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Prossimi eventi consigliati! (Bologna loves XM24, Rotten River Camp, Bologna Pride)

Non ci saranno eventi questa settimana al Brigata 36, ma ne abbiamo parecchi da consigliarvi dove saremo presenti con buon cibo, banchetti libri e magliette e tanta altra bella gente!

Bologna LOVES Xm24
Venerdì 30/6 e sabato 1/7 al centro sociale XM24 a Bologna in difesa degli spazi autogestiti!
https://www.facebook.com/events/1695914037371772/

Rotten River Camp 2017
Venerdì 30/6 e sabato 1/7 a La Buca a Castel del Rio
https://www.facebook.com/events/1680724862229564/

Bologna Pride
Sabato 1/7 corteo alle 14 dai Giardini del Cavaticcio a Bologna contro omofobia e sessismo
https://www.facebook.com/events/1837780859874656/

Assemblea pubblica per difendere le case popolari (domenica 25/6/2017)

a5 25 giugno asse erp

DIFENDIAMO INSIEME LE CASE POPOLARI!

Domenica 25 giugno dalle ore 17
ASSEMBLEA PUBBLICA
presso il parco del centro sociale Ina Casa (tra via Solieri e via Lippi) a Imola

A seguire MERENDA SOCIALE!

La nuova riforma Erp approvata dalla Regione Emilia-Romagna modificherà AFFITTI e CRITERI DI PERMANENZA nelle case popolari.

Le case popolari ci sono!
Almeno cento case popolari sono sfitte e vuote da anni.
È quindi inutile e ingiusto sfrattare chi ci vive!

Facciamo sentire tutte e tutti la nostra voce contro questa riforma, organizziamoci per esigere la sua immediata abrogazione!

La casa popolare è un diritto!
Stop sfratti, basta svendita del patrimonio erp!
No all’aumento degli affitti nelle case popolari!

Per ulteriori informazioni: 3774442572
Sportello Antisfratto di Imola

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comunicato assemblea difendiamo le case popolari

5 RICHIESTE PER DIFENDERE LE CASE POPOLARI!
La nuova riforma ERP minaccia da luglio aumenti dei canoni di affitto in media del 14% e l’avvio della procedura di decadenza (anticamera dello sfratto) per 27 famiglie che attualmente vivono in casa popolare ma che, dopo la legge voluta dal PD, ne hanno perso il diritto in seguito all’abbassamento della soglia del reddito di permanenza.
Tale riforma si inserisce perfettamente nel piano con cui Governo e istituzioni locali del Partito Democratico stanno limitando e cancellando il diritto alla sanità, all’istruzione, ad un lavoro e ad una casa.
Troviamo assurdo aumentare gli affitti nelle case popolari quando già gli affitti attuali portano oltre il 20% degli inquilini in situazioni di morosità. È assurdo anche sfrattare 27 famiglie con la scusa che non ci sono alloggi a sufficienza per soddisfare le domande della graduatoria ERP. Ci sono ancora almeno 100 alloggi sfitti e vuoti da recuperare e il Comune aggrava ulteriormente la situazione svendendo il patrimonio immobiliare pubblico (7 appartamenti venduti negli ultimi mesi, altri 172 inseriti nel piano delle alienazioni per essere messi all’asta).
La situazione è ancora più sconcertante vedendo che in via Giovanni X, dopo 4 anni dall’inaugurazione, ci sono ancora circa 30 appartamenti, destinati all’affitto a canone calmierato, vergognosamente vuoti ed inutilizzati.
Le case ci sono!
Proponiamo 5 punti per difendere le case popolari e chiediamo all’Amministrazione Comunale di:
1. Convertire quella trentina di alloggi vuoti in via Giovanni X in alloggi di edilizia popolare
2. Interrompere contestualmente la procedura di sfratto per le 27 famiglie
3. Blocco delle (S)vendite ERP: il patrimonio delle case popolari non va ridotto ma ampliato in questo periodo di emergenza abitativa!
4. Investimenti diretti per il recupero dello sfitto
5. Abrogare la riforma regionale dell’ERP: basta sfratti e basta aumenti dei canoni nelle case popolari!
Su questi punti continueremo la mobilitazione nei prossimi mesi, invitando tutte le persone che vivono in casa popolare o che ne hanno fatto domanda ad unirsi e a lottare insieme!
Sportello Antisfratto Imola

