PUÒ GARANTIRE IL DIRITTO ALLA CASA POPOLARE TOGLIENDOLA A CHI CE L’HA GIÀ!

Le soluzioni all’emergenza abitativa non possono passare dal fomentare l’ennesima guerra tra poveri e meno poveri! Basterebbe semplicemente:

  1. Smettere di svendere il patrimonio delle case popolari, così non c’è poi bisogno di sfrattare chi già ci abita! Invece il Comune di Imola ha già in mente vendite per i prossimi due anni e addirittura la vendita complessiva nel tempo di quasi 200 alloggi popolari, oltre il 20% delle case popolari, come dichiarato nel Piano delle alienazioni allegato al Bilancio.
  2. Aumentare il numero di case popolari!
  3. Puntare sull’autorecupero e sul riutilizzo dello sfitto! Ci sono centinaia di case vuote solo a Imola e la soluzione che propone il PD è continuare a sfrattare?!

Una volta approvata la riforma si rischieranno oltre 1.650 sfratti in regione, quanti ce ne saranno a Imola?

L’abbiamo già chiesto più volte pubblicamente, ma Visani non ha mai fornito dati pubblici. Eppure dovrebbe essere a conoscenza della situazione. Non vuole rispondere a questa semplice domanda per semplice incompetenza e/o per indifferenza al proprio mandato?

Lo Sportello Antisfratto Imola si mobiliterà per contrastare questo ennesimo attacco ai diritti, che va di pari passo con i regali fatti alle banche per pignorare più facilmente le case a chi fatica a pagare il mutuo e con la cronica inadeguatezza delle soluzioni proposte a chi ogni giorno rischia lo sfratto!

Sportello Antisfratto Imola

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NON C’E’ BISOGNO DI ESSERE LA CAUSA PER DIFENDERE LA CAUSA!

È con frocissimo orgoglio che il csa Brigata36 aderisce e vi invita anche quest’anno all’Onda Pride 2016. Una manifestazione che rivendica i diritti LGBTQI: lotta di liberazione e affermazione delle libertà individuali, degli orientamenti sessuali e dei corpi.

Quest’anno l’Italia ha introdotto le unioni civili, sebbene con vergognoso ritardo rispetto al resto dell’occidente. Nonostante venga spacciata per una legge che garantisce i diritti di ogni persona, nella realtà continua a discriminare e non riconosce le cosiddette “diversità”.

Proprio alla luce della strage di Orlando, alla conseguente strumentalizzazione razzista delle destre e all’indifferenza di molti, ribadiamo con ancora più orgoglio che la norma eterosessuale non ci interessa e che il diritto di amare è universale e deve essere riconosciuto come tale.

Noi streghe sovversive, checche profumate, froci piumati, pompinare rosse, mostri transgender glitterati rivendichiamo la libertà di relazionarci in qualsiasi posizione, forma e colore contro ogni categorizzazione, costruendo relazioni arcobaleno e cavalcando delfinocorni alati.

VENITE TUTT*, PER VENIRE OVUNQUE!
Sempre con amore, Brigata 36

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Gli appuntamenti:
> Venerdì 24/6 ore 18 Brigayta Garden
> Sabato 25/6 ore 15 Bologna Pride 25 Giugno 2016 // Pride Libera Tutt*

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Brigayta Garden (venerdì 24/6/2016)

2016-06-24 brigayta garden

Contro la calura estiva!
Contro omofobia e sessismo!

BRIGAYTA GARDEN
* nel cortile
* relax
* drink
* aperitivo
* gender special guest

Venerdì 24 giugno 2016
Dalle 18 alle 22
csa Brigata 36 – via Riccione 4, Imola

In solidarietà con le vittime della strage di Orlando e contro ogni forma di sessismo e omofobia!

Aspettando il Bologna Pride del 25 giugno 2016 (ore 15 – parco del Cavaticcio): prepariamoci con cartelli e striscioni!

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NON C’E’ BISOGNO DI ESSERE LA CAUSA PER DIFENDERE LA CAUSA!

