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NO ALL’OMOFOBIA! (domenica 05/01/2014)

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Volantinaggio domenica 5/1 dalle 10 dalla chiesa del Piratello a Imola.

Siamo venuti/e a conoscenza che nella messa di domenica 29 dicembre 2013, nella chiesa del Piratello a Imola, padre Luigi Ceresoli ha tenuto un’omelia discriminatoria verso gli omosessuali, dipingendoli come malati di mente. Tale fatto è inaccettabile e per questo siamo qui presenti per esprimere il nostro dissenso.

Considerare l’omosessualità una malattia mentale e continuare a negare i diritti civili delle coppie non eterosessuali sono assurdità, e il vero problema è chi dimostra un’ignoranza spiazzante propagandando idee bigotte e omofobe.

Considerare omosessuali, lesbiche, bisessuali e trans persone malate da curare, non riconoscendo al tempo stesso la possibilità di esistere a famiglie che non siano composte esclusivamente da un uomo e una donna, è un messaggio tanto folle quanto potrebbe essere il considerare anche l’omofobia una malattia curabile con medicinali: per sottolineare questa insensatezza stiamo distribuendo simbolicamente un farmaco chiamato “Anticoncettomofobia”, che non ha effetti collaterali e, confidando nell’effetto placebo, permette una visione dell’umanità priva di concetti omofobi e retrogradi.

Ci chiediamo infine se la posizione di padre Ceresoli sia condivisa anche dagli altri esponenti della Curia imolese, non essendo a quanto ci risulta essere pervenuta nessuna presa di distanza.

c.s.a. Brigata 36

NO ALL’OMOFOBIA!

Siamo venut* a conoscenza che nella messa di domenica 29 dicembre 2013, nella chiesa del Piratello a Imola, padre Luigi Ceresoli ha tenuto un’omelia discriminatoria verso gli omosessuali, dipingendoli come malati di mente. Questa fatto è inaccettabile e per questo saremo presenti dalle 10 di domenica 5 gennaio davanti alla chiesa del Piratello con un volantinaggio per esprimere il nostro dissenso.

c.s.a. Brigata 36

Comunicato sul piano per affrontare la neve a Imola

Il Movimento 5 Stelle imolese ha di recente avanzato una mozione, approvata quasi all’unanimità dal consiglio comunale, per proporre a residenti disoccupati e cassintegrati il servizio di pulizia strade dalla neve.
Una proposta apparentemente lodevole. Peccato che non preveda alcuna modalità di retribuzione per chi effettui il lavoro.
Se si trattasse effettivamente di un lavoro non retribuito questo modo di affrontare disoccupazione e cassintegrazione sarebbe veramente pericoloso, perché non considererebbe gli ammortizzatori sociali come diritti, ma come motivo di debito verso la società.
Sarebbe assurdo che il Comune approfittasse del disagio delle persone per ottenere manodopera gratuita, spacciandola per solidarietà. Riteniamo che sarebbe gravissimo considerare le persone più colpite dalla crisi, e per questo beneficiarie degli ammortizzatori sociali, come un peso per la comunità. Una pubblica istituzione non dovrebbe permettersi di lanciare simili messaggi.
Auspichiamo un’equa retribuzione per chi effettuerà questo servizio, altrimenti richiediamo un passo indietro da parte dell’amministrazione comunale.

c.s.a. Brigata 36

Comunicato sul picchetto antisfratto di martedì 10/12/2013

Stamattina, 10 dicembre 2013, il C.S.A. Brigata 36 e il sindacato AS.I.A.-U.S.B. con il supporto del  Network Antagonista Imolese, dell’Associazione Trama di Terre e di altre persone sentitesi coinvolte, hanno presidiato davanti all’abitazione di una famiglia sotto sfratto in Piazza del Duomo, 4. L’abitazione, di proprietà della Diocesi di Imola, è in condizioni malsane, con le pareti completamente annerite dalla muffa. Anche se siamo stupiti/e che la Diocesi alloggi le persone in case del genere, comprendiamo perfettamente che molte famiglie accettino simili condizioni pur di non rimanere senza un tetto.

Il picchetto era finalizzato ad evitare l’esecuzione dello sfratto che, grazie alla presenza di una ventina di persone solidali, è stato rinviato a fine gennaio.

Naturalmente l’obiettivo di noi presenti non era il rinvio: quello che vogliamo è far sì che la famiglia abbia una soluzione abitativa non precaria, dignitosa, senza che il loro nucleo familiare venga necessariamente diviso.

La soluzione prospettata dalle istituzioni è, come sempre la medesima, ossia sistemare per un periodo limitato madre e bambini presso una struttura e lasciare il padre abbandonato a se stesso.

Ci chiediamo perché delle persone debbano ritrovarsi in mezzo alla strada oppure sballottate tra una struttura e l’altra quando a Imola ci sono più di cento case comunali sfitte, vuote e pronte per essere abitate.

