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[sabato 16 marzo 2019] Secondo Festival World Music Antirazzista

secondo festival antirazzista imolaSECONDO FESTIVAL WORLD MUSIC ANTIRAZZISTA

Vi aspettiamo sabato 16 Marzo dalle ore 20 al  Brigata 36!

Ci sarà come al solito un ricco buffet! Non venire già mangiato/a!
Concerto di Nilza Costa & Band e dopo una grande Jam Session con più di venti artisti di diversi generi musicali, per una serata insieme contro il razzismo!!

 

APPELLO PER UN EVENTO MUSICALE CONTRO IL RAZZISMO!

“Il jazz, se si vuole chiamarlo così, è un’espressione musicale; e questa musica è per me espressione degli ideali più alti. C’è dunque bisogno di fratellanza, e credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra”. (John Coltrane)

Come sarà accaduto a molti di voi, in questi giorni ho provato parecchia tristezza e indignazione sentendo proclami, provenienti dalla politica, ma anche da un sentire comune purtroppo pericolosamente diffuso, che ha fatto appello alla più profonda disumanità e intolleranza riguardo al fenomeno delle migrazioni di massa, e alle drammatiche conseguenze che colpiscono questi innocenti viaggiatori. Sono note a tutti le sconcertanti reazioni di una parte della politica e dell’opinione pubblica (su alcune pagine di FB si leggono cose veramente orrende), verso chi ha solidarizzato con i migranti indossando la maglietta rossa il 7 di luglio. Oltre a questo episodio, ma ce ne sono molti altri (si pensi alla schedatura proposta per i nomadi), è da tempo che assistiamo a prese di posizione xenofobe, ad un diffondersi di culture della paura e dell’esclusione, dell’intolleranza, e nel migliore dei casi dell’indifferenza.

Mi sono fatto una domanda semplice, perché noi musicisti (intendo i musicisti che partecipano alle pagine di FB, che si occupano di tutte le forme di jazz, dall’impro, alla sperimentazione…), e tutti coloro che si occupano di musica, non organizziamo un evento autogestito in più luoghi contemporaneamente (una rete estesa di condivisione collettiva), per dare una sonora risposta alle nefandezze razziste e xenofobe in circolazione. Una chiamata attraverso i social, per creare una sorta di raduno musicale contro il razzismo. È difficile? Sarebbe bello! Il tutto senza la solita retorica. Il Jazz (come si diceva con un amico su FB), con le sue svariate forme e linguaggi possiede anche un significato allegorico, essendo per eccellenza la musica di contaminazione fra diverse culture ed etnie (è nata storicamente così, e non può essere altrimenti), oltre ad essere il simbolo della protesta afroamericana negli anni 50’ e 70’. Nulla di politico o di retorico, ma solo una chiamata a difesa dei valori di solidarietà e di umanità. Attraverso la musica nelle sue varie espressioni, come rappresentazione di una comunità estesissima, fortemente inclusiva, di una cultura capace di dare una risposta forte (sonora) a chi cerca di promuovere dei confini fatti con il filo spinato e la cieca intolleranza.
Io non sono un organizzatore di eventi musicali, mi è venuta questa idea girando in FB nelle pagine di musica e di cultura musicale e sfogliando le pagine dei miei contatti (amici).

Basta trovare un luogo adeguato che accolga la musica nella città dove viviamo o nei dintorni, trovare musicisti e gruppi che lo raggiungano, costruire una jam session con tanto jazz in tutte le sue forme, con tanti strumenti, idee e proposte, e suonare!

E’ un’esperienza tutta da costruire collettivamente, ognuno con il suo apporto, con quello che sa e conosce. Si può fare? Probabilmente si. Che ne dite? Condividiamo e organizziamo? Un caro saluto . (P.J. Minton’s)

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Se sei un artista, musicista, ballerino, poeta e vuoi partecipare per esibirti durante la Jam Session, scrivici!!!

Imola: street parade antifascista e antirazzista (sabato 14/4/2018)

banner evento

IMOLA: STREET PARADE ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA
https://www.facebook.com/events/1831658020468462/

Sabato 14 aprile 2018 a Imola
Nel 73° anniversario della Liberazione di Imola dal nazifascismo, attraversiamo le vie della città con una parata musicale!
Combattiamo chi fomenta e protegge razzismo e fascismo!