È con frocissimo orgoglio che il csa Brigata36 aderisce e vi invita anche quest’anno all’Onda Pride 2016. Una manifestazione che rivendica i diritti LGBTQI: lotta di liberazione e affermazione delle libertà individuali, degli orientamenti sessuali e dei corpi.

Quest’anno l’Italia ha introdotto le unioni civili, sebbene con vergognoso ritardo rispetto al resto dell’occidente. Nonostante venga spacciata per una legge che garantisce i diritti di ogni persona, nella realtà continua a discriminare e non riconosce le cosiddette “diversità”.

Proprio alla luce della strage di Orlando, alla conseguente strumentalizzazione razzista delle destre e all’indifferenza di molti, ribadiamo con ancora più orgoglio che la norma eterosessuale non ci interessa e che il diritto di amare è universale e deve essere riconosciuto come tale.

Noi streghe sovversive, checche profumate, froci piumati, pompinare rosse, mostri transgender glitterati rivendichiamo la libertà di relazionarci in qualsiasi posizione, forma e colore contro ogni categorizzazione, costruendo relazioni arcobaleno e cavalcando delfinocorni alati.

VENITE TUTT*, PER VENIRE OVUNQUE!
Sempre con amore, Brigata 36

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Rispetta il tuo cane, lascialo a casa
Ingresso con tessera annuale
Il csa Brigata 36 è uno spazio sociale autogestito e antifascista
FB: Brigata 36

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Il sessismo fa schifo!

A seguito della morte di Buonanno sono arrivate critiche di “caduta di stile” da parte del segretario della Lega Nord imolese Casalini rivolte ad alcuni post apparsi su facebook.

Ciò ha portato ad un accanimento di militanti e simpatizzanti della Lega Nord in particolare su una ragazza, che è degenerato in breve tempo in centinaia di commenti sessisti, minacce e altre volgarità e provocazioni sconfinate nella creazione di una pagina su facebook dal vergognoso titolo “[nome e cognome della ragazza] la pompinara rossa di Bologna”.

Abbiamo raccolto alcune delle centinaia di questi commenti dalle bacheche di Casalini, della Lega Nord Imola, di Salvini e della pagina offensiva creata apposta dai simpatizzanti della Lega Nord.

I leghisti dovrebbero imparare che il rispetto non è un atto dovuto, e che chi per primo specula sulla pelle delle persone, dai migranti agli italiani, e quotidianamente offende e umilia donne e gay, sarà trattato con lo stesso disprezzo.

Aggredire con insulti sessisti e razzisti e con modalità da “branco” una ragazza ridotta ad oggetto sessuale ci conferma nuovamente che la “caduta di stile”, per l’ennesima volta, l’hanno fatta loro.

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RESPINGIAMO CHI RESPINGE!

Contro la provocazione di Salvini di concludere la sua squallida campagna elettorale in piazza Verdi a Bologna invitiamo tutte le persone che hanno a cuore la memoria e la vitalità di quella piazza, luogo storico di aggregazione e cultura e centro della zona universitaria bolognese, a mobilitarsi per tenere fuori da essa le politiche razziste e intolleranti della Lega Nord.

La candidata Borgonzoni, che insieme alla Lega Nord imolese già l’anno scorso venne a provocare lo svolgimento della Coppa Precaria, un torneo dichiaratamente antifascista e antirazzista e contro il precariato (introdotto in Italia con l’approvazione anche della Lega Nord con la legge Biagi/Maroni!), ancora una volta dimostra di non avere niente di meglio da fare se non attaccare chi ogni giorno promuove percorsi di autogestione e lotta, dal Primo Maggio imolese ai movimenti studenteschi bolognesi.

La Borgonzoni oltretutto ha incluso nelle sue liste elettorali nostalgici del fascismo e persone che si augurano di bruciare nei forni i migranti: l’intolleranza non può avere legittimità politica!

Per tutti questi motivi rilanciamo l’appello a partecipare alle iniziative in programma il 2 giugno e il giorno precedente per respingere la Lega Nord da piazza Verdi!