Comunicato di conclusione del 2° Festival di Imola Antifascista

Dalla pagina di Imola Antifascista

best

A due giorni dalla conclusione del 2° Festival di Imola Antifascista volevamo ringraziare tutte le band, gli ospiti e le persone che hanno contribuito e partecipato alle due giornate di iniziative e concerti svoltesi al c.s. La Stalla.

Il Festival nelle nostre intenzioni non vuole essere solo un momento per socializzare, ma anche un modo per riflettere e sviluppare percorsi che rinnovino e diffondano i valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo e della solidarietà.

In quest’ottica la festa non è un punto di arrivo ma di partenza, per inquadrare nuovi obiettivi e darsi i mezzi per raggiungerli: non lasciare nessuno spazio ai rigurgiti neofascisti, frenare il riemergere di razzismi e discriminazioni anche nel territorio imolese, contrastare le manovre di chi vuole rovesciare crisi e austerity su chi già vive la precarietà e la riduzione dei servizi del welfare.

L’antifascismo non è solo commemorazione retorica di eventi passati, è una pratica quotidiana collettiva per lottare contro le disparità sociali, perché i diritti siano gli stessi per tutte le persone, per far sparire definitivamente neofascismo e xenofobia.

Speriamo quindi di rincrociare il nostro percorso con quello delle tante persone incontrate al Festival già dalla prossima iniziativa, dal prossimo banchetto o dalla prossima manifestazione, per continuare a tenere vivo l’antifascismo!

Imola Antifascista

Mancano pochi giorni al 2° Festival di Imola Antifascista!

Mancano pochi giorni al 2° Festival di Imola Antifascista e abbiamo preparato un piccolo video per ricordare l’edizione dell’anno scorso e farvi scoprire quello che troverete sabato 27 e domenica 28 maggio al centro sociale La Stalla!
STAY ANTIFA!

Con Afreak, La BaLotta Continua, Rastablanco de Radici Nel Cemento, DJ ELLE – P., Imola Lacrosse polisportiva Sport Up, banda TaMbù, Nullo Mazzesi, Twosteps, The Drunk Butchers, Simone Ruini, Lorenzo Coniglione, Brigate di Solidarietà Attiva – Terremoto Centro Italia, Matteo Pucciarelli

Il comunicato di Imola Antifascista:

RICORDARE NON BASTA!

Sabato 27 e domenica 28 maggio si terrà la seconda edizione del Festival di Imola Antifascista, coordinamento composto dall’Assemblea degli anarchici imolesi, dal centro sociale autogestito Brigata 36 e dalla federazione imolese del Partito della Rifondazione Comunista.

L’iniziativa vuole essere non solo un momento di socialità e aggregazione, ma anche un modo per riflettere sull’attuale presenza sempre più minacciosa di forme di neofascismo e razzismo nella società e capire come contrastarle.

ESISTE ANCORA IL FASCISMO? PERCHÉ?

Sono diversi e presenti anche a Imola movimenti che ancora oggi si ispirano al ventennio mussoliniano, come Casapound e Forza Nuova. Questi e altri partiti, come la Lega Nord, sono gli esempi più lampanti di quelle realtà che cercano di sfruttare il malcontento sociale prodotto dalla crisi economica.

Sono razzisti, perché propagandano paura e odio verso chi non rientra nei loro schemi.

Fomentano la guerra tra poveri italiani contro stranieri senza mai mettere in discussione i meccanismi che creano ingiustizie e sfruttamento.

QUALI SONO I PROBLEMI REALI?

Nessuno ci ricorda però che i migranti vivono spesso in condizioni di sfruttamento, e che a lucrare sulla loro pelle sono gli stessi che impongono “stipendi” da fame per tutte e tutti.

