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GRAZIE ALL’INUTILE ORDINE DEL GIORNO DEL PD OGGI I NEOFASCISTI ERANO IN PIAZZA A IMOLA

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GRAZIE ALL’INUTILE ORDINE DEL GIORNO DEL PD OGGI I NEOFASCISTI ERANO IN PIAZZA A IMOLA

Ronde notturne, riedizioni della marcia su Roma, minacce e violenze squadriste: possono sembrare fatti risalenti al periodo del fascismo, invece accadono oggi in tutta Italia, promossi e fomentati da realtà neofasciste come quella di Forza Nuova.

Stamattina Forza Nuova era presente anche in centro a Imola, a dispetto dell’ordine del giorno contro i neofascismi approvato pochi mesi fa in consiglio comunale dalla maggioranza a guida PD.

Questo nonostante oltre 1.300 firme raccolte in pochi mesi dal nostro appello per fermare la loro presenza, con la proposta di modifica del regolamento comunale per quanto riguarda la concessione di spazi pubblici a movimenti razzisti e neofascisti. La modifica del regolamento infatti non è stata approvata nella sua forma originaria e ha quindi perso i contenuti che avrebbero potuto renderla efficace. Ancora una volta è mancata da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, dal PD al M5S, che poi si meravigliano delle attività neofasciste in città, la volontà politica di contrastare realmente la loro presenza sul territorio.

Le misure adottate dal PD si rivelano inutili e insufficienti, come a livello nazionale con la legge Fiano, che gira intorno al problema continuando a legittimare e consentire l’attività di partiti dichiaratamente neofascisti come Forza Nuova e Casapound.

Oggi con un controvolantinaggio abbiamo ribadito che non ci siamo mai illusi delle misure inutili approvate dal PD, e che all’inefficacia rispondiamo con l’organizzazione e l’informazione: l’antifascismo non si delega, si tratta di una responsabilità comune.

NESSUNO SPAZIO A FASCISMO, RAZZISMO E XENOFOBIA

Imola Antifascista

BASTA CHIACCHIERE SULLE CASE POPOLARI!

Graduatorie prioritarie per l’ERP, analisi sulla situazione emergenziale del settore abitativo, la richiesta alle Istituzioni di garantire il fondamentale diritto alla casa … Tutte belle parole quelle espresse in una mozione che PD e Fornace Viva proporranno in consiglio comunale. Peccato che nel frattempo la Giunta a guida PD si stia muovendo nella direzione opposta, procedendo alla vendita di altri 6 alloggi ERP entro la fine dell’anno (a cui si aggiungono gli 8 dell’anno scorso e un altro centinaio negli ultimi 10 anni).

Un modo un po’ contraddittorio per garantire il diritto alla casa, in un periodo in cui sempre più persone ne hanno bisogno, quello di svendere all’asta anno dopo anno pezzi del patrimonio pubblico, senza tra l’altro investire praticamente nulla per rimpiazzare gli alloggi venduti con dei nuovi.

Assurdo in tal senso è il caso della trentina di alloggi vuoti in via Giovanni X, in un palazzo inaugurato nella scorsa campagna elettorale comunale, che a questo punto ci chiediamo se il Sindaco intende re-inaugurare per le elezioni alle porte visto che è ancora per lo più inutilizzato.
Per fare qualcosa di veramente utile per giovani coppie ed anziani bisognosi di un alloggio pubblico, invece che continuare a chiacchierare, basterebbe smettere di svendere il patrimonio delle case popolari e convertire in ERP quei trenta alloggi lasciati vuoti dal Comune in via Giovanni X.

Sportello Antisfratto Imola

Grazie all’inutile ordine del giorno del PD oggi i neofascisti erano in piazza a Imola

Dalla pagina di Imola Antifascista

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GRAZIE ALL’INUTILE ORDINE DEL GIORNO DEL PD OGGI I NEOFASCISTI ERANO IN PIAZZA A IMOLA

Sabato 24/6/2017 in centro a Imola, a dispetto dell’ordine del giorno contro i neofascismi approvato neanche pochi mesi fa in consiglio comunale dalla maggioranza a guida PD, era presente Forza Nuova con un banchetto.

