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QUANTI SFRATTI ANCORA SENZA SOLUZIONI DIGNITOSE? QUANTE PERSONE PER STRADA?

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Sportello Antisfratto Imola

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QUANTI SFRATTI ANCORA SENZA SOLUZIONI DIGNITOSE? QUANTE PERSONE PER STRADA?

Sono sempre di più nell’imolese le persone e le famiglie che si ritrovano sfrattate, e che rivolgendosi ai servizi sociali nel migliore dei casi trovano soluzioni provvisorie altamente precarie, mentre non di rado si ritrovano in breve tempo per strada.

Ormai non è più solo la nostra parola contro quella dell’assessore di turno, è la realtà delle cose confermata anche da altre associazioni che operano quotidianamente nel sociale.

Il problema, affrontato alla radice, è molto semplice: non ci sono soluzioni dignitose perché l’amministrazione comunale non ha la volontà politica di intervenire per aumentare il numero degli alloggi disponibili (case popolari, case di emergenza) in maniera proporzionale all’emergenza abitativa in atto.

Questo non solo porta ad un aggravarsi della situazione delle sempre più numerose famiglie sfrattate, ma comporta anche un costo esorbitante per la gestione delle emergenze tramite affittacamere e strutture per madri e figli con conseguente divisione del nucleo, entrambe soluzioni molto più costose dell’affitto di un alloggio: uno spreco di risorse che riguarda tutti i contribuenti.

Quanti sfratti sono già stati eseguiti quest’anno nel Comune di Imola? Quante persone dovranno finire per strada ancora prima che l’amministrazione comunale del PD si accorga che con il suo immobilismo, la sua indifferenza e la sua incompentenza sta esasperando la situazione?

Sportello Antisfratto Imola

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CONTRO IL TURN OVER, PER IL DIRITTO ALLA CASA!

Riceviamo e inoltriamo il comunicato dello Sportello Antisfratto Imola

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CONTRO IL TURN OVER, PER IL DIRITTO ALLA CASA!

È cominciata in Regione la discussione della riforma dei criteri di accesso e permanenza nelle case popolari.

Le intenzioni della giunta a guida PD, assecondate a livello locale anche dall’assessore alla casa Visani, sono chiare: abbassamento della soglia ISEE entro la quale si ha diritto a rimanere nella casa popolare da 34.000 € a 24.000 € (un taglio del 30%!) e rimodulazione del calcolo del canone di affitto sempre più sbilanciato sulla tipologia di alloggio che sulle reali capacità economiche degli inquilini.

NON SI PUÒ GARANTIRE IL DIRITTO ALLA CASA POPOLARE TOGLIENDOLA A CHI CE L’HA GIÀ!

Le soluzioni all’emergenza abitativa non possono passare dal fomentare l’ennesima guerra tra poveri e meno poveri! Basterebbe semplicemente:

  1. Smettere di svendere il patrimonio delle case popolari, così non c’è poi bisogno di sfrattare chi già ci abita! Invece il Comune di Imola ha già in mente vendite per i prossimi due anni e addirittura la vendita complessiva nel tempo di quasi 200 alloggi popolari, oltre il 20% delle case popolari, come dichiarato nel Piano delle alienazioni allegato al Bilancio.
  2. Aumentare il numero di case popolari!
  3. Puntare sull’autorecupero e sul riutilizzo dello sfitto! Ci sono centinaia di case vuote solo a Imola e la soluzione che propone il PD è continuare a sfrattare?!

Una volta approvata la riforma si rischieranno oltre 1.650 sfratti in regione, quanti ce ne saranno a Imola?

L’abbiamo già chiesto più volte pubblicamente, ma Visani non ha mai fornito dati pubblici. Eppure dovrebbe essere a conoscenza della situazione. Non vuole rispondere a questa semplice domanda per semplice incompetenza e/o per indifferenza al proprio mandato?

Lo Sportello Antisfratto Imola si mobiliterà per contrastare questo ennesimo attacco ai diritti, che va di pari passo con i regali fatti alle banche per pignorare più facilmente le case a chi fatica a pagare il mutuo e con la cronica inadeguatezza delle soluzioni proposte a chi ogni giorno rischia lo sfratto!