Brigata 36

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Una lettera da Lidia Menapace

Pubblichiamo una lettera scritta da Lidia Menapace, partigiana 92enne, ringraziandola per le belle parole di cui siamo onorati/e

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“Nei giorni corsi sono stata in Ancona, a Imola, a Bertinoro per iniziative ben riuscite e interessanti, ma vorrei fermare l’attenzione in particolare su ciò che è successo ad Imola e che spero non sia stato rovinato il secondo giorno dal maltempo, che ho visto essere tremendo mentre ripartivo da Bertinoro per tornare a casa. Alla stazione di Forlì, dove attendevo il treno per andare a Bologna e di là a Bolzano è venuta una grandinata da far paura con chicchi di ghiaccio grossi come acini d’uva, un disastro per la campagna e spero appunto che la Festa di Imola, al suo secondo giorno, non vi sia incappata rovinosamente.

L’ho vista nascere, potrei dire. Infatti arrivata ad Imola dopo un disguido dovuto a incertezze organizzative da parte mia, mi ci sono insediata fin dal mattino, quando tutto era ancora ammucchiato, imballato, da metter su. Un graffito, come si suol chiamare, era tutto da dipingere e ho visto rizzare i pannelli, poi alcuni incominciare a tracciare line e zone di colore, fino a quando nel corso della giornata tutto si è venuto componendo: non avevo mai visto l’esecuzione di quei pannelli. Così pure ho seguito il costruirsi dei vari banchetti di abiti da barattare, gioielli libri vestiti, tutto ciò che si trova di solito nele feste. E un paio di dibattiti molto ben congegnati, di uno sulla Resitenza permanente -direi- facevo parte io pure con la bravissima Barbara Spinelli che parlava dei Curdi e delle Curde.

Ma la cosa che più mi ha colpita era la felicità di bambine e bambini che correvano a zig zag, si intrecciavano, si urtavano, si rotolavano, facevano giravolte e sgambetti agli adulti e alle adulte, si cozzavano con agilità e allegria con innocente caos, mandavano in cielo bandiere e striscioni e li componevano in improvvisate scorribande, insomma siamo restati/e umani per tutta la notte, una meraviglia.

È un inizio di alternativa rivoluzionaria, un avvio di rivoluzione culturale, la riscoperta della dimensione della vita come componente della politica, contro una visione noiosa accademica sacrificale mesta lamentosa dell’agire politico “militante”, sconfitto dall’agire politico attivo. Una goduria!

Lidia Menapace
30 Maggio 2016″

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Conclusione Festival Imola Antifascista

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In questi due giorni di Festival Imola Antifascista centinaia di persone hanno partecipato, ascoltato, parlato, ballato, mangiato e bevuto, dipinto, giocato… in poche parole condiviso non solo un luogo fisico ma anche un’idea comune, ognuno/a arricchendola con il proprio contributo.

Insieme a tutti e tutte abbiamo ancora una volta ribadito l’importanza dell’antifascismo, non solo come opposizione al rigurgito di movimenti neofascisti e intolleranti, ma anche come messaggio per la costruzione di una società più equa e libera.

Ringraziamo perciò tutte le persone che sono passate a trovarci, ad aiutarci e a far sì che la festa riuscisse oltre ogni nostra aspettativa; giornate come queste sono molto faticose per chi organizza ma danno la forza e l’entusiasmo di andare avanti e cercare costantemente di migliorare.

Il nostro percorso continua, nessuno spazio ai movimenti neofascisti, Imola è ANTIFASCISTA tutti i giorni!

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L’Egitto di Al Sisi e la repressione dei movimenti (martedì 7/5/2016)

2016-06-07 egitto

Martedì 7 giugno 2016 ore 21

csa Brigata 36
Via Riccione 4 – Imola (BO)

L’Egitto di Al Sisi e la repressione dei movimenti
L’autoritarsimo di Al Sisi, il regime militare, la repressione violenta delle manifestazioni di dissenso, la violazione dei diritti umani e della libertà di stampa

Incontro con Giuseppe Acconcia
Giornalista e ricercatore specializzato in Medio Oriente, lavora per istituti di ricerca e testate inglesi e italiane tra cui l’Università di Londra e Il Manifesto.
È autore di “Egitto. Democrazia militare” (Exorma, 2014).