Questo nonostante oltre 1.300 firme raccolte in pochi mesi dal nostro appello “No alla legittimazione e alla presenza dei movimenti neofascisti” per richiedere la modifica del regolamento comunale per quanto riguarda la concessione di spazi pubblici a movimenti razzisti e neofascisti. La modifica del regolamento infatti, presentata da una consigliera del PD, non è stata proposta nella sua forma originaria e ha quindi perso i contenuti che avrebbero potuto renderla efficace. Ancora una volta è mancata da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, dal PD al M5S, la volontà politica di contrastare realmente i neofascismi presenti sul territorio, e i risultati sono che oggi Forza Nuova era in piazza protetta da un dispiegamento di forze dell’ordine per diffondere messaggi razzisti.

Le istituzioni politiche locali, targate Partito Democratico, ancora una volta rendono chiari i loro limiti, e nel maldestro tentativo di individuare ed arginare derive razziste, xenofobe e neofascismi, dimostrano di non saper prendere una netta posizione di condanna.

Non ci stupiamo affatto di questo fallimento visto come il PD si muove a livello nazionale, approvando leggi fascistoidi come il Decreto Minniti. Una legge che discrimina povertà e disagio sociale e reprime i movimenti politici che si battono quotidianamente contro precarietà, xenofobia e neofascismo.

Oggi con un controvolantinaggio abbiamo ribadito che non ci siamo mai illusi delle misure inutili approvate dal PD, e che all’inefficacia rispondiamo con l’organizzazione e l’informazione: l’antifascismo non si delega, si tratta di una responsabilità comune.

NESSUNO SPAZIO A FASCISMO, RAZZISMO E XENOFOBIA

Imola Antifascista

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Di seguito il testo del volantino distribuito:

A SEGUITO-1

A SEGUITO-2

A seguito dell’appello:
“NO ALLA LEGITTIMAZIONE E ALLA PRESENZA DEI MOVIMENTI NEOFASCISTI”
Le istituzioni politiche locali, targate Partito Democratico, ancora una volta rendono chiari i loro limiti, e nel maldestro tentativo di individuare ed arginare derive razziste, xenofobe e neofascismi, dimostrano di non saper prendere una netta posizione di condanna e contrastarne realmente la presenza.
Cosa ci si dovrebbe aspettare d’altronde quando esse stesse, a dispetto delle consuete celebrazioni istituzionali legate alla resistenza e alla memoria, sono sempre più coinvolte da un lato nell’attuazione di misure repressive, autoritarie e securitarie per inseguire la destra più becera, dall’altro a legiferare per precarizzare le nostre vite.
L’ANTIFASCISMO COME PRATICA QUOTIDIANA NON PUÒ ESSERE DELEGATO, STA A NOI LA RESPONSABILITÀ DI TENERLO VIVO NEL TEMPO.

Imola Antifascista nasce nel 2015 con l’obiettivo politico di contrastare le sempre più dilaganti derive razziste, xenofobe e fasciste presenti nel quotidiano anche nella nostra città.
Derive sostenute e messe in atto da partiti che cavalcano le recenti condizioni di crisi, mutamento e precarizzazione della società per guadagnare consensi basati sulla paura, sull’odio e l’egoismo, mascherandole sotto pseudo-concetti di sicurezza, sovranità, identità.
I valori in cui crediamo — antifascismo, antirazzismo, uguaglianza e solidarietà — non vivono di vita propria e di ricordi, ma vanno sostenuti e praticati nel presente. Da ciò è nata nel 2015 una raccolta firme rivolta alla modifica del regolamento comunale per quanto riguarda la concessione di spazi pubblici a movimenti razzisti e neofascisti. La modifica, presentata da una consigliera del PD, non è stata proposta nella sua forma originaria e ha quindi perso i contenuti che avrebbero potuto renderla efficace. Per l’ennesima volta è mancata da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, dal PD al M5S, la volontà politica di contrastare realmente i neofascismi presenti sul territorio.
Non ci stupiamo affatto di questo fallimento visto come il PD si muove a livello nazionale, approvando leggi fascistoidi come il Decreto Minniti. Una legge che discrimina povertà e disagio sociale, con zone cittadine addirittura proibite a chi, negli occhi di questi politici, metta in evidenza quel “degrado” che gli stessi partiti di centrosinistra e centrodestra hanno creato negli anni con misure aggravanti povertà sociale e precarietà.
Non ci siamo mai illusi, all’inefficacia rispondiamo con l’organizzazione e l’informazione, l’antifascismo non si delega, si tratta di una responsabilità comune.
NESSUNO SPAZIO A FASCISMO, RAZZISMO E XENOFOBIA