Sportello Antisfratto Imola

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L’assessore Visani “dà i numeri” sulle case popolari!

Riceviamo e inoltriamo dallo Sportello Antisfratto Imola

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2016-04-06 case erp

Precisiamo che ieri dopo l’azione comunicativa in consiglio comunale abbiamo rifiutato di essere ricevuti dall’assessore alla casa Visani.

Abbiamo esposto in consiglio comunale lo striscione rivendicando che LE CASE POPOLARI NON SI VENDONO, MA SI ASSEGNANO, ben conoscendo invece le politiche di svendita decise dall’Amministrazione Comunale e dall’assessore Visani, che negli ultimi mesi non ha fatto altro che riconfermarle senza mai degnarsi di riflettere sulle nostre richieste e proposte.

Per questo ieri aveva poco senso incontrare Visani, non vi sarebbe stato nessun margine di discussione!

A ciò si aggiunge l’incompetenza più volte mostrata dall’assessore sul tema, che solo ad ottobre annunciava trionfalmente ai giornali di aver ridotto lo sfitto nelle case popolari sotto al 5%, mentre qualche giorno fa sono usciti finalmente i dati reali, con 95 alloggi ERP sfitti: più del 10%! Bocciato non solo per le politiche abitative ma anche per non saper far di conto.

È scandaloso che, mentre i dati regionali parlano di un aumento annuo degli sfratti del 7,5% negli ultimi 10 anni (più che raddoppiati rispetto al 2005!), a Imola si continuino a vendere case popolari, come previsto nel bilancio in votazione domani per 400.000 €, senza proporre nessuna reale soluzione al problema abitativo.

Sportello Antisfratto Imola

LE CASE POPOLARI NON SI VENDONO, MA SI ASSEGNANO!

Inoltriamo dalla pagina FB dello Sportello Antisfratto Imola

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LE CASE POPOLARI NON SI VENDONO, MA SI ASSEGNANO!
Oggi abbiamo manifestato in consiglio comunale contro la svendita di case popolari prevista in bilancio!
Diritto alla casa per tutti/e!

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Dal volantino distribuito oggi dallo Sportello Antisfratto Imola!

Una vera scelta coraggiosa sarebbe quella di tornare ad investire sulle case popolari, ampliandone il numero a fronte di un’emergenza abitativa sempre più pressante.
Invece ci troviamo di fronte a ripetute svendite del patrimonio immobiliare del Comune gestito da Acer, una continua riduzione del numero di alloggi popolari che ha portato il loro numero a scendere dai 1.015 dichiarati nel 2008 ai 915 dell’anno scorso, con un calo pari al 10% del totale!
Ed è paradossale che, nonostante il perdurare della crisi per molte imprese del territorio, i recenti fallimenti tra cui spicca quello della CESI e la presenza di oltre 8.000 disoccupati nell’imolese, l’Amministrazione Comunale invece che intervenire con misure atte ad evitare che la perdita del lavoro comporti anche la perdita della casa, ha stabilito l’ulteriore cessione di alloggi ERP per 200 mila euro quest’anno e per altri 200 mila euro nel 2017. Non sarebbe forse il caso di ripensare certe scelte?

SI SCRIVE “TURN OVER”, SI PRONUNCIA “SFRATTO”

Riceviamo e inoltriamo il comunicato dello Sportello Antisfratto di Imola

SI SCRIVE “TURN OVER”, SI PRONUNCIA “SFRATTO”

Prosegue la riforma dell’Acer riguardante la ridefinizione della soglia di reddito di esclusione dalla casa popolare, già approvata dalla Regione l’anno scorso e recentemente riconfermata dalla vicepresidente regionale Gualmini.

Una soglia che, nonostante le reticenze della Regione a fornire dati, verrà abbassata molto probabilmente dagli attuali 34 mila euro ad una forbice compresa tra i 20 mila e i 27 mila euro: conseguenza di tale riduzione potrebbe essere, secondo la previsione del Sunia, lo sfratto dalle case popolari di circa 800 nuclei familiari residenti nell’area della Città Metropolitana.