La sinossi del libro “Egitto. Democrazia militare”
Un reportage di grande attualità. Uno sguardo dall’interno su tre anni di eventi rivoluzionari che hanno cambiato l’Egitto.
Ben oltre la cronaca, il libro rivela l’immagine di un Paese che in poco tempo ha visto il movimento di piazza trasformarsi in un colpo di stato militare ed è alle prese oggi con una condizione di severo e completo controllo sociale e politico.
L’incoronazione dell’ex generale Abdel Fattah al-Sisi come nuovo presidente egiziano ha chiuso tre anni rivoluzionari che hanno cambiato il Paese. Il racconto dal basso delle rivolte di piazza descrive un Egitto straordinario, diviso tra modernità e tradizione, dalla repressione di migranti e minoranze, alla punizione collettiva delle tribù del Sinai, dagli operai delle fabbriche di Suez al massacro di Rabaa el Adaweya. Piazza Tahrir da laboratorio di politica di strada è diventato il centro della repressione, con le centinaia di stupri contro le donne che hanno preso parte alle manifestazioni. Eppure gli islamisti avevano gioito per la vittoria del primo presidente eletto della storia egiziana, Mohammed Morsi, dopo mesi di violenze, le contestazioni degli operai di Mahalla al Kubra, la strage dello stadio di Port Said e gli scontri tra sufi e salafiti al confine libico.
Sebbene il movimento sociale di piazza Tahrir del gennaio 2011 si sia trasformato subito in un colpo di stato militare, l’esercito ha agito con cautela per riprodurre il consueto rapporto tra élite politica e militare, intervenendo sul potenziale rivoluzionario dei movimenti di piazza. L’incontro a Tahrir tra gli organizzatissimi Fratelli musulmani e i giovani rivoluzionari ha immediatamente disattivato il potenziale del movimento. Ma le forze armate hanno voluto di nuovo azzerare la distinzione tra politici e militari intervenendo direttamente per annullare la rivoluzione del 25 gennaio 2011 con il colpo di stato del 3 luglio 2013. Da quel momento i militari hanno imposto la vendetta verso movimenti di opposizione laica e islamista e un controllo scientifico sulla società egiziana.

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Case popolari vuote: dov’è la graduatoria?

Riceviamo e inoltriamo il comunicato dello Sportello Antisfratto Imola

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CASE POPOLARI VUOTE: DOV’È LA GRADUATORIA?

Martedì 24 maggio, dopo l’ennesimo sfratto rinviato la mattina, nel pomeriggio siamo stati in presidio dalla sede dell’ACER di Imola!
Nonostante l’elevato numero di sfratti a cui la gestione emergenziale non riesce più a far fronte, la graduatoria per l’accesso alle case popolari è in ritardo di oltre un mese.
Un mese in cui molte persone avrebbero potuto trovare una risposta degna al problema abitativo.

Politiche sociali non significa aspettare di ritrovarsi persone a dormire per strada prima di agire.
Politiche sociali non significa svendere il patrimonio ERP aggravando il problema abitativo.
Politiche sociali non significa perdere tempo per l’uscita di una graduatoria necessaria a dare respiro almeno a qualche famiglia che rischia di perdere la casa.

A ciò si aggiunge l’edificio in via Giovanni X, con più di 40 appartamenti destinati al canone calmierato ancora vuoti dopo oltre 3 anni, per i quali non è ancora uscito il bando di assegnazione!

CHIEDIAMO:
– IL BLOCCO IMMEDIATO DEGLI SFRATTI IN ATTESA DELL’USCITA DELLE GRADUATORIE DEFINITIVE PER LE CASE POPOLARI E PER IL CANONE CALMIERATO!
– IL BLOCCO DELLA SVENDITA DEL PATRIMONIO ERP!

Il volantino distribuito:

2016-05-24 presidio casa

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