Contestato il ministro Minniti a Imola!

Il testo del comunicato letto e volantinato da Imola Antifascista venerdì 23/6 durante la contestazione alla visita del ministro Minniti a Imola sotto il Molino Rosso.
Abbiamo ribadito la nostra contrarietà alle misure contenute nel Decreto Minniti-Orlando, che limita la libertà di movimento e si accanisce su poveri e migranti limitandone i diritti.

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SICUREZZA O REPRESSIONE?
Il Decreto Minniti-Orlando su immigrazione e sicurezza è stato approvato dal Governo Gentiloni (targato PD). I punti principali riguardano l’abolizione del secondo grado di giudizio per chi riceve il diniego alla richiesta di protezione umanitaria, l’introduzione dei CPR ( i nuovi CIE) e l’introduzione di lavoro gratuito per tutti/e i/le richiedenti asilo. Per quanto riguarda la parte sulla sicurezza verranno concessi maggiori poteri (estremamente discrezionali) a sindaco e questore, è previsto il daspo urbano cioè l’allontanamento forzato da determinate zone della città per tutti i soggetti considerati “marginali” e i fogli di via preventivi per coloro che esprimono dissenso.
L’obiettivo è il “decoro urbano”: respingere chi non ha le carte in regola per restare tra le mura invisibili ma opprimenti di questa fortezza europea, isolare gli oppositori e i “socialmente pericolosi”, svuotare le piazze, intimidire i movimenti politici e zittire qualunque forma di dissenso. Ancora una volta ad essere colpiti per primi sono i poveri e i migranti che vengono allontanati, diniegati, esplusi. Si continua a parlare di sicurezza (per chi?) continuando a negare i problemi reali: la povertà, la disoccupazione, la perdita della casa, lo smantellamento del welfare e della scuola pubblica.
Ci muoveremo contro il Decreto Minniti/Orlando, per la socialità nei nostri quartieri, contro la criminalizzazione della povertà e delle lotte e per l’accoglienza! La nostra sicurezza è casa, lavoro, scuola e sanità per tutte e tutti!
Imola Antifascista

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Connettere le lotte per l’ambiente per difenderci dalla devastazione dei territori!

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CONNETTERE LE LOTTE PER L’AMBIENTE PER DIFENDERCI DALLA DEVASTAZIONE DEI TERRITORI!

A pochi giorni dal G7 sull’ambiente che si terrà a Bologna viene spontaneo pensare anche alle questioni ambientali del territorio imolese; in fondo le tematiche legate all’ambiente non possono essere affrontate solo localmente, perché l’inquinamento, le alterazioni del clima e la distruzione del territorio sono problemi globalmente interconnessi, e comportano conseguenze negative in ogni parte del pianeta.

Ci prepariamo ad assistere ad un vertice mondiale a Bologna già fallito ancora prima di cominciare. Finché il sistema dominante sarà quello capitalista basato sulla devastazione, gli incontri tra i potenti (che alcuni siano o meno assenti) saranno solo passerelle mediatiche svuotate di ogni senso ma riempite da belle parole. Così come, allo stesso modo, convegni di belle parole vengono organizzati a Imola per ribadire l’importanza dell’economia circolare, quando nella pratica ci si muove nella direzione opposta, insistendo sull’ampliamento a tutti i costi della discarica.

