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Ciclo di incontri sul lavoro a cura del sindacato USB (martedì 20/10, 27/10 e 3/11)

ciclo-seminari-usb

Il csa Brigata 36 e l’Unione Sindacale di Base propongono un ciclo di tre seminari per approfondire le tematiche d’attualità del mondo del lavoro da un punto di vista pratico, per conoscere e discutere dei diritti di cui ci stanno privando e di come fare per riprenderceli e mantenerli.

Tutti gli incontri si svolgeranno al csa Brigata 36, in via Riccione 4, a Imola

1° incontro
Martedì 20 ottobre 2015, ore 20.30
BUSTE PAGA
con Valentina Delussu e Michele Cirinesi

2° incontro
Martedì 27 ottobre 2015, ore 20.30
VERTENZE E CAF
con Michele Cirinesi e Pia Rocchia

3° incontro
Martedì 3 novembre 2015, ore 20.30
JOBS ACT
con Valentina Delussu e Michele Cirinesi

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Il csa Brigata 36 è uno spazio sociale autogestito e antifascista.
info@brigata36.it

Presentazione del quaderno “PRECARI” (giovedì 11/6/2015)

11giugnoGiovedì 11 giugno 2015 ore 20.30
csa Brigata 36 (via Riccione 4, Imola – BO)
Presentazione del quaderno:

PRECARI
– si sta come d’autunno sugli alberi le foglie –
Il precariato in Italia

Ciò che sta accadendo in questi mesi con il governo Renzi è solo un ulteriore tassello (e probabilmente non l’ultimo, se non si ferma con una stagione di grande conflitto sociale) di un progetto scritto a più mani molti anni fa.
Riassumere i vari provvedimenti degli ultimi decenni non è un’operazione
“didattica” che comunque non guasta, ma innanzitutto politica.
L’obiettivo è dare una chiave interpretativa della fase storica che stiamo
attraversando, fornendo una “cassetta degli attrezzi” per dimostrare sia sul piano teorico, sia su quello concreto, che realizzare un’alternativa è possibile e praticabile, ma anche per chiarire che l’attuale situazione economica e sociale, compresa la crisi e la precarietà, hanno responsabili con nome e cognome.

a cura dell’Esecutivo Nazionale USB

Durante la serata esposizione della mostra fotografica del collettivo Active Stills “IL LAVORO OLTRE IL MURO”, sulle condizioni lavorative dei palestinesi e delle citazioni grafiche sul mondo ed il lavoro di Carlo Ferri  “COLPISCI IL CERCHIO BIANCO”

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rispetta il tuo cane, lascialo a casa
ingresso con tessera annuale
il csa Brigata 36 è uno spazio sociale autogestito e antifascista

Comunicato in merito alla “Coppa Precaria”

Pubblichiamo il comunicato inviato ai giornali in merito alla “Coppa Precaria”.

Invitiamo tutti/e il 1° maggio a respingere le provocazioni mosse dalla Lega Nord e a far sì che la giornata non venga rovinata e strumentalizzata da questa gentaglia!

A seguito di alcuni articoli riguardanti la “Coppa Precaria”, che si svolgerà il 1 maggio alla Rocca di Imola, apparsi sulla stampa locale nella giornata di oggi, ci teniamo a intervenire in merito per non lasciare spazio a fraintendimenti e strumentalizzazioni. Ci sembra scontato affermare che non potrà mai esserci collaborazione e comunità di intenti tra partiti di destra o di estrema destra – come la Lega Nord e i loro alleati politici di Casapound- e il csa Brigata 36.
Respingiamo tutte le provocazioni dei militanti del partito leghista, responsabile da sempre di politiche che fomentano razzismo e discriminazione sociale, e che al pari di altri partiti di centrodestra e centrosinistra hanno contribuito a precarizzare le vite di italiani e migranti, a partire dalle leggi Biagi-Maroni e Bossi-Fini.
La Coppa Precaria ha da anni una ben chiara e definita identità politica: è infatti un evento in cui scendono in campo una netta denuncia dello sfruttamento sul lavoro, il diritto ad una casa per tutti e tutte, il rifiuto dei respingimenti dei/lle migranti e del ricatto dei rinnovi dei permessi di soggiorno. Provocazioni e polemiche da parte di forze politiche atte solo a racimolare visibilità e a diffondere razzismo, fascismo o sessismo non sono quindi accettate.
L’evento richiama in campo non sulla sola base di una comune lotta contro il Jobs Act e la precarietà, ma sulla condivisione di principi per noi imprescindibili come solidarietà, uguaglianza e multietnicità, non rielaborabili o manovrabili da becere propagande populiste.
csa Brigata 36

