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[dom 29 settembre 2019] IN MALEFIT WE CRUST

29settembreIN MALEFIT WE CRUST

domenica 29 settembre ore 19

L’allegra brigata prociona è lieta di invitarvi tutt* ad una cena conviviale e riflessione sulle varie forme di autoritarismo che colpiscono a tutte le latitudini dall’italia alla russia.

Cena malefit prigionier* anarchicx russ* e a seguire concerto con:

MIROED (grincore dalla russia)
https://miroed.bandcamp.com/

CONE FOREST (doom dalla russia)
https://coneforest.bandcamp.com/

+ 2 bands tbc

/No fasci, no tutori dell’ordine e amici, no sessisti/

[domenica 8 settembre 2019] SOUNDSCAPES GARDEN

8settembreSoundscapes Garden

domenica 8 settembre dalle ore 18

Chris Cornell? Macchè!
Orizzonti sonori digitali paralleli, scambio idee/semi/piante da piantare nell’arida terra della distopia gusto silicio.

A deliziare la serata musiche di:
CHAOTALION  (IDM, Drones, Experimental/ Germania)
https://www.facebook.com/chaotalion/

EMERGE (experimentalism non-academic noise music/ Germania)
https://www.facebook.com/emerge.dependenz/
https://immerge.bandcamp.com/

B*TONG (soundscapes, experimental electronics, dark ambien/ Svizzera-Svezia )
https://www.facebook.com/btongmusic/
https://btong.bandcamp.com/

DocDaniel (Frenchcore)

Mr Erik (Drunk’n’bass)

Venite a stomaco vuoto perchè ci sarà un prelibato banchetto a base di crescioni (antica ricetta ‘alla Caré’)

// NO FASCI, SBIRRI E I LORO AMICI, SESSIST* //

 

 

[venerdì 2 agosto – 18,30] IMOLA ZONA ROSSA

zona rossapiscia sul daspo

Non contenti di aver reso ormai tutto il territorio un’immensa zona rossa per migliaia di persone provenienti dai paesi che tengono in piedi il fabbisogno energetico dei cittadini europei, anche piccoli comuni come quello imolese non vogliono essere da meno nel cercare di salire sul podio dei securitari. In nome del desiderio di sicurezza dell’imoloide medio, spaventato ormai dalla sua stessa ombra grazie a decenni di propaganda xenofoba, il consiglio comunale imolese ha modificato il regolamento di polizia locale per poter inserire le cosiddette “zone rosse” in cui poter applicare il daspo urbano.

Ulteriore strumento di propaganda giallo-verde, questa misura viene in realtà introdotta con il decreto legge 14/2017 dal governo PD con l’allora ministro Minniti. La suddetta conferisce maggiori poteri alla polizia locale e ai Comuni e colpisce tutti coloro che vengono visti come pericolosi o disturbanti per il decoro e la quiete pubblica, allontanandoli per un tempo che può arrivare a 6 mesi da specifiche zone della città.

In altre parole, il daspo interessa una ben precisa tipologia di persone (categorizzare per poi gestire è da sempre uno strumento del potere): poveri definiti come accattoni, parcheggiatori, ambulanti o individui semplicemente liberi di volersi divertire, socializzare e bivaccare vivacemente e senza spendere per forza soldi nei fashion-baretti. Il daspo, lo si vede dalle altre città in cui è già ampiamente utilizzato, andrà a colpire principalmente chi non è residente a Imola, ovvero individui senza fissa dimora o di passaggio, coloro che non possono ottenere un permesso di soggiorno perché privi della residenza, coloro che non possono affittare una casa perché privi di un contratto di lavoro perché privi di un permesso di soggiorno perché privi….ecc… il cane che si morde la coda delle leggi di controllo dell’immigrazione.

All’occhio di chi reclama un centro storico come una vetrina (pur passando più tempo su “sei di imola se” che realmente per le strade), questi indesiderabili sono di troppo e vanno puniti e allontanati; che schifo. Ad essere salvaguardati insomma, devono essere soltanto immagine, ordine e profitto; che schifo.

Le finte polemiche innescate da rappresentanti locali del PD sono il solito teatrino della democrazia, ma sappiamo benissimo che le richieste di attivare, in aggiunta al daspo, strumenti sociali adeguati e supporto all’organico di polizia locale, sono in realtà un applauso all’attuale maggioranza. Provano ad addolcire la questione pur spalleggiando una disposizione fascistoide, arbitraria e discriminatoria; che schifo.

Le diatribe politiche tra partiti col comune interesse al potere, allo sfruttamento, alla devastazione, al controllo delle persone, alle gabbie e alla repressione non ci interessano molto. Ciò che ci interessa è non restare passiv* di fronte all’avanzare di telecamere ad ogni angolo di strada e nemmeno restare a contare i “caduti” quando le zone rosse inizieranno a funzionare.

