Contro il ddl Pillon – 10 novembre in piazza anche a Imola

Anche noi zecche del Brigata 36 parteciperemo alla mobilitazione organizzata da Trama di Terre:

      SABATO 10 NOVEMBRE alle 10 davanti al                       CONSULTORIO FAMILIARE, in Via Amendola 8

Qui di seguito il volantino che distribuiremo:

        SPAZZIAMO VIA IL VECCHIO       CHE AVANZA

La Sacra Famiglia Unita: padre, madre e figli, un’Istituzione a tutti gli effetti, disciplinata fino alla nausea dalla Legge, sembra quasi una divinità da venerare. Se la intendiamo come il Dio dei Valori del Patriarcato allora sì, è una divinità alquanto potente, ma come qualsiasi potere, con un po’ di impegno e lotte, rimettendo in discussione le pratiche e gli stereotipi sull’affettività, lo si può tirar giù dal trono.

Perché dovrebbe essere inteso come Famiglia solo un modello scelto e voluto per rendere serve le donne, etichettare come malate le persone omosessuali, pazze coloro che scelgono di non sposarsi, e blasfeme coloro che avevano una famiglia e hanno osato scegliere di scioglierla? La Famiglia non potrebbe essere qualsiasi coppia, anche di amici, qualsiasi s-coppia, più persone che si sentono legate da un legame affettivo fortissimo, una crew di ragazzinx, ecc..? Se non ci si lascia ingabbiare da schemi mentali imposti, o con un po’ di immaginazione, ci si rende conto che non serve un modello per regolare l’affetto, è una cosa individuale e multiforme. Ogni tentativo di normalizzarlo, è fatto nell’ottica di rendere anormale tutto ciò che esce dal modello prestampato, dalla “ripresa valoriale” che auspica quel bigotto di Pillon, padre-padrone creatore di una legge paternalistica che punta a colpevolizzare chi (uomo e donna, altre forme di famiglia non vengono prese in considerazione) sceglie di separarsi.

Sono tutte chiacchiere quelle che spendono i Patriarchi al governo sull’importanza dell’unità familiare per il bene dei figli. Obbligare a fare del contorsionismo due persone che non hanno più voglia di condividere ogni giorno della loro esistenza, né di vivere dentro un contratto, significa puntare loro il dito contro. L’obbligo a fare una mediazione quando si è scelto di chiudere una relazione è un po’ come se hai fame, vorresti ovviamente mangiare, ma ti obbligano a parlarne con qualcuno che pretende di saperti spiegare se hai davvero fame.

Vogliamo parlare del Bene dei Figli? “Prima i Bambini!” Tuonano i retrogradi dei vari movimenti pro-vita e dei family-day. Ma dove si nasconde il “bene” nell’essere trattati come oggetti, costretti a vivere, non per scelta ma per obbligo di sconosciuti, in due case? Essere costrettx a frequentare un genitore anche quando non lo si vuole più vedere! Sindrome da alienazione parentale?

Ma che sindrome! Qua siamo tuttx alienatx in questa democrazia medievale che ci vuol far ingoiare le sue regole sulla famiglia come olio di ricino.

Il problema chiaramente non è solo il DDL Pillon, quello è il naturale corso degli eventi quando si lascia spazio ai benpensanti razzisti e omofobi. Il problema è che non basta opporsi alle leggi, dovremmo anche rimettere in discussione l’amore, la famiglia, l’affetto e slegare questi concetti da quelli di Doveri e Bisogni, riempiendoli solo di puro e sincero Piacere.

Il nemico sembra super potente ma non lo è. In fondo, hanno ancora paura della stregoneria…. abbiamo la scopa dalla parte del manico! Usiamola!

Le figlie e i figli delle streghe che non avete bruciato.

spazziamo via il vecchio che avanza

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