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[26 e 28 dicembre] Doppio appuntamento per NO NAME KITCHEN

dalle ore 19:00

Buffet Benefit e raccolta materiali per No Name Kitchen

Come ogni inverno alle porte si risente parlare della rotta balcanica e della crisi umanitaria generata dalla chiusura delle frontiere esterne dell’UE. Nel nord della Bosnia migliaia di persone rimangono imbottigliate in attesa della volta buona in cui riuscire ad arrivare in Italia. Molte di loro vivono al di fuori di ogni forma di assistenza, riparandosi in case abbandonate e trovando nella poca solidarietà un mezzo per resistere. In questa regione l’inverno è molto rigido, con temperature che arrivano a -20 e un buon paio di scarpe o anche un pasto caldo possono fare la differenza.

In questo contesto No Name Kitchen supporta le persone che vivono fuori dai campi ufficiali nella zona di Velika Kladusa, distribuendo cibo e vestiti oltre che coperte e sacchi a pelo.

Organizziamo perciò un buffet benefit e una raccolta materiali che verranno portati in Bosnia a fine mese.

In particolare servono:
-Scarpe dal 40/44
-Sacchi a pelo/coperte
-Guanti, sciarpe
-Pantaloni/tute da sci/neve
-Pantaloni
-Boxer
-Ogni abito/materiale adatto alla stagione invernale è ben accetto.

Contro tutte le frontiere
Supporta la solidarietà

Supporta No Name Kitchen
dalle ore 22:00
2812.jpg
IL 28 DICEMBRE VIENI A SCATENARTI SUL CANTAUTORATO CASUALE!!
Tutta la serata è organizzata a sostegno di
No Name Kitchen!! 
22:00 SUPER KARAOKE!!
La trash migliore con la compagnia peggiore!!
 
A seguire:
< IKKI (tmc crew tribe)
<NADDEI (ex francobeat cantautorave)
<MR. ERIK (drunk’n bass)
 
AUTOGESTISCITI E CI DIVERTIAMO TUTTE!
NO FASCI, NO MACHOMAN, NO SBIRRI E SIMPATIZZANTI

Doppio appuntamento per NO NAME KITCHEN

dalle ore 19:00

Buffet Benefit e raccolta materiali per No Name Kitchen

Come ogni inverno alle porte si risente parlare della rotta balcanica e della crisi umanitaria generata dalla chiusura delle frontiere esterne dell’UE. Nel nord della Bosnia migliaia di persone rimangono imbottigliate in attesa della volta buona in cui riuscire ad arrivare in Italia. Molte di loro vivono al di fuori di ogni forma di assistenza, riparandosi in case abbandonate e trovando nella poca solidarietà un mezzo per resistere. In questa regione l’inverno è molto rigido, con temperature che arrivano a -20 e un buon paio di scarpe o anche un pasto caldo possono fare la differenza.

In questo contesto No Name Kitchen supporta le persone che vivono fuori dai campi ufficiali nella zona di Velika Kladusa, distribuendo cibo e vestiti oltre che coperte e sacchi a pelo.

Organizziamo perciò un buffet benefit e una raccolta materiali che verranno portati in Bosnia a fine mese.

In particolare servono:
-Scarpe dal 40/44
-Sacchi a pelo/coperte
-Guanti, sciarpe
-Pantaloni/tute da sci/neve
-Pantaloni
-Boxer
-Ogni abito/materiale adatto alla stagione invernale è ben accetto.

Contro tutte le frontiere
Supporta la solidarietà

Supporta No Name Kitchen
dalle ore 22:00
2812.jpg
IL 28 DICEMBRE VIENI A SCATENARTI SUL CANTAUTORATO CASUALE!!
Tutta la serata è organizzata a sostegno di
No Name Kitchen!! 
22:00 SUPER KARAOKE!!
La trash migliore con la compagnia peggiore!!
 