La città deve poter essere vissuta da tutt* liberamente e infatti si continuerà a farlo! Se il bravo cittadino, lo sbirro o il sindaco di turno intervengono allontanando chi nella loro ottica bigotta costituisce un disagio che si rinchiudano nelle chiese.

Venerdì 2 agosto 2019 dalle ore 18,30 abusivismo felicemente arrabbiato nella Piazzetta del tempo libero (galleria risorgimento)

[27 aprile 2019] Malefit Inguaiatx

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SABATO 27 APRILE CONCERTO MALEFIT

La repressione fa sentire il suo fetido fiato di merda sul collo, reagiamo con la solidarietà e ancora più voglia di ribadire che questo regime di democrazia non ci appartiene!!!

Benefit a sostegno delle spese legali delle/i compagne/i imolesi con l’accusa esagerata di danneggiamento per aver espresso con delle scritte ciò che pensano delle politiche razziste del precedente governo pd e di quello attuale, a braccetto sia per fomentare la guerra tra gli sfruttati che per piangere muri imbrattati.

27 APRILE 2019

Al Brigata 36 (Via Riccione 4, Imola)

Dalle 21:00 concerti

– STERPAGLIE
(https://www.facebook.com/sterpaglie/)
(https://sterpaglie.bandcamp.com/releases)

– DESTINAZIONE FINALE (https://www.facebook.com/nellacessazione/)(https://destinazionefinale.bandcamp.com/releases)

– SCHIFONOIA
(Anarcopunk)

– HLP
(https://www.facebook.com/bandHLP/)

– DEFEZIONE HC
(fastcore)

NO FASCI, SBIRRI E I LORO AMICI, SESSIST* E CAGACAZZO

[venerdì 29 marzo 2019] Iniziativa di solidarietà a anarchici e anarchiche dalla Russia all’Italia

29 march

[english below]

VENERDÌ 29 MARZO a IMOLA appuntamento dalle ORE 16 IN CENTRO SOTTO L’OROLOGIO (per chi viene in treno, basta uscire dalla stazione e andare avanti fino ad incrociare l’orologio) per un’approfondita chiacchierata sulla repressione di Stato contro anarchici e anarchiche. Dall’Italia alla Russia il “nemico interno” è rappresentato da tutti e tutte coloro che scelgono di opporsi al mondo del controllo di uno Stato di Polizia sempre più perfezionato.

STRINGIAMO RETI DI SOLIDARIETÀ E COMPLICITÀ ANCHE CON GLI ANARCHICI RUSSI ARRESTATI E TORTURATI NELL’AMBITO DELLA COSIDDETTA “OPERAZIONE NETWORK”! Gli Stati sottraggono compagni e compagne con la repressione, ma moltiplicano la rabbia! Hanno fatto male i calcoli!

Durante l’iniziativa ci saranno aggiornamenti su tutta l’operazione e a seguire cena benefit ABC Russia e concerto con Unicorn Partisans.

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 29 march eng
FRIDAY 29 MARCH in IMOLA(BO)– Italy meeting at 4 PM at the city center, under the clock tower (for those who come by train, just exit to the front of the station and go straigh on until you cross the clock), from there we will move to a nearby place for a chat about state repression against anarchists. From Italy to Russia the “internal enemy” is represented by all those who choose to oppose this world of control in an increasingly perfected police state.
TO TIGHTEN UP SOLIDARITY AND COMPLICITY WITH RUSSIAN ANARCHISTS ARRESTED AND TORTURED FOR THE “NETWORK OPERATION”. They take away comrades with repression, but our anger grows!
There will be updates on the latest operations and a following benefit dinner for ABC Russia and a live show with Unicorn Partisans.

