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BRESCIA, 28 maggio 1974, strage fascista in piazza della Loggia / EUROPA, 28 maggio 2014, nazifascisti in parlamento

Oggi siamo in piazza per ricordare una strage fascista, lavata via dallo Stato 40 anni fa, nella piazza stessa in cui avvenne, insabbiandola e assolvendo i responsabili dell’attentato.

Siamo a Brescia, 28 maggio 1974, piazza della Loggia. Centinaia di persone si ritrovano per contestare l’avanzata fascista che in quegli anni si manifestava con la violenza delle stragi. Durante il discorso di Franco Castrezzati, sindacalista della CISL, alle 10,12, esplode la bomba che uccide 8 persone e ne ferisce 102. Come in tutte le altre stragi, la complicità dello Stato è dimostrata dall’opera di immediato depistaggio messa in atto in quella piazza: ai pompieri viene dato ordine di lavarla prima che ogni rilievo venga effettuato e questo determinerà la costruzione di un processo irrilevante che non farà nessuna chiarezza.

Questa strategia, inaugurata in piazza Fontana a Milano, si perfezionerà in seguito in stazione a Bologna e sull’Italicus.

Perché oggi ha senso ricordare Piazza della Loggia?

Prima di tutto per manifestare il fortissimo senso di disagio che ci deriva dalla lettura dei dati delle ultime elezioni europee che mostrano la preoccupante avanzata di movimenti dichiaratamente neonazisti basati quindi sulla xenofobia e sul razzismo.

L’orrore che ci deriva dal ricordo delle stragi deve tramutarsi nella consapevolezza che ha sempre sbagliato chi pensava di aver sconfitto definitivamente il fascismo con la lotta di liberazione di 70 anni fa, poiché esso continua a riproporsi, sia infiltrandosi nella società civile, che a livello istituzionale.

Battersi contro le politiche di discriminazione, battersi contro chi vuole convincerci che ogni “diversità”, sia essa di genere o di nazionalità, di religione o di cultura rappresenti un rischio, battersi contro le politiche che limitano la dignità delle persone entro i confini ristretti della normalità è il senso che diamo all’antifascismo.

Negli anni 70 il fascismo mirava a terrorizzarci con le bombe, oggi le sue armi si chiamano privatizzazioni, precarietà, perdita di diritti, che, come le bombe, creano incertezza e ci spingono a chiuderci in noi stessi e predisponendoci ad ascoltare chi innesca guerre tra poveri.

Nel momento in cui le persone iniziano a unirsi in lotte comuni per rivendicare l’uguaglianza nei diritti superando le divisioni sociali e culturali, l’intervento delle istituzioni è immediato nello sfasciare questi movimenti di lotta tramite leggi repressive di appartenenza fascista. Ad oggi non vi è alcuna remora ad applicare immancabilmente capi di accusa come devastazione e saccheggio, associazione a delinquere, terrorismo, che è paradossale perché l’Italia sa bene cos’è il terrorismo, quello vero.

Il tentativo delle istituzioni di dividere le lotte antifasciste, che pretendono unità e uguaglianza sociale, viaggia in totale sinergia con la propaganda della destra, che si nutre proprio delle spaccature per attirare consenso.

Come antifasciste e antifascisti i giochi di potere non ci interessano e continueremo a lottare contro ogni fascismo, anche quando ha il volto della repressione e della violenza sociale di una società che si basa sullo sfruttamento. Invitiamo tutte e tutti voi a prestare attenzione alle contraddizioni istituzionali, a diffidare di partiti che si professano vicini agli ideali che hanno mosso la lotta di liberazione, mentre altro non sono che sostenitori di interessi capitalisti, arrivando a fare il gioco delle destre pur di giungere a questi obiettivi.

Finché il sistema continuerà a reggersi su queste basi vergognose, la lotta contro il fascismo e lo sfruttamento non finirà mai, né avranno mai fine le nostre battaglie per libertà e giustizia sociale.

c.s.a. Brigata 36

28maggio

28 maggio 1974-2014: anniversario della strage neofascista di piazza della Loggia

28maggio

28 maggio 1974-2014
Sono passati 40 anni dalla strage di piazza della Loggia, quando una bomba esplose nella piazza mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista, provocando la morte di otto persone e il ferimento di altre centodue.
Una strage compiuta da neofascisti, con pesanti implicazioni dei servizi segreti.

