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Cinque richieste per difendere le case popolari!

Dalla pagina dello Sportello Antisfratto Imola

difesa case erp

CINQUE RICHIESTE PER DIFENDERE LE CASE POPOLARI!

Nei giorni scorsi si è tenuta al centro sociale Giovannini una prima partecipata assemblea per discutere delle case popolari, insieme a chi quelle case le abita.

La nuova riforma ERP infatti minaccia da luglio aumenti dei canoni di affitto in media del 14% e l’avvio della procedura di decadenza (anticamera dello sfratto) per 27 famiglie che attualmente vivono in casa popolare ma che, dopo la legge voluta dal PD, ne hanno perso il diritto in seguito all’abbassamento della soglia del reddito di permanenza.

Durante l’assemblea è emerso come tale riforma si inserisca perfettamente nel piano con cui Governo e istituzioni locali del Partito Democratico stanno limitando e cancellando il diritto alla sanità, all’istruzione, ad un lavoro e ad una casa.

Troviamo assurdo aumentare gli affitti nelle case popolari quando già gli affitti attuali portano oltre il 20% degli inquilini in situazioni di morosità. È assurdo anche sfrattare 27 famiglie con la scusa che non ci sono alloggi a sufficienza per soddisfare le domande della graduatoria ERP. Ci sono ancora almeno 100 alloggi sfitti e vuoti da recuperare e il Comune aggrava ulteriormente la situazione svendendo il patrimonio immobiliare pubblico (7 appartamenti venduti negli ultimi mesi, altri 172 inseriti nel piano delle alienazioni per essere messi all’asta).

La situazione è ancora più sconcertante vedendo che in via Giovanni X, dopo 4 anni dall’inaugurazione, ci sono ancora circa 30 appartamenti, destinati all’affitto a canone calmierato, vergognosamente vuoti ed inutilizzati.

Le case ci sono!

Durante l’assemblea sono stati individuati 5 punti per difendere le case popolari, chiediamo all’Amministrazione Comunale di :

  1. Convertire quella trentina di alloggi vuoti in via Giovanni X in alloggi di edilizia popolare
  2. Interrompere contestualmente la procedura di sfratto per le 27 famiglie
  3. Blocco delle (S)vendite ERP: il patrimonio delle case popolari non va ridotto ma ampliato in questo periodo di emergenza abitativa!
  4. Investimenti diretti per il recupero dello sfitto
  5. Abrogare la riforma regionale dell’ERP: basta sfratti e basta aumenti dei canoni nelle case popolari!

Su questi punti continueremo la mobilitazione nei prossimi mesi, invitando tutte le persone che vivono in casa popolare o che ne hanno fatto domanda ad unirsi e a lottare insieme!

 Sportello Antisfratto Imola

ROMPIAMO IL SILENZIO, DIFENDIAMO LE CASE POPOLARI!

Dalla pagina dello Sportello Antisfratto Imola

testoROMPIAMO IL SILENZIO, DIFENDIAMO LE CASE POPOLARI!

La nuova riforma Erp approvata dalla Regione Emilia-Romagna rientra perfettamente nelle politiche di disintegrazione del welfare che il Partito Democratico da anni sta portando avanti. La riforma viene consapevolmente fatta passare sotto silenzio e questo evidenzia una scarsa volontà politica nell’affrontare i problemi sociali in maniera trasparente, in modo che nessuno possa protestare.
Tutto questo è ribadito da un’inquilina imolese delle case popolari, che ha inviato una lettera ai giornali proprio in questi giorni: non c’è stato alcun tipo di informazione riguardo ai nuovi criteri di permanenza e al ricalcolo degli affitti.

Come Sportello Antisfratto Imola continueremo a diffondere l’informazione, raccontando cosa comporterà realmente questa riforma; continueremo inoltre a dare voce a chi volesse esprimere la propria rabbia verso questa ingiustizia e verso chi la permette, come l’assessore alla casa del Comune di Imola Roberto Visani (che non solo non ritiene necessario informare direttamente gli inquilini delle case popolari, ma sui giornali si permette di utilizzare nei loro confronti parole colpevolizzanti).

Noi ribadiamo che le case popolari ci sono! Almeno cento case popolari sono sfitte e vuote da anni; solo quest’anno 13 case sono state messe all’asta a dicembre e 5 sono state vendute. Infatti, negli ultimi dieci anni, il 10% del patrimonio pubblico gestito da ACER nell’imolese è stato (s)venduto. In via Giovanni X l’ultimo bando delle case a canone calmierato è andato quasi deserto, perché gli affitti richiesti per gli alloggi sono comunque troppo alti (poco più bassi di quelli di affitti normali di mercato).

Se c’è precarietà abitativa la colpa non è dei migranti come sostenuto dalla Lega Nord e da altri movimenti xenofobi, ma di chi, attraverso riforme che fanno solo gli interessi di pochi, precarizza il lavoro e ci toglie sempre più diritti!

Facciamo sentire tutte e tutti la nostra voce contro questa riforma,
organizziamoci per esigere la sua immediata abrogazione!
La casa popolare è un diritto!
Stop sfratti, basta svendita del patrimonio erp!

Sportello Antisfratto Imola

Servono nuove politiche per la gestione ACER!