Sempre la Gualmini, elogiando tale politica di “turn over”, promossa tra l’altro anche dall’assessore alla casa imolese Visani, ha definito come “scelta coraggiosa” quella che altro non è che la privazione di un diritto per centinaia di famiglie.

Una vera scelta coraggiosa sarebbe quella di tornare ad investire sulle case popolari, ampliandone il numero a fronte di un’emergenza abitativa sempre più pressante.

Invece ci troviamo di fronte a ripetute svendite del patrimonio immobiliare del Comune gestito da Acer, una continua riduzione del numero di alloggi popolari che ha portato il loro numero a scendere dai 1.015 dichiarati nel 2008 ai 915 dell’anno scorso, con un calo pari al 10% del totale!

Ed è paradossale che, nonostante il perdurare della crisi per molte imprese del territorio, i recenti fallimenti tra cui spicca quello della CESI e la presenza di oltre 8.000 disoccupati nell’imolese, l’Amministrazione Comunale invece che intervenire con misure atte ad evitare che la perdita del lavoro comporti anche la perdita della casa, ha stabilito l’ulteriore cessione di alloggi ERP per 200 mila euro quest’anno e per altri 200 mila euro nel 2017. Non sarebbe forse il caso di ripensare certe scelte?

Come richiesto dalla Regione il Comune di Imola dovrebbe essere impegnato in questo periodo nella preparazione di una simulazione utile a capire quanti appartamenti ERP potrebbero liberarsi con il cosiddetto “turn over”: sarebbe interessante sapere dall’assessore Visani che situazione si prospetta nell’imolese in base alle statistiche dei redditi dichiarati da chi vive in alloggio popolare, e sapere anche se gli inquilini a rischio sfratto sono stati informati di cosa potrebbe accadere loro da qui a breve.

Diritto alla casa per tutti/e!

Sportello Antisfratto di Imola

 

SERATA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE

2015-11-29 serata sulla casa

Domenica 29 novembre 2015
ore 20.30 – csa Brigata 36 – via Riccione 4, Imola

SERATA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE

Il diritto alla casa è un diritto fondamentale, e deve essere garantito a chiunque, che si trovi sotto sfratto per morosità incolpevole o che viva in una casa popolare, dove con modifiche normative si stanno peggiorando le condizioni di accesso e permanenza!

Durante la serata verrà presentato e distribuito l’opuscolo “MANUALE DI RESISTENZA ALLO SFRATTO PER MOROSITÀ” e si discuterà, con attivisti/e di ASIA-USB e dello Sportello Antisfratto di Imola, della situazione delle case popolari e delle modifiche previste nel nuovo regolamento ERP.

– NO alle modifiche peggiorative del nuovo regolamento ERP
– NO alla svendita delle case ERP
– Più alloggi per affrontare l’emergenza abitativa
– Più risorse per il recupero delle case ERP
– DIRITTO ALLA CASA PER TUTTI/E !!

Contatti Sportello Antisfratto di Imola:
Mail: antisfratto@autistici.org
Tel: 3774442572

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Pubblichiamo di seguito la lettera aperta dello Sportello Antisfratto di Imola sulle case popolari

lettera aperta sulle case popolari

LETTERA APERTA SULLE CASE POPOLARI

È di questi mesi l’approvazione, da parte dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, di importanti modifiche al Regolamento ERP, che andranno ad incidere pesantemente sulle condizioni di chi vive l’emergenza abitativa.

Tra le modifiche, tutte di carattere peggiorativo, la più importante è sicuramente quella che facilita il cosiddetto “turn over”, ovvero la diminuzione della distanza esistente tra il limite di reddito per l’accesso e quello per la permanenza, in modo che il secondo limite superi il primo di un valore compreso tra il 20% ed il 60%.

In pratica, prendendo ad esempio una famiglia con un solo reddito, diventerà sufficiente che si aggiunga un secondo reddito, anche da lavoro part-time, per rischiare di ritrovarsi privati della casa popolare assegnata, con un meccanismo perverso che oltretutto favorirà il lavoro nero.