4° COPPA PRECARIA (venerdì 1/5/2015)

coppa precaria 2015 (web)(per chi non va all’appuntamento no-expo di Milano)

PRIMO MAGGIO 2015 – dalle 12 alle 19
nel FOSSATO DELLA ROCCA DI IMOLA

4° COPPA PRECARIA
Torneo di calcetto antiprecariato

Ritorna per la 4° edizione il torneo dei Maradona con contratto a tempo determinato, dei Roberto Baggio senza ferie e malattia, degli Eric Cantona in cassaintegrazione o disoccupati.
Per un primo maggio che prenda a calci precariato e sfruttamento, rivendicando maggiori diritti per tutti/e!

REGOLAMENTO:
– 4 contro 4
– squadre di ogni età, sesso, colore
– campo e porte ridotte
– no portieri
– no tacchetti
– maglie dello stesso colore
– 15 minuti a partita

iscrizione aperte dalle 12 per le prime 12 squadre
calcio d’inizio alle 14
per info: info@brigata36.it

DURANTE LA GIORNATA:
– mostra fotografica del collettivo Active Stills
“IL LAVORO OLTRE IL MURO”
sulle condizioni lavorative dei palestinesi
– mostra fotografica di Chiara Tolomelli
“FINO ALLA VITTORIA”
sulle lotte dei facchini nel settore della logistica
– contributo artistico di Carlo Ferri
– artisti di strada: partecipazione libera
– area rinfresco & infopoint
– banchetti e bella gente

il torneo è completamente autogestito, senza arbitri e all’insegna del fair play! non si vince nulla se non il rispetto dell’avversario. scorrettezze e gioco duro saranno punite con la sconfitta a tavolino.
LOTTIAMO PER I DIRITTI, NON PER FARCI MALE!

no sessisti, fascisti, razzisti
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Organizza il csa Brigata 36
In collaborazione con i Musei Civici di Imola

Sos Rosarno a Imola (lunedì 16/2/2015)

16febbraio

Lunedì 16/2 ore 21: presentazione dell’Associazione Sos Rosarno a Imola, presso il csa Brigata 36.

Per la prima volta a Imola sarà possibile conoscere direttamente alcuni degli organizzatori del progetto che sosteniamo da un paio d’anni.

Il progetto di Sos Rosarno nasce nel gennaio 2011 nella piana di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria, a un anno esatto dalla rivolta di Rosarno, su iniziativa di alcune associazioni locali attive nella solidarietà con i braccianti stagionali immigrati, soprattutto africani. La condizione generale che accomuna questi lavoratori è l’estrema precarietà, dovuta a rapporti di lavoro informali, le retribuzioni bassissime (in media 25 euro a giornata, o, se pagati a cottimo, circa 1 euro a cassetta da 20 kg di agrumi) e il lavoro discontinuo. Le condizioni di vita degli stagionali sono inumane e degradanti: senza luce e senza acqua, senza servizi igienici. La precarietà legale, dovuta alle politiche migratorie dell’Europa e in Italia alla Legge Bossi-Fini, li lascia nel ricatto costante dell’irregolarità, quindi pressoché impossibilitati a far valere i propri diritti economici ed umani.
Rosarno rappresenta uno dei centri agricoli più importanti e il luogo in cui da 20 anni si concentra in prevalenza questa massa di migliaia e migliaia di stagionali.
L’associazione Sos Rosarno si è posta quindi la sfida di dimostrare che è possibile un percorso alternativo, che parta dal dialogo, la collaborazione e l’alleanza tra il piccolo contadinato e i braccianti, nel segno della sostenibilità e della convivialità multietnica. Attraverso la collaborazione con i Gruppi d’Acquisto Solidali di tutt’Italia, SOS Rosarno ha potuto dare una base economica a quest’idea, sempre più solida, partendo da un principio semplice: la garanzia che tutti i lavoratori, immigrati o italiani, sono regolarmente assunti, regolarmente retribuiti ed in condizioni dignitose, e che tutti i prodotti siano biologici.

