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Contro il ddl Pillon – 10 novembre in piazza anche a Imola

Anche noi zecche del Brigata 36 parteciperemo alla mobilitazione organizzata da Trama di Terre:

      SABATO 10 NOVEMBRE alle 10 davanti al                       CONSULTORIO FAMILIARE, in Via Amendola 8

Qui di seguito il volantino che distribuiremo:

        SPAZZIAMO VIA IL VECCHIO       CHE AVANZA

La Sacra Famiglia Unita: padre, madre e figli, un’Istituzione a tutti gli effetti, disciplinata fino alla nausea dalla Legge, sembra quasi una divinità da venerare. Se la intendiamo come il Dio dei Valori del Patriarcato allora sì, è una divinità alquanto potente, ma come qualsiasi potere, con un po’ di impegno e lotte, rimettendo in discussione le pratiche e gli stereotipi sull’affettività, lo si può tirar giù dal trono.

Perché dovrebbe essere inteso come Famiglia solo un modello scelto e voluto per rendere serve le donne, etichettare come malate le persone omosessuali, pazze coloro che scelgono di non sposarsi, e blasfeme coloro che avevano una famiglia e hanno osato scegliere di scioglierla? La Famiglia non potrebbe essere qualsiasi coppia, anche di amici, qualsiasi s-coppia, più persone che si sentono legate da un legame affettivo fortissimo, una crew di ragazzinx, ecc..? Se non ci si lascia ingabbiare da schemi mentali imposti, o con un po’ di immaginazione, ci si rende conto che non serve un modello per regolare l’affetto, è una cosa individuale e multiforme. Ogni tentativo di normalizzarlo, è fatto nell’ottica di rendere anormale tutto ciò che esce dal modello prestampato, dalla “ripresa valoriale” che auspica quel bigotto di Pillon, padre-padrone creatore di una legge paternalistica che punta a colpevolizzare chi (uomo e donna, altre forme di famiglia non vengono prese in considerazione) sceglie di separarsi.

Sono tutte chiacchiere quelle che spendono i Patriarchi al governo sull’importanza dell’unità familiare per il bene dei figli. Obbligare a fare del contorsionismo due persone che non hanno più voglia di condividere ogni giorno della loro esistenza, né di vivere dentro un contratto, significa puntare loro il dito contro. L’obbligo a fare una mediazione quando si è scelto di chiudere una relazione è un po’ come se hai fame, vorresti ovviamente mangiare, ma ti obbligano a parlarne con qualcuno che pretende di saperti spiegare se hai davvero fame.

Vogliamo parlare del Bene dei Figli? “Prima i Bambini!” Tuonano i retrogradi dei vari movimenti pro-vita e dei family-day. Ma dove si nasconde il “bene” nell’essere trattati come oggetti, costretti a vivere, non per scelta ma per obbligo di sconosciuti, in due case? Essere costrettx a frequentare un genitore anche quando non lo si vuole più vedere! Sindrome da alienazione parentale?

Ma che sindrome! Qua siamo tuttx alienatx in questa democrazia medievale che ci vuol far ingoiare le sue regole sulla famiglia come olio di ricino.

Il problema chiaramente non è solo il DDL Pillon, quello è il naturale corso degli eventi quando si lascia spazio ai benpensanti razzisti e omofobi. Il problema è che non basta opporsi alle leggi, dovremmo anche rimettere in discussione l’amore, la famiglia, l’affetto e slegare questi concetti da quelli di Doveri e Bisogni, riempiendoli solo di puro e sincero Piacere.

Il nemico sembra super potente ma non lo è. In fondo, hanno ancora paura della stregoneria…. abbiamo la scopa dalla parte del manico! Usiamola!

Le figlie e i figli delle streghe che non avete bruciato.

spazziamo via il vecchio che avanza

Imola: street parade antifascista e antirazzista (sabato 14/4/2018)

banner evento

IMOLA: STREET PARADE ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA
https://www.facebook.com/events/1831658020468462/

Sabato 14 aprile 2018 a Imola
Nel 73° anniversario della Liberazione di Imola dal nazifascismo, attraversiamo le vie della città con una parata musicale!
Combattiamo chi fomenta e protegge razzismo e fascismo!

Concentramento ore 15 in piazzale Marabini (stazione dei treni) ad Imola.
Lungo il percorso musica, letture ed intervento di Nullo Mazzesi (artista, poeta, muratore e partigiano).