Disoccupazione, riduzione del welfare, tagli ai servizi e voucher hanno precarizzato le nostre vite e il Partito Democratico, ora al governo, è l’attore principale della sistematica distruzione del tessuto sociale che ci è stata imposta con il pretesto dell’austerità.

COSA FARE PER CONTRASTARE IL NEOFASCISMO?

ImolAntifascista già da tempo ha avviato un percorso di manifestazioni di piazza, iniziative culturali e lotte sociali. A dicembre 2016, in risposta alla presenza in città di neofascisti da tutta la regione, si è sviluppato un corteo antifascista spontaneo che, dopo tanti anni di manifestazioni in città dedicate alla sola memoria storica, ha dopo tanto tempo riaffermato che l’antifascismo è una pratica quotidiana e non un nostalgico ricordo.

UNA RACCOLTA FIRME CHE EVIDENZIA LA MANCATA VOLONTÀ POLITICA DEL PD DI CONTRASTARE I NUOVI FASCISMI

In precedenza avevamo invece lanciato con l’ANPI locale l’appello per una raccolta firme che si poneva come obiettivo l’inserimento nel regolamento comunale per la concessione di spazi pubblici il requisito “antifascista”, rivendicazione che pur non risolvendo il problema avrebbe reso difficile a movimenti neofascisti di attecchire in città.

L’amministrazione comunale imolese, targata Partito Democratico, ha deciso di modificare sostanzialmente il contenuto dell’appello su cui si era avviata la raccolta firme con oltre 1300 adesioni, facendo passare un ordine del giorno che non impedirà a Forza Nuova di chiedere ed ottenere spazi pubblici in futuro.

L’incapacità di vedere nelle derive securitarie e razziste un reale pericolo è frutto anche di un antifascismo svuotato di senso e ridotto a mera celebrazione di eventi storici.

Riconoscere i fenomeni del neofascismo e del razzismo come meccanismi volti a farci individuare falsi nemici è il primo passo per accorgersi che il vero problema, all’origine della sempre più diffusa povertà e precarietà delle nostre vite, è l’austerità imposta alle sole classi sociali più povere.

Imola Antifascista

2° Festival di Imola Antifascista (sabato 27 e domenica 28 maggio 2017)

flyer-festival fb

Sabato 27 e domenica 28 maggio
dalle 14 fino a tarda serata
al Centro Sociale La Stalla (via Serraglio 20, Imola)

>>> 2° FESTIVAL IMOLA ANTIFASCISTA <<<

Due giorni di concerti, dibattiti, banchetti, bar, gastronomia con piadine e panini, spazio bimbi, sport popolari e free volley, mostre fotografiche e artistiche, palco e zona all’aperto!

IL PROGRAMMA!
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SABATO 27 MAGGIO

ore 16: incontro con NULLO MAZZESI: artista, poeta, muratore e partigiano.
Nullo Mazzesi, nato e vissuto nel ravennate, racconta gli anni della guerra e del dopoguerra tra episodi di ribellione e lotte sociali.
https://www.youtube.com/watch?v=QC5BwkArMTU

ore 17.30: dibattito “Tra stato d’emergenza e diritto penale del nemico, le nuove frontiere delle politiche autoritarie in occidente” con SIMONE RUINI (Commissione Internazionale FAI) e LORENZO CONIGLIONE (redattore di Umanità Nova).
Nuove forme di autoritarismo si uniscono ad una repressione dei movimenti e delle lotte sociali sempre più evoluta: cosa sta succedendo in Italia e in Europa?

ore21: concerto e DJ-set con:
> Afreak (roots reggae dalla Romagna cesenate)
dal patwa giamaicano fino al dialetto romagnolo, roots come solida base per sperimentazioni originali
https://www.youtube.com/watch?v=iVPaEUTm-4s
> La BaLotta Continua (combat ska da Bologna)
ska cover band, militante, resistente, antifascista… a prescindere!
https://www.youtube.com/watch?v=7VOqvblziks

