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Abortiamo il Fertility Day! (giovedì 22/9/2016)

2016-09-22-abort2

ABORTIAMO IL FERTILITY DAY !

Giovedì 22/9 – ore 19
IMOLA, sotto l’orologio
Piazza Caduti per la Libertà

Dopo la vergognosa propaganda del Ministero della Salute per un “Fertility Day” a sostegno dell’indecente “Piano Nazionale della Fertilità”, abbiamo deciso di essere in piazza lo stesso giorno per dire alla ministra Lorenzin e al Governo cosa ne pensiamo delle loro campagne pubblicitarie al limite del ridicolo e cosa invece rivendichiamo a gran voce:
– PER LA LIBERTÀ DI SCELTA
– PER UN WELFARE MIGLIORE
– CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE

Invitiamo tutti/e a passare e a partecipare dalle 19 in poi!

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FERTILITY DAY? NO GRAZIE!
Il Fertility Day (campagna pubblicitaria per lanciare il Piano Nazionale della Fertilità promosso dalla ministra Lorenzin) è in totale sintonia con il clima di omofobia, razzismo e sessismo che caratterizza oggi l’Italia e non solo.
Basta pensare alle Sentinelle in piedi che credono di poter giudicare l’orientamento sessuale e le identità di genere delle persone, alle associazioni antiabortiste o al DDL Cirinnà che ancora non riconosce il diritto alla genitorialità per le coppie omosessuali. Ce ne sarebbero tante di cose da dire ma il punto è sempre lo stesso, ed è molto semplice: “sul mio corpo, decido io”.
“Riproducetevi, donne bianche eterosessuali e monogame! La Patria ha bisogno di voi perchè non sappiamo più come pagare le pensioni!” Questo è il messaggio della campagna della Lorenzin.
Secondo quest’ultima il welfare non dipende da scelte politiche intelligenti e volte a garantire equità e giustizia sociale, ma dagli uteri delle donne (rigorosamente italiane) che devono tenersi fertili e pronti a riprodurre!
Insomma una vera schifezza!
Forse sarebbe meglio parlare di una politica di accoglienza degna per i rifugiati e le rifugiate e per i migranti e le migranti con il riconoscimento della cittadinanza italiana per i figli nati in Italia (sembra quasi stupido dirlo!). Uno Stato che distrugge il welfare a partire dalla scuola pubblica si erge a paladino di ovociti e spermatozoi, investendo denaro in campagne rieducative su come utilizzare il corpo al servizio della società.
La scuola avrebbe invece bisogno di soldi, chi insegna e/o si prende cura dei/delle minori avrebbe bisogno di contratti stabili e stipendi dignitosi.
Riteniamo necessaria piuttosto un’educazione sessuale che porti a una maggiore consapevolezza di sè, dei propri desideri e del proprio corpo, che parli di affettività e piacere, non di corpi-macchine da riproduzione.

La genitorialità è una libera scelta!
Fuori lo Stato dai nostri corpi!
Meno orologi biologici e più vibratori!

csa Brigata 36