Spunti di riflessione sulle aggressioni sessiste

cup-drawing-surreal-1All’interno dello spazio brigata36 ci siamo trovatx a confrontarci su come reagire insieme alle violenze di genere nell’ottica di creare “spazi sicuri” intesi come presa di coscienza collettiva piuttosto che di regole imposte e codici di comportamento. Non crediamo ci si debba dare delle regole dal tono moralista perché il sessismo è intrinseco a questa società e uno spazio sociale autogestito non ne è sicuramente immune. L’unica prevenzione possibile è non lasciar correre ma riflettere insieme senza paura e senza sentirsi “arrivatx”. Il primo nodo venuto al pettine è la necessità di farlo non in quanto ”spazio politico” ma in quanto gruppo di persone amiche, che ripongono fiducia l’una nell’altra e che mirano a potersi vivere liberamente e in maniera sicura delle situazioni che le coinvolgono. Partendo da una base condivisa di riflessioni sull’antisessismo e il consenso, senza stare a pararsi dietro ideologie o bandierine, ci siamo chiestx come agire nel caso in cui una persona del gruppo dovesse subire molestie o anche peggio. Abbiamo chiaro che ci sono dei punti che non possono essere messi in discussione e che solo assumendoli si può arrivare a un’azione efficace al di fuori delle vie giuridiche garantite dallo stato e senza cadere in un’emulazione dei suoi meccanismi. Innanzitutto l’ascolto della persona che ha subito un qualsiasi tipo di molestia, senza mettere in discussione ciò che sta provando e senza provare ad interpretare il peso di un disagio che solo quella persona si sente addosso. Dall’ascolto ne consegue che in qualche modo si deve agire. Ricreare una situazione di sicurezza per la persona che si è vissuta la merda è la priorità, quindi starle vicino e se richiesto tenere lontano la fonte del disagio. Ci teniamo a specificare che l’allontanamento, in questa fase, non è punitivo ma in maniera così limpida che è difficile da equivocare, è fatto per far sentire a proprio agio una persona che ha subito qualcosa che le ha generato sofferenza, e non un gesto di squadrismo sorto dopo un processo sommario. Dopo essersi assicuratx che la persona sopravvissuta si senta di nuovo al sicuro ci siamo anche postx la questione di come interagire con l’aggressore. Sempre partendo dal presupposto che non ci piace agire come un branco né usare atteggiamenti macisti andandolo direttamente a pestare, in questa fase ci è parso necessario cercare un dialogo anche con lui. Il confronto è necessario perché è importante che comprenda le conseguenze dell’azione e perché possa mettere in discussione i suoi approcci intimi con le altre persone. Non è un approccio volto a indagare i fatti o i dettagli come fossimo giudici, avvocati o giornalisti di gossip, ma piuttosto volto a ragionare sul consenso e su quando è mancato. In questa fase si aprono, per semplificare, due scenari: A) apertura al dialogo da parte sua e messa in discussione; B) la persona si rivendica l’azione come legittima senza mettere in dubbio che possa aver provocato disagio o dolore o addirittura additando come colpevole la persona aggredita (perché era sbronza, perché se l’è cercata, perché gli ha sorriso, perché ci stava, perché si trovava in uno spazio libertino e quindi tutte le donne sono troie). Nello scenario A probabilmente col tempo e continuando a mettersi in discussione, la persona che aveva agito violenza comprenderà il peso delle proprie azioni sviluppando maggiore attenzione su ciò che provano/desiderano/accettano gli altri individui che incrocia nell’intimità e gli verrà naturale tenere le distanze fintanto che la persona che ha fatto soffrire non sarà dell’idea che si sente a suo agio nuovamente. Nello scenario B è chiaro che non c’è voglia di mettersi in discussione e anzi il modo d’agire violento e prevaricatore è uno stile di vita rivendicato, per cui da parte nostra non c’è alcuna voglia di avere tra i piedi una persona del genere e ci si vede costretti ad allontanarla definitivamente con i metodi più appropriati a seconda della situazione.

Queste pratiche elencate sono molto basilari e sicuramente non esaustive e ci siamo per ora confrontatx soprattutto su situazioni che potrebbero coinvolgere direttamente qualcuna di noi. Sicuramente l’approccio può essere simile, almeno in partenza, con persone che non conosciamo ma che attraversano sporadicamente lo spazio, ma era già complesso partire da situazioni che riguardassero solo noi, che abbiamo rimandato la riflessione per non aggiungere ciboascelta al fuoco. Ogni situazione si porta dietro sentimenti, legami, circostanze particolari e soggettive che sarebbe difficile applicare schematicamente ad ogni caso. Ciò che stiamo tentando di trasmettere è che queste “linee guida” ci aiutano a capire come confrontarci con sessismo, violenza di genere, abusi e prevaricazioni senza aprire processi nei confronti di nessuno. Crediamo che per evitare uno scenario del genere sia altresì essenziale non impantanarsi nel ricercare colpevoli, testimoni, prove, ricostruzioni di scene del crimine, tasso alcoolico nel sangue per arrivare ad un verdetto.

Abbiamo chiaro cosa significa consenso e siamo convintx che si parta da lì per comprendere che se questo viene a mancare qualcunx ci rimette.