> Rastablanco de Radici Nel Cemento (reggae da Roma)
la voce della storica band romana dei Radici nel Cemento
https://www.youtube.com/watch?v=t-iHMp4woVA
> DJ ELLE – P. (drum and bass, hip hop e live scratch)
https://soundcloud.com/user-472484240/dj-elle-p-db-mix

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DOMENICA 28 MAGGIO

Ore 14: autodifesa digitale insieme al laboratorio HACKLABBO: un incontro per rispondere a tutte le vostre domande sull’uso di computer, telefonini, internet.
Le tecnologie invasive, la profilazione pervasiva a scopo commerciale e di controllo sociale, la censura governativa ed aziendale e la commercializzazione di massa di prodotti hardware e software che utilizzano licenze limitanti e brevetti intellettuali come armi legali e dogane virtuali sono gabbie sociali in cui l’utente viene rinchiuso.
Per uscirne analizziamo, smontiamo e scardiniamo le meccaniche in cui ci siamo fatti inscatolare, rivendicando la libera circolazione dell’informazione, il diritto alla privacy, all’anonimato e alla libertà di espressione ed invenzione.

Ore 15: dimostrazioni e prove di lacrosse con la Imola Lacrosse polisportiva Sport Up.
Cos’è il lacrosse? Non ti resta che provare per scoprirlo!

Ore 16: dibattito con le B.S.A.: “Brigate di Solidarietà Attiva: l’altra faccia della solidarietà nelle zone terremotate”, ne parleremo con ILARIA, DAVIDE e ARTURO.
Le Brigate di Solidarietà Attiva – Terremoto Centro Italia rifiutano il puro modello assistenzialista, mediante l’auto-organizzazione e il coinvolgimento in prima persona delle popolazioni terremotate nelle scelte della ricostruzione sociale oltre che materiale delle loro comunità. Lo scopo delle B.S.A. è di costituire percorsi collettivi utilizzando la solidarietà dal basso come metodo per la presa di coscienza collettiva e democratica dei soggetti coinvolti.

Ore 17 concerto con:
> Twosteps (indie acoustic duo da Imola)
canzoni riarrangiate secondo uno stile semplice e personale
> The Drunk Butchers (irish folk da Bologna)
un’ondata di folk, kilt e bottiglie vi seppellirà!!
https://www.youtube.com/watch?v=4UrI4PqcCek

Ore 20: incontro con MATTEO PUCCIARELLI, autore del libro “Anatomia di un populista. La vera storia di Matteo Salvini” .
Come analizzare e contrastare la nascita e l’espansione di nuovi populismi fondati sull’odio verso i migranti.

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Ed altro ancora in via di organizzazione!

Info e spazio banchetti disponibile per tutte le associazioni e le realtà che volessero aderire (contattateci alla mail imola-antifascista@libero.it)

Nessuno spazio a fascisti, razzisti e sessisti!

Aggiornamenti e info sulla pagina facebook di Imola Antifascista

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Le locandine degli appuntamenti del festival

27ore16 nullo

27ore17.30 autoritarismo

27ore21 concerto

28ore14 hacklabbo

28ore16 bsa

28ore17 concerto

28ore20 no-salvini

Presentazione del libro “Periferie: Terre Forti” con l’autore Gaetano Alessi (venerdì 19/5/2017)

2017-05-19 periferie terre forti C

Venerdì 19 maggio 2017 – ore 20.30

csa Brigata 36 (via Riccione 4, Imola)

 Presentazione del libro di Gaetano Alessi e Massimo Manzoli:

PERIFERIE: TERRE FORTI

“Periferie: Terre Forti” è un viaggio alla ricerca di quelle storie di frontiera, resistenza e antimafia che spesso restano ai margini delle cronache, dalla Palmi in lotta contro la mafia, alla Valle di Susa di cui spesso tutti parlano ma che pochi raccontano, alle periferie di Librino (Catania) e Le Piagge (Firenze) così lontane geograficamente, ma similari nella presenza angosciosa di un tasso del 50% di disoccupazione.