Concentramento ore 15 in piazzale Marabini (stazione dei treni) ad Imola.
Lungo il percorso musica, letture ed intervento di Nullo Mazzesi (artista, poeta, muratore e partigiano).

Finito il corteo, al csa Brigata 36 (via Riccione 4):
– ore 19: musica e parole partigiane con Nullo Mazzesi e Labile Istante di Vuoto (Contrasto progetto acustico)
– ore 20: cena buffet
– ore 22: Afreak in concerto (roots reggae dalla Romagna cesenate) e dj-set

La street parade è confermata anche in caso di maltempo!
Ci troviamo senza bandiere identitarie se non quelle dell’antifascismo.
Info e adesioni: imola-antifascista@libero.it, FB Imola Antifascista.

PER UNA NUOVA LIBERAZIONE
Sono passati 73 anni dal 14 aprile del 1945, giorno della Liberazione di Imola: festeggiamo la vittoria partigiana sul nazifascismo, ma non possiamo certo festeggiare la situazione italiana e mondiale attuale. Viviamo in un tessuto sociale disastrato, dove chi ha di più continua ad accumulare ricchezze mentre chi ha di meno viene impoverito/a ulteriormente, con un ambiente devastato per le speculazioni di pochi e guerre combattute per interessi economici fomentate da militarismo, neocolonialismo predatorio, odio razziale o religioso e dall’industria – anche italiana – degli armamenti.
Ma intorno a noi molta gente, invece di prendersela con i reali responsabili di questa crisi, viene ingannata a credere che il problema sia il diverso, l’ultimo arrivato, la guerra tra “nuovi” poveri e chi povero lo è da generazioni invece che la guerra alla povertà.
Si moltiplicano così episodi criminali fomentati dal razzismo, come l’attentato terroristico compiuto da un leghista a Macerata e l’omicidio di un senegalese a Firenze.
I meccanismi che creano ingiustizie e insicurezza sono altri: politiche che distruggono i diritti, dalla privatizzazione del welfare alla negazione dei diritti umani, condizioni di vita e lavorative sempre peggiori, con contratti precari, lavoro sfruttato, fabbriche che delocalizzano o licenziano per aumentare i profitti, leggi autoritarie e discriminanti.
Essere antifascisti/e oggi significa continuare a mobilitarsi per una nuova Liberazione: dallo sfruttamento, dalla precarietà, dalle guerre, dal razzismo, dal sessismo e da tutte le discriminazioni, per una società solidale, inclusiva, paritaria.
Non ci interessa limitarci alla retorica delle ricorrenze, al solo ricordo di chi ha combattuto contro il fascismo nel secolo scorso: il fascismo esiste ancora oggi, e non è solo qualche esaltato naziskin o neofascista di Casapound e Forza Nuova, ma è tutto quello contro cui lottiamo quotidianamente.
Riconoscere i fenomeni del neofascismo e del razzismo come meccanismi volti a farci individuare falsi nemici è il primo passo per accorgersi che il vero problema, all’origine della sempre più diffusa povertà e precarietà delle nostre vite, è l’austerità imposta alle sole classi sociali più povere da chi ci governa da decenni senza nessuna reale alternativa.
La povertà economica e sociale che ci ha imposto il PD, alimentando contemporaneamente un razzismo strisciante con il decreto Minniti e gli accordi criminali con la Libia, è la stessa che ci imporranno Lega Nord e M5S, dove il razzismo si mostra sfacciato nei primi e si camuffa nei secondi. L’unica alternativa possibile è ribaltare completamente questo sistema, per una prospettiva differente di società!
Non è dal colore della pelle o dalla lingua parlata che si individua chi ci è nemico, ma dalle parole e dalle imposizioni di chi magari ha un volto rassicurante, ma non fa i nostri interessi. Più saremo uniti/e tra chi ha gli stessi bisogni, a prescindere dal paese di nascita, più avremo forza per lottare insieme!
Il 14 aprile saremo in piazza con una street parade per le strade di Imola senza bandiere identitarie ma dietro ad un unico striscione di Imola Antifascista. Dal giorno dopo saremo di nuovo presenti nei molteplici percorsi a cui partecipiamo nelle lotte per il lavoro, la difesa dell’ambiente, il diritto alla casa, alla sanità e all’istruzione, contro guerre, patriarcato, razzismo e repressione.
Imola Antifascista