Non spremere i lavoratori! Agrumi contro lo sfruttamento

Il centro sociale autogestito Brigata 36 raccoglie adesioni per organizzare l’ordinazione di agrumi solidali attraverso la rete “SOS ROSARNO”.

Gli agrumi dei produttori di riferimento di “SOS Rosarno” provengono rigorosamente da agricoltura biologica certificata. Tutti i produttori sono piccoli proprietari, singoli o associati in cooperative, che assumono regolarmente la manodopera impiegata nella raccolta, per oltre il 50% immigrata, e sono interni al circuito della solidarietà con gli africani di Rosarno, che nell’assoluta insufficienza delle politiche istituzionali d’accoglienza possono sopperire ai bisogni più elementari solo grazie al sostegno delle realtà associative della società civile.

Essendo necessario richiedere un ordine minimo di 50 cassette intendiamo organizzare una raccolta di adesioni entro il 7 dicembre, con consegna degli agrumi dal 23 dicembre presso il c.s.a. Brigata 36 (via Riccione 4, Imola), con pagamento il giorno stesso del ritiro.

Questo il prezzo dei prodotti proposto, comprensivo dei costi di raccolta e distribuzione:

  • MANDARINI ………. 1,93 €/kg; 13,50 € cassa da7 kg
  • CLEMENTINE ………. 1,93 €/kg; 13,50 € cassa da7 kg
  • ARANCE DA TAVOLA (Navelina) ………. 1,50 €/kg; 15,00 € cassa da 10 kg
  • ARANCE DA SUCCO ………. 1,15 €/kg; 11,50 € cassa da 10 kg
  • LIMONI ………. 1,60 €/kg; 16,00 € cassa da 10 kg o 8,00 cassa da 5 kg

Invitiamo quindi chiunque fosse interessato a scriverci alla mail info@brigata36.it, a contattarci su facebook al profilo Brigata Trentasei o a chiamare Lorenzo al 3386392154, indicandoci nome, cognome, telefono e l’ordinazione richiesta.

Per maggiori informazioni sulla campagna “SOS ROSARNO” vi invitiamo a consultare il sito della campagna http://sosrosarno.org/

sos rosarno (dicembre 2014)

PREZZO TRASPARENTE AGRUMI PER PRODOTTO

CLEMENTINE/MANDARINI € 1,93/kg:
Raccolta 0.13 €
Lavorazione 0.30 €
Trasporto 0.16 €
Promozione 0.16 €
Quota di solidarietà migranti 0.05 €
Produttore 0.85€
Distribuzione 0.28 €

ARANCE DA SUCCO € 1,15/kg:
Raccolta 0.09 €
Lavorazione 0.30 €
Trasporto 0.16 €
Promozione 0,08 €
Quota di solidarietà migranti 0.05 €
Produttore 0.27 €
Distribuzione 0.20 €

ARANCE TAVOLA € 1,50/kg:
Raccolta 0.09 €
Lavorazione 0.30 €
Trasporto 0.16 €
Promozione 0.13 €
Quota solidarietà 0.05 €
Produttore 0.52 €
Distribuzione 0.25 €