Dalla pagina dello Sportello Antisfratto Imola

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SERVONO NUOVE POLITICHE PER LA GESTIONE ACER!
Il rinnovo dei vertici Acer non può che farci ribadire la necessità di una svolta radicale nella gestione del patrimonio pubblico.
Si potrebbe cominciare dagli alloggi a canone calmierato di via Giovanni X, ancora vuoti a ormai 4 anni dalla loro inaugurazione, per i quali evidentemente i criteri dei bandi finora proposti (con affitti praticamente a livello di mercato) si sono rivelati fallimentari.
Dovrebbe essere evidente l’urgenza di un ampliamento del patrimonio delle case popolari per affrontare il problema abitativo che vada nel senso opposto di quello, avvallato dalla giunta a guida PD imolese, di progressiva svendita e dismissione.

Sportello Antisfratto di Imola

Case popolari vuote: dov’è la graduatoria?

Riceviamo e inoltriamo il comunicato dello Sportello Antisfratto Imola

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CASE POPOLARI VUOTE: DOV’È LA GRADUATORIA?

Martedì 24 maggio, dopo l’ennesimo sfratto rinviato la mattina, nel pomeriggio siamo stati in presidio dalla sede dell’ACER di Imola!
Nonostante l’elevato numero di sfratti a cui la gestione emergenziale non riesce più a far fronte, la graduatoria per l’accesso alle case popolari è in ritardo di oltre un mese.
Un mese in cui molte persone avrebbero potuto trovare una risposta degna al problema abitativo.

Politiche sociali non significa aspettare di ritrovarsi persone a dormire per strada prima di agire.
Politiche sociali non significa svendere il patrimonio ERP aggravando il problema abitativo.
Politiche sociali non significa perdere tempo per l’uscita di una graduatoria necessaria a dare respiro almeno a qualche famiglia che rischia di perdere la casa.

A ciò si aggiunge l’edificio in via Giovanni X, con più di 40 appartamenti destinati al canone calmierato ancora vuoti dopo oltre 3 anni, per i quali non è ancora uscito il bando di assegnazione!

CHIEDIAMO:
– IL BLOCCO IMMEDIATO DEGLI SFRATTI IN ATTESA DELL’USCITA DELLE GRADUATORIE DEFINITIVE PER LE CASE POPOLARI E PER IL CANONE CALMIERATO!
– IL BLOCCO DELLA SVENDITA DEL PATRIMONIO ERP!

Il volantino distribuito:

2016-05-24 presidio casa

SI SCRIVE “TURN OVER”, SI PRONUNCIA “SFRATTO”

Riceviamo e inoltriamo il comunicato dello Sportello Antisfratto di Imola

SI SCRIVE “TURN OVER”, SI PRONUNCIA “SFRATTO”

Prosegue la riforma dell’Acer riguardante la ridefinizione della soglia di reddito di esclusione dalla casa popolare, già approvata dalla Regione l’anno scorso e recentemente riconfermata dalla vicepresidente regionale Gualmini.

Una soglia che, nonostante le reticenze della Regione a fornire dati, verrà abbassata molto probabilmente dagli attuali 34 mila euro ad una forbice compresa tra i 20 mila e i 27 mila euro: conseguenza di tale riduzione potrebbe essere, secondo la previsione del Sunia, lo sfratto dalle case popolari di circa 800 nuclei familiari residenti nell’area della Città Metropolitana.

Sempre la Gualmini, elogiando tale politica di “turn over”, promossa tra l’altro anche dall’assessore alla casa imolese Visani, ha definito come “scelta coraggiosa” quella che altro non è che la privazione di un diritto per centinaia di famiglie.

Una vera scelta coraggiosa sarebbe quella di tornare ad investire sulle case popolari, ampliandone il numero a fronte di un’emergenza abitativa sempre più pressante.

Invece ci troviamo di fronte a ripetute svendite del patrimonio immobiliare del Comune gestito da Acer, una continua riduzione del numero di alloggi popolari che ha portato il loro numero a scendere dai 1.015 dichiarati nel 2008 ai 915 dell’anno scorso, con un calo pari al 10% del totale!

Ed è paradossale che, nonostante il perdurare della crisi per molte imprese del territorio, i recenti fallimenti tra cui spicca quello della CESI e la presenza di oltre 8.000 disoccupati nell’imolese, l’Amministrazione Comunale invece che intervenire con misure atte ad evitare che la perdita del lavoro comporti anche la perdita della casa, ha stabilito l’ulteriore cessione di alloggi ERP per 200 mila euro quest’anno e per altri 200 mila euro nel 2017. Non sarebbe forse il caso di ripensare certe scelte?

Come richiesto dalla Regione il Comune di Imola dovrebbe essere impegnato in questo periodo nella preparazione di una simulazione utile a capire quanti appartamenti ERP potrebbero liberarsi con il cosiddetto “turn over”: sarebbe interessante sapere dall’assessore Visani che situazione si prospetta nell’imolese in base alle statistiche dei redditi dichiarati da chi vive in alloggio popolare, e sapere anche se gli inquilini a rischio sfratto sono stati informati di cosa potrebbe accadere loro da qui a breve.

Diritto alla casa per tutti/e!

Sportello Antisfratto di Imola