THE HARVEST – Proiezione del film e dibattito (venerdì 9 marzo 2018)

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PROIEZIONE DEL FILM “THE HARVEST”
VENERDI 9 MARZO ore 20,30
presso il CSA Brigata 36
Via Riccione 4, Imola

In seguito alla proiezione:
chiacchierata con il regista Andrea Paco Mariani,

con la Rete Campagne in Lotta, attiva da anni a fianco di lavoratori e lavoratrici delle campagne di Foggia e San Ferdinando (RC) [per info: http://campagneinlotta.org/ ]

e con Wolf Bukowski su FICO e sugli aspetti politici, sociali ed economici del cibo

SE VENITE A STOMACO VUOTO, C’E’ DA MANGIARE!
—-


su FB: https://www.facebook.com/events/146151346067226/


Qui il trailer ufficiale del film —> https://youtu.be/8od_53cnP8w
Il sito ufficiale —> https://www.theharvest.it/
Sinossi e scheda tecnica —> https://www.theharvest.it/il-film/

SINOSSI
Gurwinder viene dal Punjab, da anni lavora come bracciante delle serre dell’Agro Pontino. Da quando è arrivato in Italia, vive insieme al resto della comunità sikh in provincia di Latina. Anche Hardeep è indiana, ma parla con accento romano, e si impegna come mediatrice culturale. Lei, nata e cresciuta in Italia, cerca il riscatto dai ricordi di una famiglia emigrata in un’altra epoca, lui è costretto, contro le norme del suo stesso credo, ad assumere metanfetamine e sostanze dopanti per reggere i pesanti ritmi di lavoro e mandare i soldi in India.
Un docu-musical che, per la prima volta, unisce il linguaggio del documentario alle coreografie delle danze punjabi, raccontando l’umiliazione dei lavoratori sfruttati dai datori di lavoro e dai caporali. Due storie che si intrecciano nel corso di una giornata, dalle prime ore di luce in cui inizia il lavoro in campagna alla preghiera serale presso il tempio della comunità.
Un duro lavoro di semina, fatto giorno dopo giorno, il cui meritato raccolto, tra permessi di soggiorno da rinnovare e buste paga fasulle, sembra essere ancora lontano.

Raccolta ordini di agrumi solidali della rete “SOS Rosarno” (entro il 10/12/2017)

+++ AGGIORNAMENTO +++
Giovedì 21 dicembre e venerdì 22 dicembre, dalle 19.00 alle 21.00, distribuiamo gli ordini degli agrumi di SOS Rosarno!

sos rosarno DICEMBRE 2017

RACCOLTA ORDINI DI AGRUMI SOLIDALI DELLA RETE SOS ROSARNO (ORDINI ENTRO IL 10 DICEMBRE!)

Non spremere i lavoratori!!
Agrumi contro lo sfruttamento

Il centro sociale autogestito Brigata 36 raccoglie adesioni per organizzare l’ordinazione di agrumi solidali attraverso la rete “SOS ROSARNO”.
Gli agrumi dei produttori di riferimento di “SOS Rosarno” provengono rigorosamente da agricoltura biologica certificata. Tutti i produttori sono piccoli proprietari, singoli o associati in cooperative, che assumono regolarmente la manodopera impiegata nella raccolta, per oltre il 50% immigrata, e sono interni al circuito della solidarietà con gli africani di Rosarno, che nell’assoluta insufficienza delle politiche istituzionali d’accoglienza possono sopperire ai bisogni più elementari solo grazie al sostegno delle realtà associative della società civile.
Essendo necessario richiedere un ordine minimo di 50 cassette intendiamo organizzare una raccolta di adesioni entro il 10 dicembre 2017, con consegna degli agrumi il 19 dicembre dalle ore 18 alle ore 21 presso il c.s.a. Brigata 36 (via Riccione 4, Imola), o in altra data previo accordo (pagamento il giorno stesso del ritiro).