Poletti e Farinetti contestati a Imola. NO JOBS ACT! (sabato 15/11/2014)

image3Oggi a Imola, insieme ad altri/e precari e precarie, ci siamo mobilitati di fronte al teatro Stignani dove si è tenuto un convegno con ospiti l’imprenditore Oscar Farinetti e il ministro del lavoro Giuliano Poletti.
Abbiamo contestato le politiche di chi vuole aumentare la precarietà e lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici. Le riforme strutturali di cui questi personaggi si riempiono la bocca non sono altro che una serie di misure aventi lo scopo di aumentare ancora di più la precarietà lavorativa ed esistenziale delle classi subalterne: mentre Farinetti fa ampio uso di contratti ultra-precari cercando di dividere i lavoratori tra di loro, Poletti si impegna affinché questo diventi il modello per tutto il mondo del lavoro.
Abbiamo volantinato contro il Jobs Act, l’ennesimo strumento con cui la classe padronale porta avanti il suo modello di precarietà diffusa al fine di indebolire le lotte del mondo del lavoro e massimizzare i profitti. Abbiamo infine espresso solidarietà a tutti/e i/le licenziati/e e cassintegrati/e, ricordando come la giunta guidata dal PD imolese abbia intitolato una rotonda proprio ai “Lavoratori ingiustamente licenziati”, mentre lo stesso PD ha votato compattamente proprio l’abrogazione di fatto dell’Articolo 18 che tutela(va) questi ultimi!
Poletti, cercando di evitare l’accoglienza che si meritava e protetto dalla celere, è entrato da un ingresso laterale, mentre successivamente dalla celere abbiamo subito l’ennesima provocazione, quando una volta finita la manifestazione hanno cercato di trattenerci per alcuni minuti senza nessuna reale motivazione.
Non siamo e non saremo mai complici di chi ci toglie i diritti, di chi ci vuole ancora più sfruttati, di chi non solo precarizza il lavoro, ma anche le nostre vite!

Contro la precarietà e lo smantellamento dei diritti!
Casa, reddito e dignità per tutti/e!

csa Brigata 36

Contestazione a Poletti e Farinetti: i volantini distribuiti (sabato 15/11/2014)

POLETTI E FARINETTI: LE DUE BRUTTE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA!

La politica di smantellamento dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici messa in atto dal Governo Renzi e dal suo Ministro del Lavoro Poletti è strumentale agli interessi della Confindustria, oggi ben rappresentata da Oscar Farinetti, patron di Eataly nonché assiduo frequentatore della Leopolda renziana. Non ci stupisce infatti vedere Poletti e Farinetti così affini tra loro, dal momento che sono in combutta nell’eseguire quelle “riforme strutturali” richieste dalla tecnocrazia europea e finalizzate alla distruzione di ogni residuale conquista che il movimento operaio e femminista ha ottenuto con un grande ciclo di lotte che ha dato vita, tra l’altro, allo Statuto dei diritti dei lavoratori. Le riforme strutturali di cui questi personaggi si riempiono la bocca non sono altro che una serie di misure aventi lo scopo di aumentare ancora di più la precarietà lavorativa ed esistenziale delle classi subalterne: mentre Farinetti fa ampio uso di contratti ultra-precari cercando di dividere i lavoratori tra di loro, Poletti si impegna affinché questo diventi il modello per tutto il mondo del lavoro.

Il JOBS ACT è l’ennesimo strumento con cui la classe padronale porta avanti il suo modello di precarietà diffusa al fine di indebolire le lotte del mondo del lavoro e massimizzare i profitti. Esso infatti ha liberalizzato ancor di più il contratto di apprendistato, per rifornire le imprese di manodopera “usa e getta” a basso costo; ha sancito la possibilità di assumere i lavoratori a tempo determinato senza causale, ovvero senza dover giustificare la natura temporanea del rapporto di lavoro; ha camuffato, sotto il “contratto a tutele crescenti”, un meccanismo tale per cui le aziende potranno decidere se prorogare o meno il contratto a tempo determinato fino a ben 8 volte in 3 anni per instaurare un vero e proprio regime di lavoro sotto ricatto permanente, dal momento che non vi è alcun obbligo di stabilizzazione! E ancora: il Jobs Act vuole cancellare sia le norme dello Statuto dei lavoratori che proibiscono la videosorveglianza dei lavoratori (si legalizza lo spionaggio!), che quelle che impediscono il demansionamento dei lavoratori e delle lavoratrici; vuole generalizzare ancor di più il ricorso ai voucher, la forma più estrema di flessibilità; vuole sferrare un altro colpo agli ammortizzatori sociali, rivedendo i tempi della cassa integrazione e la possibilità di usufruire di quello che una volta era l’assegno di disoccupazione; infine, si vogliono ridurre ancora una volta le misure a tutela della sicurezza del lavoro, rivedendo le sanzioni amministrative per le violazioni delle norme in materia di protezione del lavoro.