La necessità di discariche, come di inceneritori, si rende necessaria d’altronde non solo dalla mancanza di politiche adeguate per il riciclo e la gestione dei rifiuti, ma soprattutto dal voler perseguire a tutti i costi un modello di sviluppo fallimentare, che vede nel consumismo esasperato l’unica direzione da seguire, a scapito delle risorse sempre più esigue del pianeta e della devastazione di nuove parti di territorio da cementificare, traforare, deforestare.

Vediamo così anche a Imola supermercati spuntare come funghi e guardarsi dall’altro lato della strada, o progetti di urbanizzazione da mille nuovi alloggi favoriti da una legge regionale sull’urbanistica che privilegia la speculazione edilizia e sottrae capacità decisionali ai Comuni per consegnarle ai privati.

La conseguenza di questo vicolo cieco nel quale ci stanno infilando è quella di un PD locale incapace di riflettere sulle tematiche legate alla discarica, che pur di non affrontarle avvalla sotterfugi come quello di un nuovo piano di ampliamento identico al precedente, presentato una volta che il primo era stato bocciato. Una mossa evidentemente ben consolidata per il PD, visto che ricorda molto quanto fatto dal Governo con i voucher, aggirando il referendum e riproponendoli con un nuovo nome proprio nei giorni in cui si sarebbe votato per cancellarli.

Un Governo il cui ministro dell’ambiente Galletti si è più volte distinto per posizioni che di ecologico non hanno nulla da invidiare a quelle di Trump: favorevole al nucleare in Emilia-Romagna ai tempi dell’ultimo referendum, favorevole alla privatizzazione dell’acqua (per lui l’acqua pubblica è “un danno enorme al Paese”), mentre sullo scempio del TAV in Valsusa ha recentemente dichiarato che “l’ambiente non deve essere un vincolo allo sviluppo”.

Non si comportano certamente meglio gli altri partiti di centrosinistra e destra, che senza alcuna politica ambientale a livello nazionale, finiscono per scambiarsi ipocritamente i ruoli a livello locale tra chi promuove la devastazione ambientale e chi la combatte, a seconda di chi si trova in maggioranza o all’opposizione.

Diventa così fondamentale unire e sostenere attivamente le lotte ambientali, ciascuna con le sue diversità ma tutte con l’obiettivo comune di difendere l’ambiente, per contrastare chi a livello mondiale, nazionale e locale si muove per devastare e inquinare il pianeta. Per questo parteciperemo alle mobilitazioni indette dal coordinamento delle realtà ecologiste “G7M – Ambiente alla base, non al vertice” che si concluderanno domenica 11 giugno alle 15 con un corteo a Bologna che partirà dal parco XI Settembre contro il G7 e le devastazioni ambientali!

csa Brigata 36

Comunicato di conclusione del 2° Festival di Imola Antifascista

Dalla pagina di Imola Antifascista

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A due giorni dalla conclusione del 2° Festival di Imola Antifascista volevamo ringraziare tutte le band, gli ospiti e le persone che hanno contribuito e partecipato alle due giornate di iniziative e concerti svoltesi al c.s. La Stalla.

Il Festival nelle nostre intenzioni non vuole essere solo un momento per socializzare, ma anche un modo per riflettere e sviluppare percorsi che rinnovino e diffondano i valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo e della solidarietà.

In quest’ottica la festa non è un punto di arrivo ma di partenza, per inquadrare nuovi obiettivi e darsi i mezzi per raggiungerli: non lasciare nessuno spazio ai rigurgiti neofascisti, frenare il riemergere di razzismi e discriminazioni anche nel territorio imolese, contrastare le manovre di chi vuole rovesciare crisi e austerity su chi già vive la precarietà e la riduzione dei servizi del welfare.

L’antifascismo non è solo commemorazione retorica di eventi passati, è una pratica quotidiana collettiva per lottare contro le disparità sociali, perché i diritti siano gli stessi per tutte le persone, per far sparire definitivamente neofascismo e xenofobia.

Speriamo quindi di rincrociare il nostro percorso con quello delle tante persone incontrate al Festival già dalla prossima iniziativa, dal prossimo banchetto o dalla prossima manifestazione, per continuare a tenere vivo l’antifascismo!