http://periferieterreforti.com/

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LE STORIE

Gaetano Saffioti: imprenditore calabrese. Testimone di giustizia, nel 2002 grazie alle sue dichiarazioni prende il via l’operazione”Tallone D’Achille” che porterà in carcere 48 affiliati alla ‘ndrangheta delle ndrine Bellocco, Piromalli e Gallico e permetterà il sequestro di oltre 50 milioni di euro. Lui chiede solamente di potere restare nella sua Palmi per poter continuare dalla sua casa di periferia in prima linea la lotta alle mafie. «Gaetano Saffioti, ovvero la storia di un uomo esemplare» è il capitolo della sentenza del processo nato dalle sue denunce.

Le Piagge (FI): Le Piagge è il bronx di Firenze, secondo la maggior parte dei fiorentini: un quartiere da evitare, pieno di peccatori, di corrotti, criminali. Con tassi di disoccupazione tra il 32% e il 35%, e quella giovanile del 51%. Proprio a Le Piagge, però, esiste un’esperienza decennale di resistenza civile che nasce attorno alla figura di Don Alessandro Santoro, arrivato nei primi anni novanta, e si concretizza nella costruzione della “Comunità di base Le Piagge”, una serie di associazioni, volontari, cooperative che ogni giorno lavorano con gli abitanti di questa area dimenticata della città.

Valle di Susa: da sempre luogo ostile agli invasori, da Annibale, agli stessi romani. Terreno di Resistenza partigiana durante i 18 mesi di lotta contro il nazi-fascismo e che negli ultimi decenni ha visto sviluppare il movimento popolare più radicale e duraturo che si sia affacciato nel paese dal 1948 in avanti: la lotta contro il progetto Tav della Torino-Lione. Ma la Valle è anche terra di mafia, depistaggi e storture dello Stato. Mentre in tutto il Paese dalle periferie si emigra verso le Città, qui avviene il percorso inverso e chi arriva lo fa per abbracciare un idea diversa di sviluppo e per restare.

Librino (CT): Librino è il quartiere ghetto per eccellenza. Giornali, media, tv non mancano mai di utilizzare il sobborgo ai piedi di Catania come l’esempio negativo buono per ogni paragone. Un mostro abitativo che ammassa 80 mila persone, di cui oltre la metà vivono dell’indotto del sistema droga. Ma Librino è anche terra di Resistenza, dai giornali di Periferia come la “Periferica” ai Briganti di Librino che tramite il Rugby, in un campo occupato, cercano di creare un alternativa culturale in un territorio dove lo Stato non va più in là di una stazione di Polizia. Perchè Librino in origine era “Terre Forti”.

GLI AUTORI:

Gaetano Alessi: è nato nel 1976 ad Agrigento. Sindacalista della Cgil di Bologna. Giornalista “free lance”, è editorialista di Articolo21. Ha scritto per l’Unità, La Repubblica, La Sicilia, I Siciliani Giovani, LiberaInformazione. Tra i curatori di Iride Radio alla Festa nazionale de L’Unità di Bologna 2007, ha realizzato nel 2008 per Punto Radio Bologna il programma “Ora D’Aria”. Nel 2003 fonda il periodico AdEst di cui è ancora oggi caporedattore. Vincitore nel 2011 della categoria “Giovani” del premio nazionale di giornalismo “Giuseppe Fava” per l’attività antimafia. Autore nel 2009 del libro “Le Eredità di Vittoria Giunti”. Nel 2011 e 2012 ha curato per l’Università di Bologna, facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche, il laboratorio di giornalismo partecipativo mafie e Antimafia che ha prodotto i dossier sulle mafie in Emilia Romagna. Autore e Co Autore nel 2014 degli spettacoli teatrali “Le Eredità di Vittoria Giunti” e “Silenzio Stampa- noi che la mafia non la sentiamo neanche di striscio”. Co Autore nel 2014 del dossier sulle mafie “Emilia Romagna cose nostre”.