Farinetti sarà inoltre grato al suo amico Poletti per i suoi sforzi nello smantellare ancora di più, dopo quanto già fatto dalla Fornero, l’Articolo 18: il Governo Renzi vuole impedire la reintegra sul posto di lavoro per quei lavoratori e quelle lavoratrici ingiustamente licenziati, i/le quali dovranno accontentarsi di una somma monetaria che non potrà che declinare col tempo. Il Partito Democratico imolese ha intitolato una rotonda proprio ai “Lavoratori ingiustamente licenziati”, eppure il PD ha già votato compattamente proprio l’abrogazione dei fatti dell’Articolo 18 che tutela(va) questi ultimi!

NESSUNA COMPLICITÀ CON CHI VUOLE AUMENTARE LA PRECARIETÀ E LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO!

LICENZIAMO POLETTI E RENZI: NOI UNA GIUSTA CAUSA L’ABBIAMO!

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COS’È IL JOBS ACT

  • CONTRATTI PRECARI, PRIVI DI TUTELA E SOTTOPAGATI come forma di accesso (e permanenza) al mercato del lavoro;
  • CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI: Nei primi tre anni il lavoratore avrà un salario basso, scarse tutele previdenziali e lavorative e potrà venire licenziato in qualsiasi momento dall’azienda anche senza giusta causa: il datore di lavoro, infatti, potrà, per ben 8 volte in 3 anni, decidere se prorogare o meno il contratto, senza dover avvisare prima il lavoratore. Se questo non bastasse, il datore di lavoro potrà anche sospendere per qualche tempo il contratto, stipulandone poi uno nuovo, sempre con le 8 proroghe previste. Una volta superato il periodo di prova, questi potrebbe finalmente ottenere la stabilità del lavoratore dipendente (questa è solo un’ipotesi, perché nulla garantirà al lavoratore di essere assunto a tempo indeterminato).
  • SALARIO ORARIO MINIMO: si parla di salario orario minimo solo per quelle categorie per le quali non ne esiste uno da contratto sindacale nazionale. Con la legge attuale le categorie senza contratto sindacale avevano comunque garantito il salario minimo prendendo a riferimento i contratti delle categorie più “simili” a loro. Ora il rischio è quello del contrario… ipotizzando (quasi sicuramente) che il salario orario minimo del Jobs Act sarà più basso di quello dei contratti sindacali, non è così impensabile che, in certi casi (come nell’applicazione dell’articolo 36 della Costituzione, cioè quando si parla di retribuzione sufficiente), si potrebbe far riferimento a questo per poi poter legittimamente abbassare anche quelli, per così dire, già regolamentati.
  • DEMANSIONAMENTO: nonostante la Corte di Cassazione l’abbia dichiarato incostituzionale, il demansionamento viene qui utilizzato come strumento per accrescere il potere ricattatorio e la libertà di utilizzare discrezionalmente il lavoratore, a tutto vantaggio del datore di lavoro; infatti il “cambio di mansione” diventerà molto piu flessibile e agevole per l’azienda.
  • MATERNITÀ, GENITORIALITÀ, MALATTIA, INFORTUNIO: estendere la maternità a tutti i tipi di contratto potrebbe sembrare positivo, non fosse che grazie alla liberalizzazione dei contratti precari, il datore di lavoro potrà eludere facilmente il “problema”: questi, infatti, è libero di sospendere o non prorogare il contratto di lavoro a suo piacimento per i primi 3 anni. Questo elimina anche altri diritti come in caso di malattia o di infortunio.

Il Jobs Act è questo, ma non solo!

NON DIVENTIAMO COMPLICI DI CHI CI TOGLIE I DIRITTI, DI CHI CI VUOLE ANCORA PIÙ SFRUTTATI, DI CHI NON SOLO PRECARIZZA IL LAVORO, MA ANCHE LE NOSTRE VITE!