Questo il prezzo dei prodotti proposto:
– CLEMENTINE BIO 1,80 €/kg; 12,60 € cassa da 7 kg
– ARANCE DA TAVOLA NAVEL BIO 1,40 €/kg; 14 € cassa da 10 kg
– ARANCE DA SUCCO NAVEL BIO 1,10 €/kg; 11 € cassa da 10 kg
– LIMONI BIO 1,80 €/kg; 9 € cassa da 5 kg
– AVOCADO BIO 4,50 €/kg; 18 € cassa da 4 kg

I prezzi sono quelli dei produttori senza alcun rincaro, se volete sono gradite offerte libere per la logistica!

Per gli ordini: info@brigata36.it, FB: Brigata 36 o al numero 3347177842 indicandoci nome, telefono e l’ordinazione richiesta.
Per maggiori informazioni sulla campagna “SOS ROSARNO” vi invitiamo a consultare il sito della campagna http://sosrosarno.org/

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PREZZO TRASPARENTE AGRUMI PER PRODOTTO

CLEMENTINE € 1,80/kg:
Raccolta 0.13 €
Lavorazione 0.30 €
Trasporto 0.26 €
Promozione 0.26 €
Quota di solidarietà migranti 0.05 €
Produttore 0.80€

ARANCE DA SUCCO € 1,10/kg:
Raccolta 0.09 €
Lavorazione 0.30 €
Trasporto 0.26 €
Promozione 0,18 €
Quota di solidarietà migranti 0.05 €
Produttore 0.22 €

ARANCE TAVOLA € 1,40/kg:
Raccolta 0.09 €
Lavorazione 0.30 €
Trasporto 0.26 €
Promozione 0.23 €
Quota solidarietà 0.05 €
Produttore 0.47 €
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www.brigata36.it
spaziosocialeimola@libero.it
FB: Brigata 36

Presentazione del libro “Trentacinque secondi ancora” (domenica 1/10/2017)

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Domenica 1 ottobre 2017
al csa Brigata 36 (via Riccione 4, Imola)

Dalle 19 buffet!
A seguire presentazione del libro di Lorenzo Iervolino:
“TRENTACINQUE SECONDI ANCORA
Tommie Smith e John Carlos: il sacrificio e la gloria”

Città del Messico, 16 ottobre 1968. Due atleti con i pugni alzati, i guanti neri, la testa china, i corpi immobili sopra al podio. È la premiazione dei 200 metri, i due uomini sono Tommie Smith e John Carlos. Sul secondo gradino, anche lui con una spilla del Progetto olimpico per i diritti umani, c’è l’australiano Peter Norman. Una foto, tra le più celebri del Novecento, immortala quel gesto di protesta inatteso. «Mostrano sempre l’immagine. Ma non raccontano mai la storia» ricorderà un giorno Carlos. Perché da allora i nomi e i corpi dei tre protagonisti saranno sospinti «nelle sabbie mobili dell’oblio». Squalificati a vita dalle Olimpiadi, rimarranno soli a fronteggiare le minacce di morte e l’ostracismo dell’establishment. A mezzo secolo di distanza, Lorenzo Iervolino si incarica di ricostruire quella storia, di riempire quel vuoto. Muovendosi tra finzione letteraria e un attento lavoro di ricerca, “Trentacinque secondi ancora” ripercorre la battaglia di Smith e Carlos dall’infanzia, segnata dalla segregazione razziale, fino alla gara della vita, per approdare al tardivo riscatto civile, politico e sportivo. Una battaglia che si salda alle inquietudini dell’America del secondo dopoguerra: i linciaggi e gli scioperi, Malcolm X e Martin Luther King, l’ascesa delle Black Panthers e l’attivismo del professor Harry Edwards, l’ispiratore della protesta. Che ci rammenta, ancora oggi, come una «vittoria finale» non sia possibile. Ogni generazione dovrà raccogliere il testimone lasciato da quei corridori.

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Il csa Brigata 36 è uno spazio sociale autogestito e antifascista
FB: Brigata 36  –  info@brigata36.it
rispetta il tuo cane, lascialo a casa

Grazie all’inutile ordine del giorno del PD oggi i neofascisti erano in piazza a Imola

Dalla pagina di Imola Antifascista

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GRAZIE ALL’INUTILE ORDINE DEL GIORNO DEL PD OGGI I NEOFASCISTI ERANO IN PIAZZA A IMOLA

Sabato 24/6/2017 in centro a Imola, a dispetto dell’ordine del giorno contro i neofascismi approvato neanche pochi mesi fa in consiglio comunale dalla maggioranza a guida PD, era presente Forza Nuova con un banchetto.

