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CON IL POPOLO CURDO IN LOTTA PER LA LIBERTÀ!

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La guerra civile siriana è diventata negli ultimi anni uno scontro tra potenze locali e mondiali, apparentemente tutte intenzionate a combattere l’Isis, ma in realtà mosse da interessi tra di loro in contrasto e da giochi di potere.

Ci troviamo di fronte ad uno scontro di civiltà tra l’occidente e il mondo islamico? Rigettiamo una visione talmente semplicistica da risultare ridicola, anche solo osservando come in Medio Oriente gli scontri contro Daesh siano interni alle stesse popolazioni di religione musulmana, e come milioni di persone fuggano da quei territori indipendentemente dal credo religioso.

Gli integralisti poi li abbiamo anche tra gli occidentali: sono quelli che fomentano la paura del diverso, parlano di tradizioni cristiane dimostrando di non conoscerne neanche i valori fondanti, incitano guerre che alimenteranno altre guerre. Da questi non possiamo che prendere le distanze come da chiunque propagandi l’odio tra gli esseri umani, e vogliamo dare la stessa solidarietà alle vittime degli attacchi terroristici di Bruxelles come a quelle di Baghdad e Lahore!

Non sosteniamo nessuno quindi? No, nel dedalo di fazioni e rivalità motivate dalla ricerca del potere, noi stiamo dalla parte della popolazione curda in lotta per la propria libertà in Siria come in Turchia!

Da decenni il popolo curdo ha combattuto prima contro l’oppressione turca, e poi contro i regimi di Assad e dell’Isis, per ottenere una sola cosa: la libertà e la creazione di una società più giusta attraverso il modello del confederalismo democratico.

L’obiettivo non è creare un nuovo Stato, su cui fondare nuovi nazionalismi e nuovo odio, ma reclamare autonomia e libertà decisionale per le comunità, creando una società dove non ci siano più differenze di credo religioso, colore della pelle o di genere.

Le lotte che portano avanti in prima persona sia gli uomini che le donne curde (all’opposto di chi da noi pretende di “difendere le nostre donne”, replicando il modello di società patriarcale di subalternità del genere femminile) vogliono essere un modello anche per le altre popolazioni, perché non si basano sull’imposizione del proprio potere ma sul messaggio che ogni comunità, e all’interno di esse ogni individuo, deve avere libertà di autodeterminarsi.

Questo evidentemente non piace a chi invece è mosso solamente da interessi economici o peggio ancora, come visto con la repressione dei curdi e delle curde in Turchia o i cruenti scontri con l’Isis a Kobane.

Per questo siamo dalla parte del popolo curdo, contro la follia estremista dell’Isis, le guerre per il potere delle potenze occidentali e l’oppressione del regime fascista di Erdogan, che si fa forte anche del complice sostegno del governo Renzi.

Sabato 2 aprile ospiteremo al csa Brigata 36 la presentazione del libro “Nell’occhio del ciclone – la resistenza curda tra guerra e rivoluzione”, nell’ambito di un’iniziativa benefit a sostegno delle lotte del popolo curdo.

csa Brigata 36