Non meno importante è anche l’accresciuta rilevanza dei parametri “oggettivi” (come le caratteristiche dell’alloggio) nella determinazione dei canoni di affitto, mentre saranno meno rilevanti i parametri “soggettivi”, ovvero le possibilità economiche degli inquilini: gli affitti saranno quindi ricalcolati guardando meno alle capacità economiche di chi abita le case popolari.

È solo questione di tempo ed anche il Comune di Imola voterà per il recepimento di tali modifiche, stabilite a livello regionale con il voto del PD e l’astensione della Lega Nord (alla quale evidentemente queste cose non interessano).

È assordante il silenzio con il quale il Comune si appresta ad intervenire così pesantemente sui diritti di chi vive nelle case popolari: ci chiediamo se i residenti siano stati informati di cosa comporterà per molti di loro l’applicazione del “turn over”, e se chi ha fatto domanda di mobilità (in particolare per i nuovi alloggi in zona Montericco) è a conoscenza del fatto che l’affitto che pagherà rischierà di essere aumentato sensibilmente.

Ci sembra paradossale che la politica istituzionale sia più interessata a perseguitare chi vive in casa popolare invece che impegnarsi per risolvere le problematiche che già colpiscono da tempo gli alloggi ERP, come i numerosi casi di appartamenti dichiarati anti-igienici su cui non si interviene o la possibilità, mai presa in considerazione dal Comune, di pensare a forme di autorecupero da parte degli inquilini per la manutenzione dei propri alloggi, con riduzione dell’affitto in base ai lavori svolti.

Ci chiediamo poi quale sia la reale situazione del patrimonio di case popolari nel Comune di Imola, dopo aver letto le dichiarazioni del nuovo assessore alla casa Visani su un quotidiano del 27/10, in cui afferma che la percentuale di alloggi ERP sfitti attualmente sia sotto il 5% del totale.

Infatti da dati Acer diffusi dalla stampa nell’agosto 2014 risultavano esserci 170 alloggi sfitti su 955 totali: in quest’ultimo periodo ci sono stati sì dei ripristini, resi possibili tramite fondi reperiti da precedenti (s)vendite di alloggi ERP, ma da quello che risulta sui giornali sono numeri che non fanno scendere la quota di sfitto sotto i 100 appartamenti, mentre il 5% dichiarato da Visani corrisponderebbe a meno di 50 alloggi. Insomma è la carta stampata o l’assessore che non la raccontano giusta?

Ed infine, ma non meno importante, in una situazione in cui l’emergenza abitativa colpisce sempre più persone (perdita del lavoro, vite sempre più precarie, riduzione del reddito…), chiediamo all’assessore Visani e all’Amministrazione Comunale come sia possibile prevedere nei prossimi due anni l’alienazione (ovvero la svendita) di altri alloggi ERP per un valore di 400.000 €?

La situazione di emergenza, constatata dal Consiglio Comunale stesso con una mozione approvata in aprile, richiede l’investimento di risorse economiche che non siano più reperite, come fatto in passato, con la vendita e la conseguente riduzione del patrimonio ERP esistente, altrimenti non si farà altro che peggiorare la situazione esistente!

Non vogliamo che questa diventi l’ennesima beffa, che si aggiunga a quella della palazzina nuova in zona Montericco, dove dopo anni di polemiche la montagna ha alla fine partorito un topolino, con solo 12 alloggi ERP su oltre 70 costruiti.

Invitiamo gli/le inquilini/e di case popolari a non subire passivamente questi attacchi e a cominciare a lottare uniti per far valere i propri diritti!

Sportello Antisfratto di Imola

LETTERA APERTA SULLE CASE POPOLARI

Pubblichiamo la lettera aperta dello Sportello Antisfratto di Imola sulle case popolari __________________________________________________________________

lettera aperta sulle case popolari

LETTERA APERTA SULLE CASE POPOLARI

È di questi mesi l’approvazione, da parte dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, di importanti modifiche al Regolamento ERP, che andranno ad incidere pesantemente sulle condizioni di chi vive l’emergenza abitativa.