Questo nonostante oltre 1.300 firme raccolte in pochi mesi dal nostro appello “No alla legittimazione e alla presenza dei movimenti neofascisti” per richiedere la modifica del regolamento comunale per quanto riguarda la concessione di spazi pubblici a movimenti razzisti e neofascisti. La modifica del regolamento infatti, presentata da una consigliera del PD, non è stata proposta nella sua forma originaria e ha quindi perso i contenuti che avrebbero potuto renderla efficace. Ancora una volta è mancata da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, dal PD al M5S, la volontà politica di contrastare realmente i neofascismi presenti sul territorio, e i risultati sono che oggi Forza Nuova era in piazza protetta da un dispiegamento di forze dell’ordine per diffondere messaggi razzisti.

Le istituzioni politiche locali, targate Partito Democratico, ancora una volta rendono chiari i loro limiti, e nel maldestro tentativo di individuare ed arginare derive razziste, xenofobe e neofascismi, dimostrano di non saper prendere una netta posizione di condanna.

Non ci stupiamo affatto di questo fallimento visto come il PD si muove a livello nazionale, approvando leggi fascistoidi come il Decreto Minniti. Una legge che discrimina povertà e disagio sociale e reprime i movimenti politici che si battono quotidianamente contro precarietà, xenofobia e neofascismo.

Oggi con un controvolantinaggio abbiamo ribadito che non ci siamo mai illusi delle misure inutili approvate dal PD, e che all’inefficacia rispondiamo con l’organizzazione e l’informazione: l’antifascismo non si delega, si tratta di una responsabilità comune.

NESSUNO SPAZIO A FASCISMO, RAZZISMO E XENOFOBIA

Imola Antifascista

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Di seguito il testo del volantino distribuito:

A SEGUITO-1

A SEGUITO-2

A seguito dell’appello:
“NO ALLA LEGITTIMAZIONE E ALLA PRESENZA DEI MOVIMENTI NEOFASCISTI”
Le istituzioni politiche locali, targate Partito Democratico, ancora una volta rendono chiari i loro limiti, e nel maldestro tentativo di individuare ed arginare derive razziste, xenofobe e neofascismi, dimostrano di non saper prendere una netta posizione di condanna e contrastarne realmente la presenza.
Cosa ci si dovrebbe aspettare d’altronde quando esse stesse, a dispetto delle consuete celebrazioni istituzionali legate alla resistenza e alla memoria, sono sempre più coinvolte da un lato nell’attuazione di misure repressive, autoritarie e securitarie per inseguire la destra più becera, dall’altro a legiferare per precarizzare le nostre vite.
L’ANTIFASCISMO COME PRATICA QUOTIDIANA NON PUÒ ESSERE DELEGATO, STA A NOI LA RESPONSABILITÀ DI TENERLO VIVO NEL TEMPO.

Imola Antifascista nasce nel 2015 con l’obiettivo politico di contrastare le sempre più dilaganti derive razziste, xenofobe e fasciste presenti nel quotidiano anche nella nostra città.
Derive sostenute e messe in atto da partiti che cavalcano le recenti condizioni di crisi, mutamento e precarizzazione della società per guadagnare consensi basati sulla paura, sull’odio e l’egoismo, mascherandole sotto pseudo-concetti di sicurezza, sovranità, identità.
I valori in cui crediamo — antifascismo, antirazzismo, uguaglianza e solidarietà — non vivono di vita propria e di ricordi, ma vanno sostenuti e praticati nel presente. Da ciò è nata nel 2015 una raccolta firme rivolta alla modifica del regolamento comunale per quanto riguarda la concessione di spazi pubblici a movimenti razzisti e neofascisti. La modifica, presentata da una consigliera del PD, non è stata proposta nella sua forma originaria e ha quindi perso i contenuti che avrebbero potuto renderla efficace. Per l’ennesima volta è mancata da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, dal PD al M5S, la volontà politica di contrastare realmente i neofascismi presenti sul territorio.
Non ci stupiamo affatto di questo fallimento visto come il PD si muove a livello nazionale, approvando leggi fascistoidi come il Decreto Minniti. Una legge che discrimina povertà e disagio sociale, con zone cittadine addirittura proibite a chi, negli occhi di questi politici, metta in evidenza quel “degrado” che gli stessi partiti di centrosinistra e centrodestra hanno creato negli anni con misure aggravanti povertà sociale e precarietà.
Non ci siamo mai illusi, all’inefficacia rispondiamo con l’organizzazione e l’informazione, l’antifascismo non si delega, si tratta di una responsabilità comune.
NESSUNO SPAZIO A FASCISMO, RAZZISMO E XENOFOBIA