Finito il corteo, al csa Brigata 36 (via Riccione 4):
– ore 19: musica e parole partigiane con Nullo Mazzesi e Labile Istante di Vuoto (Contrasto progetto acustico)
– ore 20: cena buffet
– ore 22: Afreak in concerto (roots reggae dalla Romagna cesenate) e dj-set

La street parade è confermata anche in caso di maltempo!
Ci troviamo senza bandiere identitarie se non quelle dell’antifascismo.
Info e adesioni: imola-antifascista@libero.it, FB Imola Antifascista.

PER UNA NUOVA LIBERAZIONE
Sono passati 73 anni dal 14 aprile del 1945, giorno della Liberazione di Imola: festeggiamo la vittoria partigiana sul nazifascismo, ma non possiamo certo festeggiare la situazione italiana e mondiale attuale. Viviamo in un tessuto sociale disastrato, dove chi ha di più continua ad accumulare ricchezze mentre chi ha di meno viene impoverito/a ulteriormente, con un ambiente devastato per le speculazioni di pochi e guerre combattute per interessi economici fomentate da militarismo, neocolonialismo predatorio, odio razziale o religioso e dall’industria – anche italiana – degli armamenti.
Ma intorno a noi molta gente, invece di prendersela con i reali responsabili di questa crisi, viene ingannata a credere che il problema sia il diverso, l’ultimo arrivato, la guerra tra “nuovi” poveri e chi povero lo è da generazioni invece che la guerra alla povertà.
Si moltiplicano così episodi criminali fomentati dal razzismo, come l’attentato terroristico compiuto da un leghista a Macerata e l’omicidio di un senegalese a Firenze.
I meccanismi che creano ingiustizie e insicurezza sono altri: politiche che distruggono i diritti, dalla privatizzazione del welfare alla negazione dei diritti umani, condizioni di vita e lavorative sempre peggiori, con contratti precari, lavoro sfruttato, fabbriche che delocalizzano o licenziano per aumentare i profitti, leggi autoritarie e discriminanti.
Essere antifascisti/e oggi significa continuare a mobilitarsi per una nuova Liberazione: dallo sfruttamento, dalla precarietà, dalle guerre, dal razzismo, dal sessismo e da tutte le discriminazioni, per una società solidale, inclusiva, paritaria.
Non ci interessa limitarci alla retorica delle ricorrenze, al solo ricordo di chi ha combattuto contro il fascismo nel secolo scorso: il fascismo esiste ancora oggi, e non è solo qualche esaltato naziskin o neofascista di Casapound e Forza Nuova, ma è tutto quello contro cui lottiamo quotidianamente.
Riconoscere i fenomeni del neofascismo e del razzismo come meccanismi volti a farci individuare falsi nemici è il primo passo per accorgersi che il vero problema, all’origine della sempre più diffusa povertà e precarietà delle nostre vite, è l’austerità imposta alle sole classi sociali più povere da chi ci governa da decenni senza nessuna reale alternativa.
La povertà economica e sociale che ci ha imposto il PD, alimentando contemporaneamente un razzismo strisciante con il decreto Minniti e gli accordi criminali con la Libia, è la stessa che ci imporranno Lega Nord e M5S, dove il razzismo si mostra sfacciato nei primi e si camuffa nei secondi. L’unica alternativa possibile è ribaltare completamente questo sistema, per una prospettiva differente di società!
Non è dal colore della pelle o dalla lingua parlata che si individua chi ci è nemico, ma dalle parole e dalle imposizioni di chi magari ha un volto rassicurante, ma non fa i nostri interessi. Più saremo uniti/e tra chi ha gli stessi bisogni, a prescindere dal paese di nascita, più avremo forza per lottare insieme!
Il 14 aprile saremo in piazza con una street parade per le strade di Imola senza bandiere identitarie ma dietro ad un unico striscione di Imola Antifascista. Dal giorno dopo saremo di nuovo presenti nei molteplici percorsi a cui partecipiamo nelle lotte per il lavoro, la difesa dell’ambiente, il diritto alla casa, alla sanità e all’istruzione, contro guerre, patriarcato, razzismo e repressione.
Imola Antifascista

Le domande per le case popolari aumentano, ma il numero delle case diminuisce: come mai?

Dalla pagina dello Sportello Antisfratto Imola

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LE DOMANDE PER LE CASE POPOLARI AUMENTANO, MA IL NUMERO DELLE CASE DIMINUISCE: COME MAI?