Tra le modifiche, tutte di carattere peggiorativo, la più importante è sicuramente quella che facilita il cosiddetto “turn over”, ovvero la diminuzione della distanza esistente tra il limite di reddito per l’accesso e quello per la permanenza, in modo che il secondo limite superi il primo di un valore compreso tra il 20% ed il 60%.

In pratica, prendendo ad esempio una famiglia con un solo reddito, diventerà sufficiente che si aggiunga un secondo reddito, anche da lavoro part-time, per rischiare di ritrovarsi privati della casa popolare assegnata, con un meccanismo perverso che oltretutto favorirà il lavoro nero.

Non meno importante è anche l’accresciuta rilevanza dei parametri “oggettivi” (come le caratteristiche dell’alloggio) nella determinazione dei canoni di affitto, mentre saranno meno rilevanti i parametri “soggettivi”, ovvero le possibilità economiche degli inquilini: gli affitti saranno quindi ricalcolati guardando meno alle capacità economiche di chi abita le case popolari.

È solo questione di tempo ed anche il Comune di Imola voterà per il recepimento di tali modifiche, stabilite a livello regionale con il voto del PD e l’astensione della Lega Nord (alla quale evidentemente queste cose non interessano).

È assordante il silenzio con il quale il Comune si appresta ad intervenire così pesantemente sui diritti di chi vive nelle case popolari: ci chiediamo se i residenti siano stati informati di cosa comporterà per molti di loro l’applicazione del “turn over”, e se chi ha fatto domanda di mobilità (in particolare per i nuovi alloggi in zona Montericco) è a conoscenza del fatto che l’affitto che pagherà rischierà di essere aumentato sensibilmente.

Ci sembra paradossale che la politica istituzionale sia più interessata a perseguitare chi vive in casa popolare invece che impegnarsi per risolvere le problematiche che già colpiscono da tempo gli alloggi ERP, come i numerosi casi di appartamenti dichiarati anti-igienici su cui non si interviene o la possibilità, mai presa in considerazione dal Comune, di pensare a forme di autorecupero da parte degli inquilini per la manutenzione dei propri alloggi, con riduzione dell’affitto in base ai lavori svolti.

Ci chiediamo poi quale sia la reale situazione del patrimonio di case popolari nel Comune di Imola, dopo aver letto le dichiarazioni del nuovo assessore alla casa Visani su un quotidiano del 27/10, in cui afferma che la percentuale di alloggi ERP sfitti attualmente sia sotto il 5% del totale.

Infatti da dati Acer diffusi dalla stampa nell’agosto 2014 risultavano esserci 170 alloggi sfitti su 955 totali: in quest’ultimo periodo ci sono stati sì dei ripristini, resi possibili tramite fondi reperiti da precedenti (s)vendite di alloggi ERP, ma da quello che risulta sui giornali sono numeri che non fanno scendere la quota di sfitto sotto i 100 appartamenti, mentre il 5% dichiarato da Visani corrisponderebbe a meno di 50 alloggi. Insomma è la carta stampata o l’assessore che non la raccontano giusta?

Ed infine, ma non meno importante, in una situazione in cui l’emergenza abitativa colpisce sempre più persone (perdita del lavoro, vite sempre più precarie, riduzione del reddito…), chiediamo all’assessore Visani e all’Amministrazione Comunale come sia possibile prevedere nei prossimi due anni l’alienazione (ovvero la svendita) di altri alloggi ERP per un valore di 400.000 €?

La situazione di emergenza, constatata dal Consiglio Comunale stesso con una mozione approvata in aprile, richiede l’investimento di risorse economiche che non siano più reperite, come fatto in passato, con la vendita e la conseguente riduzione del patrimonio ERP esistente, altrimenti non si farà altro che peggiorare la situazione esistente!

Non vogliamo che questa diventi l’ennesima beffa, che si aggiunga a quella della palazzina nuova in zona Montericco, dove dopo anni di polemiche la montagna ha alla fine partorito un topolino, con solo 12 alloggi ERP su oltre 70 costruiti.