Imola Antifascista

La dignità umana non si “guadagna”

“Basta col buonismo!”
“Mettiamoli a fare qualcosa!”
“Casa nostra, nostre regole!”
“Quanto ci costano?”
 
E via discorrendo… ovviamente parliamo di luoghi comuni e stereotipi sempre più usati nel nostro quotidiano: al bar, al lavoro, in TV, in rete…
Una retorica di pancia alimentata ad arte che, sul malcontento generale, ha saputo costruire una strategia molto efficace di consenso: dare un volto ed un nome al problema e darlo in pasto alla gente.
Il migrante. L’ospite. L’ultimo arrivato.
 
Di contro, chi si riconosce in posizioni più “democratiche” e meno aggressive, scade spesso in un’altra retorica altrettanto dannosa e deleteria: quella del merito, dell’integrazione che passa dall’utilitarismo, dello sfruttamento in pettorina arancione. L’antipasto ce l’hanno già fatto assaggiare molto bene: dopo anni di retoriche sul “bravo migrante che paga le tasse”, “se non ci fossero loro, gli italiani non avrebbero la pensione”, il diritto a permanere su questo territorio è legato al possesso di un contratto di lavoro. Se perdi il lavoro non vali più, sei da cestinare, “tornatene al tuo paese”. Così, assaggiando antipasti buonisti che hanno chiuso gli occhi a molti riguardo al razzismo del permesso di soggiorno legato al lavoro, sono riusciti a farci digerire senza troppi mal di pancia il Jobs Act, il tirocinio gratuito “che fa curriculum”, lo stringere i denti in situazione di sfruttamento perchè “l’importante è lavorare”.
E così si genera il prototipo del migrante che è integrato solo se si “merita” i diritti (non parliamo certo di privilegi), che normalmente vengono a tutti riconosciuti senza sforzo, purchè bianchi ed in silenzio, ovviamente.
Possiamo tranquillamente parlare di razzismo.
 
Oltre al ricatto del documento, lo stillicidio delle attese burocratiche, la paura delle ordinanze e lo spettro delle discriminazioni, il migrante dovrà, dopo tutto questo percorso con le istituzioni, “guadagnarsi il posto” in società, davanti ad un altro tribunale: la gente.
La dignità umana non si deve guadagnare nè tanto meno meritare. Al massimo si deve difendere o sarà una corsa al ribasso.
Fintanto che non si ridurranno le disuguaglianze, la sempre maggiore deriva verso la precarietà non farà che abbassare il livello di dignità per tutti.
Non ci può essere una meritocrazia “pulita” in quanto non si tratta di un valore oggettivo e misurabile, ma si basa su un’idea preconfezionata di talenti e valori determinati dal sistema e dalla classe dominante.
Le nostre possibilità differiscono profondamente, anche in base alla condizione sociale di appartenenza e questo tipo di valutazione sul merito non farà altro che giustificare i vantaggi dei più ricchi e legittimare il disprezzo per i più poveri di mezzi e di opportunità.
 
A lungo termine i rischi per tutti sono concreti:
1. Il principio che per un diritto si debba ricompensare la società;
2. Sempre più spesso si potrà essere “sostituiti”, quando sul mercato sono disponibili prestazioni lavorative gratuite o a basso costo estorte a individui ricattabili;
3. Attività di volontariato invece che essere percepite come una scelta personale vengono usate come strumento per guadagnarsi un diritto all’esistenza o semplice alternativa all’ozio per questi “ingrati”.
 
Se vogliamo una società più equa nei diritti e nelle possibilità, superiamo l’idea di integrazione attraverso l’utilitarismo, denigrante e svilente anticamera dello sfruttamento dell’individuo. Pensiamo al riconoscimento dell’essere umano in quanto tale, fatto non solo di bisogni, ma anche di sogni e desideri, a prescindere da ogni retorica. Non si possono accettare ricatti quando si parla di dignità. Sono processi lunghi e che, resteranno incompleti finchè non si proverà ad andare oltre una logica del “noi” e “loro”. Cerchiamo di smontare la superficiale soddisfazione diffusa di qualche testata locale che, scrivendo di integrazione, metterà qualche foto di migranti in pettorina che raccolgono le cartacce dai prati.
 
csa Brigata 36

Assemblea pubblica per difendere le case popolari (sabato 13/5/2017)

a5 13 maggio asse erp

DIFENDIAMO INSIEME LE CASE POPOLARI!