Contestato il ministro Minniti a Imola!

Il testo del comunicato letto e volantinato da Imola Antifascista venerdì 23/6 durante la contestazione alla visita del ministro Minniti a Imola sotto il Molino Rosso.
Abbiamo ribadito la nostra contrarietà alle misure contenute nel Decreto Minniti-Orlando, che limita la libertà di movimento e si accanisce su poveri e migranti limitandone i diritti.

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SICUREZZA O REPRESSIONE?
Il Decreto Minniti-Orlando su immigrazione e sicurezza è stato approvato dal Governo Gentiloni (targato PD). I punti principali riguardano l’abolizione del secondo grado di giudizio per chi riceve il diniego alla richiesta di protezione umanitaria, l’introduzione dei CPR ( i nuovi CIE) e l’introduzione di lavoro gratuito per tutti/e i/le richiedenti asilo. Per quanto riguarda la parte sulla sicurezza verranno concessi maggiori poteri (estremamente discrezionali) a sindaco e questore, è previsto il daspo urbano cioè l’allontanamento forzato da determinate zone della città per tutti i soggetti considerati “marginali” e i fogli di via preventivi per coloro che esprimono dissenso.
L’obiettivo è il “decoro urbano”: respingere chi non ha le carte in regola per restare tra le mura invisibili ma opprimenti di questa fortezza europea, isolare gli oppositori e i “socialmente pericolosi”, svuotare le piazze, intimidire i movimenti politici e zittire qualunque forma di dissenso. Ancora una volta ad essere colpiti per primi sono i poveri e i migranti che vengono allontanati, diniegati, esplusi. Si continua a parlare di sicurezza (per chi?) continuando a negare i problemi reali: la povertà, la disoccupazione, la perdita della casa, lo smantellamento del welfare e della scuola pubblica.
Ci muoveremo contro il Decreto Minniti/Orlando, per la socialità nei nostri quartieri, contro la criminalizzazione della povertà e delle lotte e per l’accoglienza! La nostra sicurezza è casa, lavoro, scuola e sanità per tutte e tutti!
Imola Antifascista

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Comunicato di conclusione del 2° Festival di Imola Antifascista

Dalla pagina di Imola Antifascista

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A due giorni dalla conclusione del 2° Festival di Imola Antifascista volevamo ringraziare tutte le band, gli ospiti e le persone che hanno contribuito e partecipato alle due giornate di iniziative e concerti svoltesi al c.s. La Stalla.

Il Festival nelle nostre intenzioni non vuole essere solo un momento per socializzare, ma anche un modo per riflettere e sviluppare percorsi che rinnovino e diffondano i valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo e della solidarietà.

In quest’ottica la festa non è un punto di arrivo ma di partenza, per inquadrare nuovi obiettivi e darsi i mezzi per raggiungerli: non lasciare nessuno spazio ai rigurgiti neofascisti, frenare il riemergere di razzismi e discriminazioni anche nel territorio imolese, contrastare le manovre di chi vuole rovesciare crisi e austerity su chi già vive la precarietà e la riduzione dei servizi del welfare.

L’antifascismo non è solo commemorazione retorica di eventi passati, è una pratica quotidiana collettiva per lottare contro le disparità sociali, perché i diritti siano gli stessi per tutte le persone, per far sparire definitivamente neofascismo e xenofobia.

Speriamo quindi di rincrociare il nostro percorso con quello delle tante persone incontrate al Festival già dalla prossima iniziativa, dal prossimo banchetto o dalla prossima manifestazione, per continuare a tenere vivo l’antifascismo!