Massimo Manzoli: da sempre appassionato di lettura e scrittura, la sua curiosità e voglia di impegnarsi attivamente nel sociale lo portano ad avvicinarsi al mondo dell’informazione. Fonda con un gruppo di amici l’associazione culturale “Gruppo Dello Zuccherificio” che nella provincia di Ravenna crea percorsi di legalità e antimafia per la cittadinanza e nelle scuole superiori. E’ curatore di “Emilia-Romagna, Cose Nostre”, dossier sulle mafie in Emilia-Romagna assieme a Gaetano Alessi e Davide Vittori.

Assemblea pubblica per difendere le case popolari (sabato 13/5/2017)

a5 13 maggio asse erp

DIFENDIAMO INSIEME LE CASE POPOLARI!

SABATO 13 MAGGIO dalle ore 17
ASSEMBLEA PUBBLICA
presso la Sala Pedagna est
in via degli Sminatori, 6 (sopra il bar Punto)

A seguire MERENDA SOCIALE!

La nuova riforma Erp approvata dalla Regione Emilia-Romagna modificherà AFFITTI e CRITERI DI PERMANENZA nelle case popolari.

Le case popolari ci sono!
Almeno cento case popolari sono sfitte e vuote da anni.
È quindi inutile e ingiusto sfrattare chi ci vive!

Facciamo sentire tutte e tutti la nostra voce contro questa riforma, organizziamoci per esigere la sua immediata abrogazione!

La casa popolare è un diritto!
Stop sfratti, basta svendita del patrimonio erp!
No all’aumento degli affitti nelle case popolari!

Per ulteriori informazioni: 3774442572
Sportello Antisfratto di Imola

comunicato assemblea difendiamo le case popolari

5 RICHIESTE PER DIFENDERE LE CASE POPOLARI!

La nuova riforma ERP minaccia da luglio aumenti dei canoni di affitto in media del 14% e l’avvio della procedura di decadenza (anticamera dello sfratto) per 27 famiglie che attualmente vivono in casa popolare ma che, dopo la legge voluta dal PD, ne hanno perso il diritto in seguito all’abbassamento della soglia del reddito di permanenza.
Tale riforma si inserisce perfettamente nel piano con cui Governo e istituzioni locali del Partito Democratico stanno limitando e cancellando il diritto alla sanità, all’istruzione, ad un lavoro e ad una casa.

Troviamo assurdo aumentare gli affitti nelle case popolari quando già gli affitti attuali portano oltre il 20% degli inquilini in situazioni di morosità. È assurdo anche sfrattare 27 famiglie con la scusa che non ci sono alloggi a sufficienza per soddisfare le domande della graduatoria ERP. Ci sono ancora almeno 100 alloggi sfitti e vuoti da recuperare e il Comune aggrava ulteriormente la situazione svendendo il patrimonio immobiliare pubblico (7 appartamenti venduti negli ultimi mesi, altri 172 inseriti nel piano delle alienazioni per essere messi all’asta).
La situazione è ancora più sconcertante vedendo che in via Giovanni X, dopo 4 anni dall’inaugurazione, ci sono ancora circa 30 appartamenti, destinati all’affitto a canone calmierato, vergognosamente vuoti ed inutilizzati.
Le case ci sono!

Proponiamo 5 punti per difendere le case popolari e chiediamo all’Amministrazione Comunale di:
1.    Convertire quella trentina di alloggi vuoti in via Giovanni X in alloggi di edilizia popolare
2.    Interrompere contestualmente la procedura di sfratto per le 27 famiglie
3.    Blocco delle (S)vendite ERP: il patrimonio delle case popolari non va ridotto ma ampliato in questo periodo di emergenza abitativa!
4.    Investimenti diretti per il recupero dello sfitto
5.    Abrogare la riforma regionale dell’ERP: basta sfratti e basta aumenti dei canoni nelle case popolari!

Su questi punti continueremo la mobilitazione nei prossimi mesi, invitando tutte le persone che vivono in casa popolare o che ne hanno fatto domanda ad unirsi e a lottare insieme!

Sportello Antisfratto Imola