La recente pubblicazione della nuova graduatoria ERP denota un aumento delle domande: 308, cioè 69 in più rispetto alle 239 dello scorso anno. Questi dati, che confermano il bisogno di un maggior sostegno abitativo per le persone e le famiglie in difficoltà economica, stridono ancora di più con l’ennesimo bando di vendita delle case popolari operato dall’amministrazione comunale nei mesi scorsi, e la previsione di ulteriori vendite di alloggi ERP per 400.000 € nei prossimi due anni.

Va detto chiaramente: un’amministrazione che per anni ha puntato sulla svendita delle case popolari per trovare i soldi per le manutenzioni del patrimonio immobiliare rimanente non ha in realtà nessun interesse ad affrontare il problema abitativo, anzi lo peggiora anno dopo anno, vendita dopo vendita.
Le vendite di case popolari in condomini a proprietà mista, scrive nero su bianco l’amministrazione comunale, sarebbero motivate dai costi di gestione troppo onerosi in tali tipi di edifici: una scusa, sbugiardata involontariamente dalla stessa giunta tramite l’assessore Tronconi, che ha di recente annunciato la costruzione di un nuovo edificio a proprietà mista con alcuni alloggi ERP a Ponticelli. Ma come, non erano un costo di gestione insostenibile fino all’altro ieri?

Non dimentichiamo poi che è uscita anche un’altra graduatoria, quella per gli alloggi a canone calmierato di via Giovanni X. Questa invece è andata praticamente deserta, con solo 7 nuove domande per 34 alloggi, in un edificio ancora in gran parte vuoto a 5 anni dall’inaugurazione: l’ennesimo fallimento (si spera l’ultimo) dell’assessore alla casa Visani.
Il numero delle case popolari va aumentato, non diminuito! Si potrebbe cominciare trasformando in case popolari gli alloggi nuovi e sfitti da 5 anni in via Giovanni X!

Finché chi governerà la città non affronterà in maniera strutturale la questione abitativa, e con essa anche le problematiche sociali ad essa strettamente collegate, continuando invece a proporre soluzioni emergenziali, provvisorie ed insufficienti, non si risolverà nessun problema. Si avranno anzi sul lungo periodo risultati inadeguati e costi per la collettività maggiori.

Sportello Antisfratto Imola

Anno nuovo, neofascisti vecchi, PD non pervenuto

Dalla pagina di Imola Antifascista

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ANNO NUOVO, NEOFASCISTI VECCHI, PD NON PERVENUTO

L’anno nuovo è appena cominciato, ma ci troviamo già a segnalare la presenza in piazza a Imola dei neofascisti di Forza Nuova.

Il tutto nell’indifferenza, non tanto dei passanti che hanno in gran parte schivato o schifato la presenza dei neofascisti, ma delle istituzioni. Peccato, perché dopo le tante belle parole e i proclami sul pericolo del riemergere di rigurgiti fascisti, lanciati recentemente da esponenti PD sia a livello locale che nazionale, stamattina in piazza a volantinare contro la presenza di Forza Nuova loro non si sono visti.

C’erano invece, come al solito, tante forze di polizia, che le stesse istituzioni mettono a disposizione per garantire ai neofascisti una presenza in piazza altrimenti inaccettabile. Un po’ contraddittorio con il regolamento comunale, modificato proprio l’anno scorso dalla maggioranza a guida PD, che dovrebbe in teoria impedirne la presenza. Evidentemente anche questa era solo una delle tante mosse del Partito Democratico, come le manifestazioni a Como e Imola dei mesi scorsi, per farsi bello a parole con la retorica dell’antifascismo, senza nessun interesse a metterlo in pratica realmente.

C’era in fondo da aspettarselo da chi al Governo negli ultimi anni ha fatto da apripista alle peggiori politiche reazionarie, distruggendo i diritti di lavoratori e lavoratrici, introducendo misure repressive degne della destra più becera e stringendo accordi con bande di torturatori libici.

Per Imola Antifascista il contrasto al neofascismo si fa tutte le volte che è necessario, non solo con il ricordo ma con la controinformazione e la presenza in piazza!

Imola Antifascista

La differenza tra le parole e i fatti

Dalla pagina di Imola Antifascista:

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LA DIFFERENZA TRA LE PAROLE E I FATTI

Ronde notturne, riedizioni della marcia su Roma, minacce e violenze squadriste: possono sembrare fatti risalenti al periodo del fascismo, invece accadono oggi in tutta Italia, come le bastonate date giusto ieri a Forlì, ad opera di realtà neofasciste come quella di Forza Nuova.