Le riflessioni non si fermano con questo scritto e se qualcunx avesse voglia di offrire ulteriori spunti di discussione può passare al brigata!

abitanti della piccionaia delle feste primavera

[sabato 23 marzo 2019] They Call Us Outsider

flyer123SABATO 23 MARZO DALLE ORE 19:00

THEY CALL US OUTSIDER

La serata TCOU è un evento artistico che mette insieme stili diversi e culture diverse nate ai margini ma che osservano e descrivono la realtà di chi vive e di chi sta al di fuori, dalla pittura al graffito, dalla musica di strada al crossover.
Unire metodi di comunicazione diversi per dare voce alla stessa fotta dell'”io ci sono”!
Ed è proprio per questo che nasce l’evento, per contrastare il limite che ci auto-imponiamo, che ci viene imposto e che ci porta a stare per la maggior parte con i nostri “simili” come se da soli non fossimo abbastanza o ci fosse per forza bisogno di una sorta di comunità. Quando, filosoficamente parlando, l’arte e la libera creatività sono di tutti e tutti a modo loro devono poter esprimersi senza giudici e senza timori di mostrare e portare la loro personale visione di bello.

BURLA e CIOE’ live painting
art showroom NICO

OLGADARVIN indie
BONX drummer
FILTHY GENERATION tekno-punk
DUDE STALKER electro-punk horror

[sabato 16 marzo 2019] Secondo Festival World Music Antirazzista

secondo festival antirazzista imolaSECONDO FESTIVAL WORLD MUSIC ANTIRAZZISTA

Vi aspettiamo sabato 16 Marzo dalle ore 20 al  Brigata 36!

Ci sarà come al solito un ricco buffet! Non venire già mangiato/a!
Concerto di Nilza Costa & Band e dopo una grande Jam Session con più di venti artisti di diversi generi musicali, per una serata insieme contro il razzismo!!

 

APPELLO PER UN EVENTO MUSICALE CONTRO IL RAZZISMO!

“Il jazz, se si vuole chiamarlo così, è un’espressione musicale; e questa musica è per me espressione degli ideali più alti. C’è dunque bisogno di fratellanza, e credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra”. (John Coltrane)

Come sarà accaduto a molti di voi, in questi giorni ho provato parecchia tristezza e indignazione sentendo proclami, provenienti dalla politica, ma anche da un sentire comune purtroppo pericolosamente diffuso, che ha fatto appello alla più profonda disumanità e intolleranza riguardo al fenomeno delle migrazioni di massa, e alle drammatiche conseguenze che colpiscono questi innocenti viaggiatori. Sono note a tutti le sconcertanti reazioni di una parte della politica e dell’opinione pubblica (su alcune pagine di FB si leggono cose veramente orrende), verso chi ha solidarizzato con i migranti indossando la maglietta rossa il 7 di luglio. Oltre a questo episodio, ma ce ne sono molti altri (si pensi alla schedatura proposta per i nomadi), è da tempo che assistiamo a prese di posizione xenofobe, ad un diffondersi di culture della paura e dell’esclusione, dell’intolleranza, e nel migliore dei casi dell’indifferenza.

Mi sono fatto una domanda semplice, perché noi musicisti (intendo i musicisti che partecipano alle pagine di FB, che si occupano di tutte le forme di jazz, dall’impro, alla sperimentazione…), e tutti coloro che si occupano di musica, non organizziamo un evento autogestito in più luoghi contemporaneamente (una rete estesa di condivisione collettiva), per dare una sonora risposta alle nefandezze razziste e xenofobe in circolazione. Una chiamata attraverso i social, per creare una sorta di raduno musicale contro il razzismo. È difficile? Sarebbe bello! Il tutto senza la solita retorica. Il Jazz (come si diceva con un amico su FB), con le sue svariate forme e linguaggi possiede anche un significato allegorico, essendo per eccellenza la musica di contaminazione fra diverse culture ed etnie (è nata storicamente così, e non può essere altrimenti), oltre ad essere il simbolo della protesta afroamericana negli anni 50’ e 70’. Nulla di politico o di retorico, ma solo una chiamata a difesa dei valori di solidarietà e di umanità. Attraverso la musica nelle sue varie espressioni, come rappresentazione di una comunità estesissima, fortemente inclusiva, di una cultura capace di dare una risposta forte (sonora) a chi cerca di promuovere dei confini fatti con il filo spinato e la cieca intolleranza.
Io non sono un organizzatore di eventi musicali, mi è venuta questa idea girando in FB nelle pagine di musica e di cultura musicale e sfogliando le pagine dei miei contatti (amici).

Basta trovare un luogo adeguato che accolga la musica nella città dove viviamo o nei dintorni, trovare musicisti e gruppi che lo raggiungano, costruire una jam session con tanto jazz in tutte le sue forme, con tanti strumenti, idee e proposte, e suonare!

E’ un’esperienza tutta da costruire collettivamente, ognuno con il suo apporto, con quello che sa e conosce. Si può fare? Probabilmente si. Che ne dite? Condividiamo e organizziamo? Un caro saluto . (P.J. Minton’s)

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Se sei un artista, musicista, ballerino, poeta e vuoi partecipare per esibirti durante la Jam Session, scrivici!!!