SABATO 13 MAGGIO dalle ore 17
ASSEMBLEA PUBBLICA
presso la Sala Pedagna est
in via degli Sminatori, 6 (sopra il bar Punto)

A seguire MERENDA SOCIALE!

La nuova riforma Erp approvata dalla Regione Emilia-Romagna modificherà AFFITTI e CRITERI DI PERMANENZA nelle case popolari.

Le case popolari ci sono!
Almeno cento case popolari sono sfitte e vuote da anni.
È quindi inutile e ingiusto sfrattare chi ci vive!

Facciamo sentire tutte e tutti la nostra voce contro questa riforma, organizziamoci per esigere la sua immediata abrogazione!

La casa popolare è un diritto!
Stop sfratti, basta svendita del patrimonio erp!
No all’aumento degli affitti nelle case popolari!

Per ulteriori informazioni: 3774442572
Sportello Antisfratto di Imola

comunicato assemblea difendiamo le case popolari

5 RICHIESTE PER DIFENDERE LE CASE POPOLARI!

La nuova riforma ERP minaccia da luglio aumenti dei canoni di affitto in media del 14% e l’avvio della procedura di decadenza (anticamera dello sfratto) per 27 famiglie che attualmente vivono in casa popolare ma che, dopo la legge voluta dal PD, ne hanno perso il diritto in seguito all’abbassamento della soglia del reddito di permanenza.
Tale riforma si inserisce perfettamente nel piano con cui Governo e istituzioni locali del Partito Democratico stanno limitando e cancellando il diritto alla sanità, all’istruzione, ad un lavoro e ad una casa.

Troviamo assurdo aumentare gli affitti nelle case popolari quando già gli affitti attuali portano oltre il 20% degli inquilini in situazioni di morosità. È assurdo anche sfrattare 27 famiglie con la scusa che non ci sono alloggi a sufficienza per soddisfare le domande della graduatoria ERP. Ci sono ancora almeno 100 alloggi sfitti e vuoti da recuperare e il Comune aggrava ulteriormente la situazione svendendo il patrimonio immobiliare pubblico (7 appartamenti venduti negli ultimi mesi, altri 172 inseriti nel piano delle alienazioni per essere messi all’asta).
La situazione è ancora più sconcertante vedendo che in via Giovanni X, dopo 4 anni dall’inaugurazione, ci sono ancora circa 30 appartamenti, destinati all’affitto a canone calmierato, vergognosamente vuoti ed inutilizzati.
Le case ci sono!

Proponiamo 5 punti per difendere le case popolari e chiediamo all’Amministrazione Comunale di:
1.    Convertire quella trentina di alloggi vuoti in via Giovanni X in alloggi di edilizia popolare
2.    Interrompere contestualmente la procedura di sfratto per le 27 famiglie
3.    Blocco delle (S)vendite ERP: il patrimonio delle case popolari non va ridotto ma ampliato in questo periodo di emergenza abitativa!
4.    Investimenti diretti per il recupero dello sfitto
5.    Abrogare la riforma regionale dell’ERP: basta sfratti e basta aumenti dei canoni nelle case popolari!

Su questi punti continueremo la mobilitazione nei prossimi mesi, invitando tutte le persone che vivono in casa popolare o che ne hanno fatto domanda ad unirsi e a lottare insieme!

Sportello Antisfratto Imola

Ricordare il 25 aprile non basta!

Oggi, 25 aprile, ricondividiamo il comunicato scritto da Imola Antifascista in occasione dell’anniversario della Liberazione di Imola!