Per non dimenticare cos’è stato e cos’è il neofascismo:
ore 10.12: PRESIDIO in ricordo della strage con interventi e letture, in piazza Caduti per la Libertà a Imola
ore 20.00: presso il c.s.a. Brigata 36 (via Riccione 4, Imola) socialità e proiezione del documentario “PAGHERETE CARO PAGHERETE TUTTO” (46 min, 1975) ad opera del Collettivo Cinema Militante

“Pagherete caro pagherete tutto” è un documentario prodotto dal Collettivo Cinema Militante durante le giornate dell’aprile 1975 a Milano prima, durante e dopo gli assassinii dei giovani antifascisti Claudio Varalli e Giannino Zibecchi, uccisi il primo da colpi d’arma da fuoco sparati da un neofascista e il secondo investito mortalmente da una camionetta dei carabinieri nelle manifestazioni di protesta del giorno successivo. 46 minuti di filmati sugli avvenimenti, le manifestazioni, gli scontri e le interviste.

Chiudiamo Casapound! Nessuno spazio ai fascisti! CORTEO A BOLOGNA (sabato 24/05/2014)

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Bologna Antifascista promuove per il 24 maggio una mobilitazione antifascista per chiudere ogni spazio sociale e mentale alla cultura omicida del neofascismo. Rilanciamo il loro comunicato.

Chiudiamo CasaPound! Nessuno spazio ai fascisti!
Corteo a Bologna – Sabato 24 Maggio

Da troppo ormai i fascisti di CasaPound hanno aperto una loro sede in via Malvolta 16/d, nel quartiere Murri a Bologna. Due anni sono passati da quando, dietro la copertura di una fantomatica associazione culturale, “Sole e acciaio”, si sono fatti affittare un locale al piano terra da Biagetti, titolare dell’omonimo esercizio commerciale in via Emilia Levante 94.

Chi sono i fascisti di CasaPound lo sanno tutti. Nel corso degli ultimi anni sono state decine le aggressioni fisiche contro oppositori politici, o chiunque sia da loro ritenuto “diverso”. Nel 2008 a Piazza Navona hanno bastonato gli studenti che protestavano contro la cosiddetta “riforma” Gelmini. Nel dicembre 2011 Gianluca Casseri, militante della sede di CasaPound di Firenze, ha preso il fucile e ha sparato sui venditori ambulanti dei mercati rionali ammazzando due lavoratori senegalesi e ferendone tre.

Fin dall’apertura i residenti del quartiere Murri si sono mobilitati e hanno dato vita a iniziative di informazione rivolte alla cittadinanza e agli abitanti. Si è costituito un coordinamento antifascista di zona che ha organizzato nel novembre del 2012 un corteo nel quartiere partecipato da più di mille persone tutti uniti nell’esprimere la propria volontà: la sede di via Malvolta deve chiudere subito! Da allora a oggi si sono tenute numerose iniziative di controinformazione e sensibilizzazione con presidi, volantinaggi, passeggiate in quartiere, giornate di socialità e dibattito al parco della Lunetta Gamberini nella convinzione che quella sede è fonte di pericolo per l’incolumità di tutti e che da lì i fascisti se ne devono andare!

I rappresentanti istituzionali del Quartiere, con in prima linea la presidente Ilaria Giorgetti e il vice presidente Mario De Dominicis, entrambi di Forza Italia, hanno sempre favorito la propaganda di CasaPound e di altri neofascisti o neonazisti dichiarati concedendo a ripetizione sale pubbliche e patrocini a gruppi di estrema destra e cercando persino di intitolare una sala di Quartiere a Rachele Mussolini, la moglie del Duce. Da parte sua la giunta comunale Pd non ha mai espresso nemmeno una parola sulla presenza della sede e l’ANPI si è adeguato al silenzio. In piena campagna elettorale, nel febbraio 2011, il sindaco Merola aveva detto riferendosi a una sede di CasaPound in via Guerrazzi (chiusa ancora prima di aprire grazie a una vasta mobilitazione antifascista): “Non vedo con piacere che si apra una struttura di questo tipo […] non c’è la libertà di opinione sul fascismo”. Tutto ciò non ci stupisce ma vale la pena constatare quanto siano meschini i nostri governanti, ad ogni livello.

Di fronte a tutto ciò noi non possiamo tollerare oltre la presenza di una sede di CasaPound o di altre simili formazioni fasciste a Bologna.