Imola Antifascista

La dignità umana non si “guadagna”

“Basta col buonismo!”
“Mettiamoli a fare qualcosa!”
“Casa nostra, nostre regole!”
“Quanto ci costano?”
 
E via discorrendo… ovviamente parliamo di luoghi comuni e stereotipi sempre più usati nel nostro quotidiano: al bar, al lavoro, in TV, in rete…
Una retorica di pancia alimentata ad arte che, sul malcontento generale, ha saputo costruire una strategia molto efficace di consenso: dare un volto ed un nome al problema e darlo in pasto alla gente.
Il migrante. L’ospite. L’ultimo arrivato.
 
Di contro, chi si riconosce in posizioni più “democratiche” e meno aggressive, scade spesso in un’altra retorica altrettanto dannosa e deleteria: quella del merito, dell’integrazione che passa dall’utilitarismo, dello sfruttamento in pettorina arancione. L’antipasto ce l’hanno già fatto assaggiare molto bene: dopo anni di retoriche sul “bravo migrante che paga le tasse”, “se non ci fossero loro, gli italiani non avrebbero la pensione”, il diritto a permanere su questo territorio è legato al possesso di un contratto di lavoro. Se perdi il lavoro non vali più, sei da cestinare, “tornatene al tuo paese”. Così, assaggiando antipasti buonisti che hanno chiuso gli occhi a molti riguardo al razzismo del permesso di soggiorno legato al lavoro, sono riusciti a farci digerire senza troppi mal di pancia il Jobs Act, il tirocinio gratuito “che fa curriculum”, lo stringere i denti in situazione di sfruttamento perchè “l’importante è lavorare”.
E così si genera il prototipo del migrante che è integrato solo se si “merita” i diritti (non parliamo certo di privilegi), che normalmente vengono a tutti riconosciuti senza sforzo, purchè bianchi ed in silenzio, ovviamente.
Possiamo tranquillamente parlare di razzismo.
 
Oltre al ricatto del documento, lo stillicidio delle attese burocratiche, la paura delle ordinanze e lo spettro delle discriminazioni, il migrante dovrà, dopo tutto questo percorso con le istituzioni, “guadagnarsi il posto” in società, davanti ad un altro tribunale: la gente.
La dignità umana non si deve guadagnare nè tanto meno meritare. Al massimo si deve difendere o sarà una corsa al ribasso.
Fintanto che non si ridurranno le disuguaglianze, la sempre maggiore deriva verso la precarietà non farà che abbassare il livello di dignità per tutti.
Non ci può essere una meritocrazia “pulita” in quanto non si tratta di un valore oggettivo e misurabile, ma si basa su un’idea preconfezionata di talenti e valori determinati dal sistema e dalla classe dominante.
Le nostre possibilità differiscono profondamente, anche in base alla condizione sociale di appartenenza e questo tipo di valutazione sul merito non farà altro che giustificare i vantaggi dei più ricchi e legittimare il disprezzo per i più poveri di mezzi e di opportunità.
 
A lungo termine i rischi per tutti sono concreti:
1. Il principio che per un diritto si debba ricompensare la società;
2. Sempre più spesso si potrà essere “sostituiti”, quando sul mercato sono disponibili prestazioni lavorative gratuite o a basso costo estorte a individui ricattabili;
3. Attività di volontariato invece che essere percepite come una scelta personale vengono usate come strumento per guadagnarsi un diritto all’esistenza o semplice alternativa all’ozio per questi “ingrati”.
 
Se vogliamo una società più equa nei diritti e nelle possibilità, superiamo l’idea di integrazione attraverso l’utilitarismo, denigrante e svilente anticamera dello sfruttamento dell’individuo. Pensiamo al riconoscimento dell’essere umano in quanto tale, fatto non solo di bisogni, ma anche di sogni e desideri, a prescindere da ogni retorica. Non si possono accettare ricatti quando si parla di dignità. Sono processi lunghi e che, resteranno incompleti finchè non si proverà ad andare oltre una logica del “noi” e “loro”. Cerchiamo di smontare la superficiale soddisfazione diffusa di qualche testata locale che, scrivendo di integrazione, metterà qualche foto di migranti in pettorina che raccolgono le cartacce dai prati.
 
csa Brigata 36