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RICORDARE NON BASTA!
Oggi è il 72° anniversario della Liberazione dai nazifascisti.
Siamo in piazza non soltanto per ricordare la loro cacciata da Imola, città Medaglia d’Oro per la Resistenza. Siamo qui anche per ribadire che, se la questione viene considerata conclusa nel 1945, è invece ancora presente in altre forme più o meno subdole.

ESISTE ANCORA IL FASCISMO? PERCHÉ?
Sono diversi, infatti, i movimenti che ancora oggi si ispirano al ventennio mussoliniano, come Casapound e Forza Nuova. Questi e altri partiti, come la Lega Nord, sono gli esempi più lampanti di quelle realtà che cercano di sfruttare il malcontento sociale prodotto dalla crisi economica.
Sono razzisti, perché propagandano paura e odio verso chi non rientra nei loro schemi.
Fomentano la guerra tra poveri italiani contro stranieri senza mai mettere in discussione i meccanismi che creano ingiustizie e sfruttamento.

QUALI SONO I PROBLEMI REALI?
Nessuno ci ricorda però che i migranti vivono spesso in condizioni di sfruttamento, e che a lucrare sulla loro pelle sono gli stessi che impongono “stipendi” da fame per tutte e tutti.
Disoccupazione, riduzione del welfare, tagli ai servizi e voucher hanno precarizzato le nostre vite e il Partito Democratico, ora al governo, è l’attore principale della sistematica distruzione del tessuto sociale che ci è stata imposta con il pretesto dell’austerità.

COSA FARE PER CONTRASTARE IL NEOFASCISMO?
ImolAntifascista già da tempo ha avviato un percorso di manifestazioni di piazza, iniziative culturali e lotte sociali che hanno messo al centro la solidarietà antirazzista – oltre ad un grande Festival Antifascista da tenersi a maggio -, e infine ha promosso una raccolta firme insieme all’Anpi locale.

UNA RACCOLTA FIRME CHE EVIDENZIA LA MANCATA VOLONTÀ POLITICA DEL PD DI CONTRASTARE I NUOVI FASCISMI
L’appello della raccolta firme si poneva come obiettivo l’inserimento nel regolamento comunale per la concessione di spazi pubblici il requisito “antifascista”, rivendicazione che pur non risolvendo il problema avrebbe reso difficile a movimenti neofascisti di attecchire in città.
L’amministrazione comunale imolese, targata Partito Democratico, ha deciso di modificare sostanzialmente il contenuto dell’appello su cui si era avviata la raccolta firme con oltre 1300 adesioni, facendo passare un ordine del giorno che non impedirà a Forza Nuova di chiedere ed ottenere spazi pubblici in futuro.
L’incapacità di vedere nelle derive securitarie e razziste un reale pericolo è frutto anche di un antifascismo svuotato di senso e ridotto a mera celebrazione di eventi storici.

Riconoscere i fenomeni del neofascismo e del razzismo come meccanismi volti a farci individuare falsi nemici è il primo passo per accorgersi che il vero problema, all’origine della sempre più diffusa povertà e precarietà delle nostre vite, è l’austerità imposta alle sole classi sociali più povere.

Imola Antifascista

“Giornalisti” e politicanti dal confuso revisionismo

Dalla pagina di Imola Antifascista

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“GIORNALISTI” E POLITICANTI DAL CONFUSO REVISIONISMO

In un articolo del 20 aprile del “giornale” TuttoImola, incentrato sulla richiesta da parte di Carapia di Forza Italia di un migliore approfondimento storico sulle vicende imolesi del 1945 (o forse sarebbe meglio dire tentativo di revisionismo storico) viene inserita la foto qui sopra con la didascalia “foto Eccidio di via Aldrovandi”.

La foto in questione non centra nulla con l’eccidio di via Aldrovandi, ma è in realtà la foto dei funerali dei caduti per mano fascista di Pozzo Becca in data 17 aprile 1945, con un completo stravolgimento dei fatti e del significato di quella foto.

Né i “giornalisti” di TuttoImola né Carapia di Forza Italia si sono accorti di questo grossolano errore: confondere chi si è macchiato di atroci delitti con chi li ha subiti non è un buon modo per pretendere di chiedere approfondimenti storici.

Imola Antifascista