Invitiamo gli/le inquilini/e di case popolari a non subire passivamente questi attacchi e a cominciare a lottare uniti per far valere i propri diritti!

Sportello Antisfratto di Imola

SERATA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE (domenica 29/11/2015)

2015-11-29 serata sulla casa

Domenica 29 novembre 2015
ore 20.30 – csa Brigata 36 – via Riccione 4, Imola

SERATA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE

Il diritto alla casa è un diritto fondamentale, e deve essere garantito a chiunque, che si trovi sotto sfratto per morosità incolpevole o che viva in una casa popolare, dove con modifiche normative si stanno peggiorando le condizioni di accesso e permanenza!

Durante la serata verrà presentato e distribuito l’opuscolo “MANUALE DI RESISTENZA ALLO SFRATTO PER MOROSITÀ” e si discuterà, con attivisti/e di ASIA-USB e dello Sportello Antisfratto di Imola, della situazione delle case popolari e delle modifiche previste nel nuovo regolamento ERP.

– NO alle modifiche peggiorative del nuovo regolamento ERP
– NO alla svendita delle case ERP
– Più alloggi per affrontare l’emergenza abitativa
– Più risorse per il recupero delle case ERP
– DIRITTO ALLA CASA PER TUTTI/E !!

 

Contatti Sportello Antisfratto di Imola:
Mail: antisfratto@autistici.org
Tel: 3774442572

CASE INUTILIZZATE, CASE SPRECATE !

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Sportello Antisfratto di Imola

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CASE INUTILIZZATE, CASE SPRECATE !

via cenni _ via villa clelia _

A Imola ci sono oltre cento alloggi di case popolari lasciate vuote, come le due delle quali abbiamo fotografato le porte di ingresso chiuse (una delle quali addirittura murata!). In un momento in cui l’emergenza abitativa coinvolge sempre più persone e famiglie rimaste senza lavoro o in condizioni di vita precarie, è scandaloso vedere inutilizzati alloggi che potrebbero dare maggiore tranquillità a chi vive quotidianamente il problema casa.

Il Comune sostiene di avere impegnato negli ultimi anni oltre 600.000 € per il ripristino di case popolari inutilizzate: peccato che tali fondi siano stati recuperati proprio dalla svendita di altre case popolari, con un meccanismo di impoverimento del patrimonio complessivo che è un po’ come rattoppare i buchi di un vestito strappando pezzi dello stesso per fare le toppe! A breve dovrebbero poi essere recuperati, principalmente grazie a fondi statali, 9 di questi appartamenti, ma altri 44 alloggi sfitti ma tutto sommato in buone condizioni (il Comune stesso ha stimato per ciascuno di essi spese per interventi di ripristino inferiori ai 30.000 €) rimarranno vuoti!

Ci chiediamo perché a parole la maggioranza in Consiglio Comunale ha deliberato in aprile di considerare l’emergenza abitativa una priorità, mentre nei fatti non ha effettuato nessun reale investimento, limitandosi a racimolare i fondi concessi dal Governo o a svendere il proprio patrimonio senza accorgersi che ciò aggraverà ulteriormente il problema abitativo in futuro! Occorrerebbe invece intervenire con investimenti diretti per ripristinare anche quei 44 alloggi che richiedono costi più che accessibili per un’Amministrazione Comunale che fosse realmente intenzionata a cercare soluzioni al problema casa, o per aumentare il numero di case popolari, già chiaramente insufficienti sin dall’ultima graduatoria di accesso stilata nel 2013, con un numero irrisorio di assegnazioni rispetto alle ben 500 richieste.

Richieste alle quali nella prossima graduatoria, attesa per l’autunno, prevediamo che si andranno a sommare anche tutte quelle di chi, rimasto/a senza lavoro dopo i fallimenti, le crisi e le chiusure che hanno costellato gli ultimi anni (CESI, Ceramica di Imola, 3elle, Mercatone Uno e le tante piccole aziende che hanno chiuso), si trova ora a rischiare di perdere anche la casa.

 Sportello Antisfratto di Imola

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