Perchè sono intolleranti e razzisti, odiano gli immigrati e fomentano l’odio tra la gente con la loro propaganda. E come sappiamo dall’odio alla violenza razziale il passo è breve. Non si può usare come capro espiatorio dell’attuale situazione economica e sociale italiana chi ha la colpa di essere ancora più povero e scappa da una vita di stenti e miseria. La colpa è di chi governa e di chi vota e sta a guardare.

Perchè sono omofobi e omofobe, sostengono la famiglia tradizionale e vorrebbero precludere diritti civili e libertà a chi ha altri gusti sessuali. Con questo discorso sulla famiglia tradizionale veicolano tra l’altro un’idea della donna, moglie e madre, tipica del periodo fascista, che dal dopoguerra ad oggi in milioni hanno rifiutato, nel nome dell’autodeterminazione della donna e della sua libertà di scelta se donare o meno il proprio corpo alla patria.

Perchè sono xenofobi e nazionalisti. Certo, come tanti altri perchè questa oggi tra l’altro è la moda. Ma osservando i conflitti che nel mondo si sono susseguiti negli ultimi decenni, moltissimi dei quali hanno visto grossi spargimenti di sangue, migrazioni forzate di massa, campi profughi e altre atrocità, essi sono stati mossi da idee nazionaliste. L’idea che entro certi confini risiedano solo persone appartenenti alla stessa nazione (per discendenza di sangue) è antistorica. Da sempre l’umanità si è incrociata, migrando, dando vita alle più belle e ricche culture, ed esperienze di convivenza e tolleranza che sono alla base di una società inclusiva, libera e più giusta.

Il nostro antifascismo noi non lo deleghiamo. Noi siamo quelli che ogni giorno si autorganizzano e costruiscono un’alternativa reale alla sistematica devastazione sociale, ambientale e culturale in cui i governanti ci vogliono costringere.

Noi siamo quelli impegnati ogni giorno nella lotta per condizioni di lavoro dignitoso e per il diritto al reddito, per la scuola pubblica e gratuita e per un’altra università, per il diritto alla casa e per la libertà di movimento dei migranti, in difesa dell’ambiente e contro le megaopere come il TAV, contro il militarismo e per lo smantellamento delle basi militari, contro la discriminazione di genere e il razzismo, contro le galere e gli abusi degli uomini in divisa.

Noi siamo quelli che diamo vita a spazi liberati, concreti e reali, dove è possibile mangiare sano a prezzi popolari, acquistare cibi biologici, andare al cinema gratuitamente, assistere a presentazioni di libri, a seminari o a concerti, fare un laboratorio di danza o per i bambini, coltivare un orto o stampare in serigrafia, ecc. dove è possibile insomma vivere senza sfruttamento né gerarchia.

Noi siamo tutto l’opposto dei fascisti perché portiamo un mondo nuovo dentro di noi e lo facciamo crescere attimo dopo attimo. I fascisti invece sono i servi di questo sistema che vogliamo trasformare, pronti ad offrire i propri servizi alle manovre più torbide e reazionarie dei poteri forti.

Noi facciamo nostro uno slogan che non perde mai d’attualità: fascisti carogne tornate nelle fogne!

Invitiamo quindi tutti i gruppi, le associazioni, le realtà, le singole e i singoli antifascisti a scendere di nuovo in piazza sabato 24 maggio per un corteo popolare e determinato che imponga la chiusura di CasaPound.

Bologna Antifascista

Iniziative antifasciste a Forlì (9 e 10 maggio 2014)

riceviamo e rilanciamo!! diffondete!!

PARTIGIANI SEMPRE OGGI COME IERI
PRIMA SUI MONTI ADESSO NEI QUARTIERI

La lotta contro il fascismo è una lotta per la libertà,
contro il sessismo, il razzismo e l’omofobia!
L’antifascismo non si può limitare alla ricorrenza del 25 aprile,
la Resistenza non si può relegare ai libri di storia.
L’antifascismo è una pratica che deve esistere nel mentre,
la Resistenza è ogni giorno!

VENERDI’ 9 MAGGIO ore 17.00 ritrovo in stazione dei treni di Forlì per una BICICLETTATA ANTIFA’ (partenza ore 17.30). Porta bici e cartelli!!

SABATO 10 MAGGIO ore 14.00 in p.zza Saffi a Forlì PRESIDIO ANTIFASCISTA

NO!!! all’apertura dello spazio neofascista “Barbanera-Casapound”. NE’ ORA NE’ MAI!