Contro la precarietà e lo smantellamento dei diritti. Casa, reddito e dignità per tutti/e!

Precari e precarie imolesi

FONDI EUROPEI: FONDI NOSTRI! (mercoledì 11/06/2014)

Microsoft Word - FONDI EUROPEI.doc

Rompiamo la cappa omertosa della Regione Emilia Romagna e distruggiamo il sistema clientelare di gestione dei
Fondi Strutturali Europei.

“Conquistiamoci reddito e diritti per tutti”

Mercoledì 11 Giugno ore 18:00
Presso il Centro Sociale Autogestito Brigata 36 – Via Riccione 4, Imola –

Convegno dibattito sulla necessità di conquistare una partecipazione attiva sul controllo dei Fondi Europei 2014-2020 della Regione Emilia Romagna affinché siano spesi in via prioritaria per l’inclusione sociale, il lavoro, il diritto all’abitare e un reddito sicuro per tutti.

L’utilizzo indiscriminato e clientelare di questi fondi nelle precedenti gestioni ci deve vedere uniti nella costruzione di un cartello di movimenti impegnato a contrastare, attivamente e socialmente, l’iniquo sistema di spartizione di queste uniche provvidenze economiche su cui si deve basare un nuovo piano occupazionale e di inclusione sociale.

INTERVENGONO:
USB Federazione Regionale E. R. – Paolo Campioni
ASIA/USB – Giorgio Simbola
USB Lavoro Privato E.R – Valentina Delussu

DIBATTITO

CONTRO IL JOBS ACT

A ridosso dell’approvazione definitiva del Jobs Act voluto dal Governo Renzi pubblichiamo il testo dell’intervento letto durante la Coppa del Precario questo primo maggio.