Forza Nuova è tuttora presente anche a Imola. Questo nonostante oltre 1.300 firme raccolte in pochi mesi da un appello promosso per fermare la loro presenza, con la proposta di modifica del regolamento comunale per quanto riguarda la concessione di spazi pubblici a movimenti razzisti e neofascisti.

Infatti la modifica del regolamento in consiglio comunale non è stata approvata, dalla maggioranza a guida PD, nella sua forma originaria e ha quindi perso i contenuti che avrebbero potuto renderla efficace. Ancora una volta è mancata da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, dal PD al M5S, la volontà politica di contrastare realmente la presenza neofascista sul territorio.

Le misure adottate dal PD si rivelano inutili e insufficienti, come a livello nazionale con la legge Fiano, che gira intorno al problema continuando a legittimare e consentire l’attività di partiti dichiaratamente neofascisti come Forza Nuova e Casapound.

Se si volesse realmente applicare la Costituzione, o anche solo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, andrebbe richiesto lo scioglimento di tutti i movimenti neofascisti; il resto sono solo belle parole, dette mentre realtà come Forza Nuova girano armate di bastoni per le strade.

All’inefficacia delle belle parole e dei provvedimenti formali e inutili, noi risponderemo contrastando con l’organizzazione e l’informazione la presenza in piazza dei neofascisti, autorizzata dalle istituzioni anche a Imola: l’antifascismo non si delega, si tratta di una responsabilità comune!

Ma tutto ciò non basta! Finché non si fermeranno le politiche di austerità imposte alle sole classi sociali più povere, si continueranno a creare spazi ed opportunità per tutte quelle realtà che propagandano fascismo e razzismo come false soluzioni ai problemi reali delle persone.

Disoccupazione, tagli ai servizi, “Fiscal Compact” e Jobs Act hanno impoverito e precarizzato le nostre vite e il Partito Democratico, ora al governo, è l’ultimo attore della sistematica distruzione del tessuto sociale su cui le destre si inseriscono per strumentalizzare consensi creando guerre tra poveri contro i migranti.

NESSUNO SPAZIO A FASCISMO E RAZZISMO!

Imola Antifascista

Non abbassiamo il volume! – Concerto benefit spese legali B36 (domenica 17/12/2017)

provvisoria

NON ABBASSIAMO IL VOLUME!
Concerto benefit spese legali B36

Domenica 17 dicembre dalle 19
presso il CSA Brigata 36 Via Riccione 4 ad Imola

A seguito delle multe recapitateci in autunno (vedi comunicato in fondo) rimandiamo la carta al mittente alzando il volume e anche i toni! In quanto spazio autogestito e senza fini di lucro ci opponiamo alle sanzioni ricevute che mettono a rischio la vita dello spazio e ne contestiamo la natura e l’applicazione per un’idea di socialità, cultura e divertimento slegata da logiche di interesse e profitto.

– DECORO
+ MURO SONORO

Ad allietarci le orecchie:

– Cani dei Portici
dogcore/postdog
http://canideiportici.bandcamp.com/

– Nadsat
Experimental/noise/math
https://nadsat1.bandcamp.com/

– Unruhe
L’ultimo Gruppo Bolognese Tamarro.
Duo peso psichedelico per necessità (con Sean dei Nero di Marte e Lippa)

– David Hasselhoff
Pesi massimi locali

Durante la serata materiali ed aggiornamenti sulla situazione neofascismi dalla Romagna Antifa e cibarie vegan a sostenere la futura apertura di uno spazio a Forlì!

E’ domenica, smollati e vieni a sostenere la bella gente! Se la musica disturba il potere, disturba il potere con la musica!

Il csa Brigata 36 è uno spazio sociale autogestito e antifascista
www.brigata36.it – info@brigata36.it