9-10 MAGGIO NO Casapuond a Forlì

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Se puoi, fai girare i volantini.

CONTRO OGNI FASCISMO !

Il fascismo è sempre stato un fedele servo del capitalismo, ovvero un utile strumento politico con la funzione storica di argine a tutte quelle persone che avevano deciso di mettere in discussione le regole su cui si fondava una società oggi come allora ingiusta e basata sullo sfruttamento.

Crediamo su queste basi che mai come in questo momento storico i valori che ci derivano dalla lotta contro il nazifascismo assumano un contenuto di straordinaria attualità. Quei valori di uguaglianza, libertà, dignità e giustizia sociale sono oggi calpestati da scelte economiche e politiche che costringono interi settori di popolazione a condizioni di vita precarie e miserevoli.

Ribadire oggi uno spirito antifascista può essere tale solo coniugandosi con le lotte per riprendersi il presente e non dover più mendicare un futuro. I dati sulla disoccupazione, il numero spaventoso di persone senza casa e senza reddito, i tagli continui che hanno trasformato diritti come l’istruzione, la mobilità e la sanità in fonti di profitto per cooperative ed enti privati in genere, ci danno la chiara fotografia di una società in ginocchio.

Basta poi affacciarsi sul mediterraneo per vedere terre devastate da violentissimi conflitti, fomentati dai governi occidentali che lucrano sulla vendita delle tecnologie militari, costringendo intere popolazioni ad abbandonare le terre native per sfuggire alle guerre. In questa condizione di precarizzazione globale movimenti e partiti di esplicita matrice nazifascista attecchiscono e dilagano in tutta Europa, offrendo risposte populiste basate sulla creazione di facili capri espiatori.

La paura diffusa e generalizzata di un vivere precario, con poche speranze per il futuro, porta ad individuare nell’ Altro un nemico al quale attribuire le cause delle nostre difficoltà. Qui nascono i sentimenti xenofobi e razzisti e le conseguenti azioni intimidatorie e punitive nei confronti dei migranti e delle migranti che avvengono nel perfetto immobilismo della politica istituzionale.

Crediamo che oggi contrastare questi fenomeni non possa essere soltanto un esercizio di retorica e che questo presente debba ancora essere liberato.

Crediamo che quei concetti che sono stati alla base della lotta di liberazione debbano essere non solo ricordati ma riattualizzati e messi alla base del nostro agire quotidiano.

Resistere e combattere i nuovi fascismi oggi significa per noi lottare contro ogni tentativo di devastazione dei territori con grandi opere che trasferendo immense risorse pubbliche nelle tasche dei privati contribuiscono ad acuire gli squilibri sociali; significa combattere il razzismo istituzionale, protagonista di respingimenti in mare, di nuove persecuzioni, di lager di stato (i CIE); significa rispettare e sostenere nel quotidiano la resistenza e le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici, a cui viene negato anche il sogno di una vita dignitosa…

Significa, dunque, smascherare l’opportunismo della politica istituzionale assieme a quei partiti, sindacati e sigle complici che promuovono e partecipano alle ricorrenze convenzionali antifasciste, trincerandosi ufficialmente dietro i valori della resistenza, mentre con le loro azioni e decisioni distruggono, reprimono e cercano di piegare tutti e tutte noi.

Quello che ci preme ribadire sono le ragioni di una lotta che non si è esaurita nel 1945 e che esige di essere rilanciata in ogni luogo, senza mediazione coi nemici di sempre. Una lotta contro l’ingiustizia e l’autorità e per affermare finalmente vera libertà, uguaglianza, solidarietà.

Contro ogni fascismo: per un’equa distribuzione delle risorse che riconosca dignità e uguaglianza indistintamente per tutti/e.

centro sociale autogestito Brigata 36

Incontro a Faenza con Saverio Ferrari su fascismi e neo-fascismi (sabato 21/12/2013)

Riceviamo e inoltriamo un’importante iniziativa che si svolge dopo che due settimane fa al giornalista e scrittore Saverio Ferrari è stato impedito di parlare ad un convegno a Faenza dietro minacce di Forza Nuova…

Faenza – SABATO 21 DICEMBRE
dalle ore 9:30 alle 12:00
Sala Laderchi
v. Laderchi 3/A

CHIACCHERATA con SAVERIO FERRARI
SU FASCISMI e NEO-FASCISMI

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