La questione abitativa è pressante, infatti, anche nel nostro comune, la chiusura di numerose aziende, la crisi economica e l’aumento degli affitti in seguito alla liberalizzazione degli stessi, ha messo in ginocchio moltissime persone. Recentemente l’ACER ha costruito in zona Montericco una palazzina con alloggi popolari e nel totale silenzio e disinteresse dell’amministrazione comunale, ne ha messi in vendita una parte. Dunque è più importante lucrare sui diritti fondamentali delle persone, come quello all’abitare, piuttosto che garantire che tutti/e abbiano un tetto sulla testa.

Se la crisi economica rende la nostra vita sempre più difficile, le istituzioni la distruggono letteralmente: davanti ad amministrazioni locali e nazionali prive della volontà stessa di bloccare gli sfratti e predisporre fondi a sostegno delle politiche abitative, saremo sempre più persone a perdere i nostri diritti basilari.

Ci stiamo organizzando per schierarci a fianco di chi è minacciato/a dagli sfratti con ogni metodo di lotta, rivolgendoci direttamente all’amministrazione comunale affinché si assuma la responsabilità che il proprio ruolo le impone.

c.s.a. Brigata 36

Troppa gente senza casa, troppe case senza gente! Picchetto antisfratto martedì 10/12/2013

Martedì 10 dicembre alle ore 8.00 gli attivisti di AS.I.A. USB e del centro sociale Brigata 36 saranno a Imola, in piazza del Duomo 4, per bloccare uno sfratto per morosità. Questo problema, dilagante in tutta Italia, colpisce ogni anno centinaia di migliaia di famiglie, che, colpite dalla perdita del lavoro, dal rincaro delle tariffe, dalla privatizzazione dei servizi non riescono più a sostenere un affitto. La legge sul mercato degli affitti, unita all’inadeguatezza delle politiche abitative che le Amministrazioni Locali possono mettere a disposizione, porta tantissime persone a vivere in una situazione di precarietà abitativa, fatta da strutture dei servizi sociali, ospitalità da conoscenti, nuclei famigliari costretti a dividersi.

Ma durante questi mesi abbiamo provato a cambiare la rotta. Il 18 e il 19 ottobre a Roma, il 29 e 30 novembre con manifestazioni in tante città d’Italia, abbiamo richiesto al Governo e alle Amministrazioni Locali il blocco degli sfratti e l’utilizzo di fondi a sostegno delle politiche abitative.
In piazza del Duomo martedì 10 dicembre un nucleo familiare subirà uno sfratto: con l’Amministrazione Comunale impossibilitata a trovare soluzioni, ci opporremmo all’esecuzione dello stesso.

Troppa gente senza casa, troppe case senza gente. Per noi è ora di dire basta.

AS.I.A. USB

BRIGATA 36

25 NOVEMBRE: SCIOPERO DELLE DONNE

25novembre

Siamo stanche di vedere le donne descritte come esseri deboli, da proteggere, stanche di vederci rappresentate come incapaci di reagire alle imposizioni di questa società maschilista: niente è più lontano dalla realtà. Sulla stampa, nei telegiornali, perfino nelle pubblicità progresso si sente sempre parlare di “vittime” e non di “donne”, donne che stanno lottando e hanno lottato per la propria autodeterminazione anche a costo della vita. La nostra vittimizzazione svalorizza gli atti di ribellione che centinaia di noi compiono quotidianamente per opporsi alla cultura machista.

Inibiscono quelle che vorrebbero lottare, e che coraggio ci vuole per iniziare a lottare se siamo martellate continuamente da un’informazione che altro non è che un’emanazione distorta di questa cultura machista! Addirittura i giornalisti che fanno uso di questa retorica ci strumentalizzano fingendo di appoggiare la causa delle donne o di rappresentarne la voce. L’unica voce che rappresentano è, se mai, quella delle istituzioni.

Le stesse istituzioni che ratificano convenzioni, promuovono leggi per nulla risolutive, vivono nell’indifferenza e sono le prime che mancano nel disporre tavoli di confronto sulla violenza di genere insieme alle realtà che tutti i giorni militano per combattere un fenomeno profondamente radicato nella società. Il Comune di Imola, coerente con questo vuoto istituzionale, ci propina l’ennesima beffa: che senso ha, infatti, istituire un tavolo di confronto, senza che nessuno vi si riunisca attorno? Questo rifiuto al confronto è un’ulteriore violenza verso tutte le donne. È l’ulteriore conferma di come non solo la società civile, i mass media, ma in prima fila le istituzioni nazionali e locali, siano complici di una società maschilista.

È l’ulteriore conferma che la violenza maschile su noi donne è un problema che ancora non è sentito nella sua reale gravità, che ancora è tollerato se non addirittura appoggiato.

Questo comunicato è stato scritto dagli uomini e dalle donne del Brigata 36: persone contrarie alla violenza di genere, in condivisione con lo sciopero del 25 novembre e i punti presenti nell’appello del Coordinamento Sciopero delle donne.