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Come CSA Brigata 36 ci siamo visti recapitare due sanzioni, da parte della polizia municipale, legate alla giornata di domenica 17 settembre 2017.
Durante la giornata si inaugurava la mostra artistica del collettivo Roots con a seguire un concerto di band locali e internazionali, a conclusione del quale sono arrivate due agenti della municipale a contestare rumore e illegalità della situazione. È quantomeno singolare che le multe ci siano arrivate senza nessuna reale prova del rumore registrato, non essendoci stata nessuna rilevazione dei decibel, ed è ancora più strano capire come la polizia municipale abbia potuto valutare tale rumorosità, essendosi presentata solo successivamente alla conclusione del concerto.
Quello del 17 settembre era un momento aggregativo come centinaia di altri eventi che proponiamo sin dal 2013, con cui iniziavamo la programmazione stagionale artistica, culturale e politica di uno spazio che da ormai 5 anni porta avanti un percorso di autogestione slegato da meccanismi commerciali e da legami con qualsiasi istituzione.
Abbiamo sempre avuto un buon rapporto con il quartiere, coinvolgendo ed invitando alla partecipazione, ed è il primo episodio in 5 anni di attività in cui ci risulta esserci stata una segnalazione. Siamo aperti al confronto con chi sente di avere subito un disagio per il rumore, ma non siamo disponibili a far sì che ciò diventi pretesto per le autorità per accanirsi sulle nostre attività.
Con questo episodio, l’atteggiamento intimidatorio delle istituzioni rende ben chiaro il quadro: creare socialità senza fini di lucro, diffondere contenuti antirazzisti e antifascisti, rendere vivi spazi inutilizzati ed organizzare momenti partecipativi dal basso viene visto come qualcosa da tenere d’occhio, arginare un suo possibile straripamento nella città pacificata in cui i problemi esistono ma vengono accuratamente nascosti sotto al tappeto.
Se una proposta o un’attività non ingrassa le casse comunali, non concorre in qualche disegno di riqualificazione concordato al ribasso o cementificazione per pochi, lì sta la discriminante.
In un momento sempre più fitto di repressioni e provvedimenti atti a scoraggiare e colpire gli spazi e chi li attraversa, ogni idea differente di vivere la città rappresenta un problema. Siamo ben felici di esserlo se questo significa fare aggregazione con logiche distanti dal consumismo, dalla mercificazione e dal raccattare voti!
Rigettiamo la carta al mittente contestandone la natura stessa e la logica di applicazione.

csa Brigata 36

VOLANTINO IN DIFESA DEL DIRITTO ALLA CASA!

Dalla pagina dello Sportello Antisfratto Imola

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VOLANTINO IN DIFESA DEL DIRITTO ALLA CASA!

Perdere il lavoro, vivere situazioni di precarietà e non riuscire a pagare l’affitto NON SONO UNA COLPA.
La casa è un diritto fondamentale per tutte e tutti!
Lo Sportello Antisfratto Imola unisce inquilini/e, sfrattate/i e solidali per organizzarsi e per difendere insieme il diritto all’abitare!
Rivolgiti allo Sportello gratuitamente per difenderti da uno sfratto, denunciare ingiustizie nell’affitto o anche solo per ricevere informazioni.
Telefono: 3774442572
CONTRO GLI SFRATTI REAGISCI E LOTTA!

DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA CASA!
Da molti anni ormai l’amministrazione comunale imolese del PD sta trascurando la situazione delle case popolari, procedendo sistematicamente alla loro svendita: 6 andranno all’asta entro la fine dell’anno, e ad esse si aggiungono le 8 vendute l’anno scorso e un altro centinaio negli ultimi 10 anni.
In un periodo in cui sempre più persone ne hanno bisogno è vergognoso che il Comune svenda all’asta anno dopo anno pezzi del patrimonio pubblico, senza tra l’altro investire praticamente nulla per rimpiazzare gli alloggi venduti con dei nuovi.
Assurdo è il caso della trentina di alloggi a canone calmierato vuoti da ormai 5 anni in via Giovanni X, in un palazzo inaugurato nella scorsa campagna elettorale comunale del 2013, che a questo punto ci chiediamo se il Sindaco intenda re-inaugurare per le elezioni alle porte, visto che è ancora per lo più inutilizzato.
Ad essi si aggiungono poi un altro centinaio di case popolari sfitte e vuote da anni.
Difendere le case popolari significa difendere il diritto alla casa per tutti/e, perché più sono le case disponibili più c’è possibilità di rispondere all’emergenza abitativa, sia oggi che in futuro, e più si riesce a tenere contenuto il prezzo degli affitti sul mercato.
Come se non bastasse invece la nuova riforma regionale delle case popolari ha aumentato il costo medio degli affitti di chi ci vive del 15% e deciso lo sfratto di 27 famiglie residenti nell’imolese.
Tale riforma si inserisce perfettamente nel piano con cui Governo e istituzioni regionali e comunali del PD stanno limitando e cancellando il diritto alla sanità, all’istruzione, ad un lavoro e ad una casa.