A seguire:
< IKKI (tmc crew tribe)
<NADDEI (ex francobeat cantautorave)
<MR. ERIK (drunk’n bass)
 
AUTOGESTISCITI E CI DIVERTIAMO TUTTE!
NO FASCI, NO MACHOMAN, NO SBIRRI E SIMPATIZZANTI

Aperitivo benefit No Borders e presentazione della rivista Mafi Mushkila

2016-02-21 no borders

Mentre gli stati europei si barricano sempre di più tra muri, fili spinati e politiche repressive, le lotte contro le frontiere si estendono a macchia d’olio ovunque. Perché i confini non sono solo nelle frontiere, ma anche in leggi e documenti, nei rastrellamenti e nei centri di detenzione, nell’assenza d’informazioni per districarsi e difendersi nella giungla ostile del razzismo quotidiano.

Anche Bologna è una frontiera. Zona di transito, zona d’approdo, zona in cui si governa tra creazione di emergenze e repressione, condite da contraddizioni che tengono in vita il sistema del profitto sulle questioni sociali.

Anche a Bologna si lotta contro tutto questo, per autogestirsi le proprie vite e superare questo meccanismo malato.

Per comprendere come sabotare tutti questi confini e i meccanismi che li tengono in piedi

DOMENICA 21 FEBBRAIO dalle 20
al csa BRIGATA 36  (via Riccione 4, Imola – BO)

Chiacchierata con attivist* della Rete NO BORDERS BOLOGNA e presentazione della rivista autoprodotta Mafi Mushkila

A SEGUIRE BUFFET BENEFIT!!

Dall’introduzione della rivista:
“Mafi mushkila, nessun problema.
È un’espressione in arabo che fin da Ventimiglia ha permesso a molti di noi di entrare in contatto con migranti in transito o con richiedenti asilo in Italia.
Non vogliamo darti alcun problema, non vogliamo darti problemi in più rispetto a quelli che già ci sono.
Sarebbe bello se il mondo si riaggiustasse così, ma purtroppo non basta: un sorriso, una stretta di mano, una manifestazione non bastano, perché nel frattempo il mondo rimane un posto difficile e la situazione continua a peggiorare.
E a cambiare: parte delle normative in vigore fino all’anno scorso sono cambiate, così come il quadro politico generale.
Un’interpretazione sbagliata può farti andare indietro di mesi, commettere errori che potrebbero avere ricadute pesanti: prima di infrangere una legge, conoscere la legge, prima di assaltare il nemico, conoscere il nemico.”

La rivista Mafi Mushkila è autoprodotta dalla rete No Borders Bologna per parlare dei diritti e della libertà di movimento per tutti/e!
Qui il link al pdf del primo numero per chi volesse dare una sbirciata:
https://noborders20miglia.noblogs.org/files/2015/09/Mafi-Mushkila_1.pdf

Aperitivo benefit No Borders e presentazione della rivista Mafi Mushkila (domenica 21/2/2016)

2016-02-21 no borders

Mentre gli stati europei si barricano sempre di più tra muri, fili spinati e politiche repressive, le lotte contro le frontiere si estendono a macchia d’olio ovunque. Perché i confini non sono solo nelle frontiere, ma anche in leggi e documenti, nei rastrellamenti e nei centri di detenzione, nell’assenza d’informazioni per districarsi e difendersi nella giungla ostile del razzismo quotidiano.

Anche Bologna è una frontiera. Zona di transito, zona d’approdo, zona in cui si governa tra creazione di emergenze e repressione, condite da contraddizioni che tengono in vita il sistema del profitto sulle questioni sociali.

Anche a Bologna si lotta contro tutto questo, per autogestirsi le proprie vite e superare questo meccanismo malato.

Per comprendere come sabotare tutti questi confini e i meccanismi che li tengono in piedi

DOMENICA 21 FEBBRAIO dalle 20
al csa BRIGATA 36  (via Riccione 4, Imola – BO)

Chiacchierata con attivist* della Rete NO BORDERS BOLOGNA e presentazione della rivista autoprodotta Mafi Mushkila

A SEGUIRE BUFFET BENEFIT!!