Come trattare in questa giornata la riforma del lavoro che il governo Renzi ci sta propinando se non facendolo con termini calcistici: ecco allora che possiamo definire questa riforma uno dei peggiori interventi a gamba tesa contro le giovani generazioni, formate da precari e precarie, disoccupati e disoccupate, fino a chi sta ancora completando il percorso di studi ma già può benissimo immaginare che entrerà a far parte di quel serbatoio di lavoratori e lavoratrici usa e getta voluto dal PD e dai suoi alleati.
La principale novità introdotta dal Jobs Act è la liberalizzazione della precarietà, assunta come modello di vita da imporre a tutta la società: i contratti a termine senza causale, ovvero senza bisogno di spiegare il perché della temporaneità del rapporto di lavoro, sono estesi fino a 3 anni, triplicando quanto previsto dalla precedente riforma Fornero.
Ebbene sì, il ministro del lavoro Poletti è riuscito nella difficile impresa di superare, utilizzando il gergo calcistico, “sulla fascia destra” l’attacco distruttivo ai diritti dei lavoratori portato dai precedenti governi.
È dunque estendendo ancora di più la precarietà dei contratti a termine e dell’apprendistato il modo in cui Renzi pensa di diminuire la disoccupazione, in costante aumento da tempo e a livelli insostenibili per le fasce più giovani.
E’ evidente che la vera intenzione di Renzi non è diminuire la disoccupazione, ma semmai ridurre ulteriormente il potere rivendicativo dei lavoratori e delle lavoratrici, per poterci così abbassare più facilmente i salari e renderci sempre più ricattabili e pronti ad accettare di tutto.
Queste politiche di riduzione salariale, attuate in ottemperanza alle esigenze dei poteri forti dell’economia europea, produrranno i risultati che già si sono visti altrove, per esempio in Grecia.
Ci troviamo di fronte a un vero e proprio crimine sociale, una condanna al precariato perpetuo, e per di più ci spacciano come migliorativa la possibilità di rinnovare “solo”, ed il solo è tra virgolette, 5 volte in 3 anni il contratto a termine invece che 8, mentre l’unica preoccupazione per il padrone sarà quella di non superare il termine di 36 mesi (quando andrà bene) per non passare ad un contratto indeterminato. Un po’ come perdere 5-0 invece che 8-0, i tifosi ne saranno entusiasti!
Ci vogliono far vivere sotto il ricatto permanente di una mancata proroga, con rapporti di lavoro spezzettati in contratti di qualche mese, salvo poi permettere al padrone di ricominciare da capo allo scadere dei tre anni con una nuova persona sfruttabile, rendendo oltretutto più difficile maturare il diritto a una indennità di disoccupazione decente.
Renzi e Poletti sperano di ottenere questo risultato dividendoci, e tenendo buoni i lavoratori già strutturati, che potrebbero ancora protestare portando avanti le istanze di precari e disoccupati, attraverso la promessa di qualche decina di euro in più in busta paga.
Ecco allora i tanto sbandierati 80 €, destinati solo a chi il lavoro ce l’ha già ed escludendo chi ne avrebbe più bisogno, disoccupati, incapienti, false partite iva, persone con reddito annuale sotto gli 8000 €, abbandonati a loro stessi con la colpevole distruzione e privatizzazione del welfare e dei servizi.
Questo scempio non servirà neanche a favorire la ripresa economica o la competitività delle imprese a livello nazionale. È infatti un forte disincentivo ad investire sulla forza lavoro, con scadenze contrattuali che verranno utilizzate come strumento di ricatto e minaccia, senza il minimo interesse per creare una continuità lavorativa.
Per le donne poi questi contratti brevi e rinnovabili più volte consentiranno di disfarsi senza problemi di una lavoratrice in caso di gravidanza, aggirando legalmente le norme a tutela del divieto di licenziamento durante il cosiddetto periodo protetto. Non occorrerà neppure più far firmare, illegalmente, dimissioni in bianco, o indagare, sempre illegalmente, sulle intenzioni procreative al momento dell’assunzione. Basterà fare loro sistematicamente contratti brevi, non rinnovandoli alla scadenza in caso di gravidanza.
Il ministro del lavoro Poletti proviene dai vertici di Legacoop e si inserisce nel governo Renzi come perfetto esecutore del programma ultra-liberista voluto dal PD. Ed allora un lato positivo la sua figura in fondo ce l’ha: ci aiuta infatti a chiarire la natura repressiva e nemica dei lavoratori e delle lavoratrici sia dei colossi della cooperazione che di un partito che, tornando alla metafora calcistica, dovrebbe essere mancino ma ci prende a calci con il destro.
Anche il più convinto sostenitore dei valori solidali e mutualistici a cui le grandi cooperative dovrebbero rifarsi può ora vedere nitidamente l’attacco che queste, attraverso Poletti, hanno sferrato ai diritti di tutti e tutte, e non più solo ai propri dipendenti. Come nel caso della Legacoop, l’enorme piovra cooperativa che domina in Emilia Romagna e che attraverso le sue associate ha lanciato un modello di lavoro che più che cooperativistico è un rullo compressore dei più basilari diritti conquistati nei decenni passati. Ne vediamo esempi alla Granarolo, dove 51 persone sono state licenziate per aver osato protestare contro una riduzione consistente dello stipendio, o all’interno dell’Università di Bologna, dove ci sono persone pagat* 3,80€ all’ora, mentre la Coopservice, vincitrice dell’appalto (e associata Legacoop), intasca il 40% di utile netto, in un vero e proprio racket istituzionalizzato.
Speriamo quindi che sempre più persone si rendano conto verso che livello di sfruttamento e impoverimento sociale ci stanno portando i nuovi padroni e i vecchi politicanti di questo sistema: è tempo di non subire più passivamente e di capire che la miglior difesa è l’attacco.
Dobbiamo riprenderci una vita dignitosa e non costantemente sotto ricatto, reclamare un reddito e una casa, che spettano a tutti e tutte, senza più dover dipendere da genitori o altri aiuti, e combattere la precarietà a cui ci vogliono condannati, questa volta sì, a tempo indeterminato.
Ricordare oggi il 1° maggio non deve servirci solo come commemorazione o abitudine: usiamo questa giornata per ricompattarci, mettendo in campo l’unità tra studenti, disoccupati e occupati più o meno precari.
csa Brigata 36