Dobbiamo al più presto invertire la rotta:
– Fermare la svendita del patrimonio delle case popolari!
– Assegnare come case popolari gli alloggi sfitti da 5 anni in via Giovanni X!
– NO all’aumento degli affitti nelle case popolari: fermiamo la riforma regionale dell’ERP!
– Investimenti diretti per il recupero dello sfitto e l’ampliamento del patrimonio delle case popolari!
– STOP AGLI SFRATTI per morosità incolpevole senza che siano previste soluzioni dignitose!

Il diritto alla casa riguarda tutti/e noi, difendiamolo insieme!
Lo Sportello Antisfratto Imola organizza periodicamente riunioni ed incontri pubblici, mettiti in contatto!
Tel: 3774442572 / mail: antisfratto@autistici.org / FB: Sportello Antisfratto Imola

IL DIRITTO ALLA CASA NON SI VENDE!

Dalla pagina dello Sportello Antisfratto Imola

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IL DIRITTO ALLA CASA NON SI VENDE!

Il 30 novembre si è tenuta l’ennesima asta fissata dal Comune di Imola per vendere 6 alloggi popolari.

Mentre non si fermano sfratti e pignoramenti, l’amministrazione comunale del PD continua con la sua politica di svendita delle case popolari, aggravando così ulteriormente la situazione abitativa. Già 8 gli appartamenti venduti nell’ultimo anno, quasi 100 alloggi ACER in meno negli ultimi 10 anni, altri 170 inseriti nel piano delle alienazioni per essere messi all’asta in futuro.

Il tutto accompagnato dalla motivazione che bisogna vendere gli alloggi ERP ricadenti all’interno di condomini a proprietà mista per colpa dei costi di gestione troppo onerosi. Una scelta politica miope, che punta a promuovere la separazione e l’isolamento degli alloggi popolari dal resto della comunità, piuttosto che favorirne l’integrazione nel tessuto cittadino.

L’unica proposta del Comune per ampliare il numero degli alloggi popolari riguarda il recente annuncio di 4-6 nuovi alloggi che saranno costruiti a Ponticelli: peccato che l’edificio demolito per essere riedificato in precedenza ne ospitasse 12, il doppio!

Le case popolari non sono solo vendute dall’amministrazione, ma anche lasciate vuote: gli ultimi dati forniti a fine 2016 dall’assessore alla casa Visani parlavano di oltre 100 alloggi sfitti, un insulto alle tante persone che rischiano di finire per strada o sono in graduatoria per una casa popolare da anni.

Lo Sportello Antisfratto Imola continuerà ad organizzare incontri pubblici per contrastare queste politiche e a fornire sostegno a chi lotta per il diritto alla casa!

BASTA (S)VENDERE LE CASE POPOLARI!

DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA CASA!

Sportello Antisfratto Imola

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CONTINUA LO SCANDALO DI VIA GIOVANNI X

Dalla pagina dello Sportello Antisfratto Imola

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CONTINUA LO SCANDALO DI VIA GIOVANNI X

Purtroppo siamo costretti ad essere ripetitivi di fronte ad un’amministrazione comunale recidiva nei propri errori.

Siamo ormai alle soglie del 5° anno dall’inaugurazione del condominio di via Giovanni X, ed ancora 34 alloggi a canone calmierato (sui 43 iniziali) sono vuoti e mai stati utilizzati. A questi si sommano, nello stesso palazzo, altri 12 alloggi destinati da ACER alla vendita ma ancora sfitti.

Anche l’ultimo bando di quest’anno per il canone calmierato si sta rivelando un disastro: solo 7 domande nuove ammesse nella graduatoria provvisoria. Forse l’assessore alla casa Visani non si è ancora accorto, dopo ormai 5 anni, che i bandi vanno anno dopo anno praticamente deserti per colpa di affitti in massima parte compresi tra i 350 e i 430 €, ovvero prezzi di mercato che di “calmierato” non hanno nulla.

Ma ormai non si tratta più di ingenuità, ma di malafede. Con l’attuale ritmo di 9 assegnazioni in quasi 5 anni, forse prima del 2035 si riuscirà a riempire il condominio?

Ci domandiamo cosa sono stati costruiti a fare se poi vengono lasciati vuoti, mentre non accenna a diminuire il numero degli sfratti e delle persone che rimangono senza casa.

Una soluzione ci sarebbe, semplice e degna di un’amministrazione comunale realmente interessata a risolvere l’emergenza abitativa: assegnare come case popolari gli alloggi sfitti da 5 anni in via Giovanni X!

Sportello Antisfratto Imola

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Nelle foto alcuni campanelli dei due palazzi in via Giovanni X: da quelli completamente vuoti a quelli con inquilini solitari.

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