Dall’introduzione della rivista:
“Mafi mushkila, nessun problema.
È un’espressione in arabo che fin da Ventimiglia ha permesso a molti di noi di entrare in contatto con migranti in transito o con richiedenti asilo in Italia.
Non vogliamo darti alcun problema, non vogliamo darti problemi in più rispetto a quelli che già ci sono.
Sarebbe bello se il mondo si riaggiustasse così, ma purtroppo non basta: un sorriso, una stretta di mano, una manifestazione non bastano, perché nel frattempo il mondo rimane un posto difficile e la situazione continua a peggiorare.
E a cambiare: parte delle normative in vigore fino all’anno scorso sono cambiate, così come il quadro politico generale.
Un’interpretazione sbagliata può farti andare indietro di mesi, commettere errori che potrebbero avere ricadute pesanti: prima di infrangere una legge, conoscere la legge, prima di assaltare il nemico, conoscere il nemico.”

La rivista Mafi Mushkila è autoprodotta dalla rete No Borders Bologna per parlare dei diritti e della libertà di movimento per tutti/e!
Qui il link al pdf del primo numero per chi volesse dare una sbirciata:
https://noborders20miglia.noblogs.org/files/2015/09/Mafi-Mushkila_1.pdf

We are not going back @ Macero No

1

EVITIAMO LA DEVASTAZIONE DELLE INTELLIGENZE COLLETTIVE
SALVIAMO I LIBRI DAL MACERO!

30-31 ottobre, 1 novembre 2015
MACERO NO @ CSA BRIGATA 36
3 giorni di incontri, concerti e tanti libri !!!

Ogni giornata banchetto dei libri della campagna Macero NO scontatissimi a 4 €

>>>   IL PROGETTO MACERO NO
Nel 2014 nasce il progetto #maceroNo, a cui ora aderiscono numerose case editrici indipendenti (DeriveApprodi, Alegre edizioni, Elèuthera, ed altre ancora); l’intenzione era quella di dotarsi di uno strumento per criticare la condizione attuale del sistema editoriale italiano, che viaggia ormai ai ritmi accelerati del turbocapitalismo.
Scompaiono sempre più librerie indipendenti, contemporaneamente si accresce e si diffonde il potere delle librerie di catena che fanno capo a grandi gruppi editoriali che controllano numerosi giornali e marchi editoriali. Questi marchi producono decine, centinaia di novità al mese. Per mantenersi un minimo di visibilità, quindi, gli editori indipendenti sono costretti   produrre continuamente delle “novità”, a rivoluzionare continuamente il loro catalogo con la speranza di poter risultare visibile in questi poli librari di catena.
Ma l’obsolescenza del libro è così rapida che dopo qualche mese, ed è già una previsione ottimistica, il libro scompare completamente dagli scaffali: viene mandato in resa all’editore per far posto a una nuova ondata di merci marchiate “grandi gruppi”.
La visibilità degli editori che non fanno parte di questi gruppi diminuisce vertiginosamente, e lo spazio per la cultura critica diventa sempre più esiguo. A loro restano solo i magazzini pieni di libri con pochi mesi di età ma già obsoleti, già dimenticati dal mercato. Prodotti genuini della cultura indipendente che vengono sottratti alla vista dei potenziali lettori.
Per molti editori non c’è altra soluzione che mandare al macero tutte le giacenze e consegnare centinaia di titoli, migliaia di libri frutto di tantissimo lavoro, all’oblio. #maceroNo è nato per contrastare questa tendenza: arrestare questo meccanismo di impoverimento delle intelligenze collettive, salvare i libri, e il loro contenuto critico e di qualità, dall’oblio del macero.
#maceroNo è nato per lottare contro l’impoverimento culturale che attanaglia le intelligenze del nostro Paese, per difendere e rivitalizzare la produzione indipendente e di qualità, per riaffermare un discorso critico.
A un anno dalla prima edizione, il progetto ha registrato un enorme e inatteso successo di pubblico. Oltre 50 iniziative in quattro mesi, migliaia di libri movimentati, migliaia di lettori che hanno scoperto testi altrimenti introvabili. Tutto questo a un prezzo popolare. Il progetto #maceroNo è stato reso possibile dalla rete delle strutture degli spazi sociali e delle associazioni culturali indipendenti, che hanno realizzato i vari eventi della campagna.
Vogliamo riprendere e rilanciare il progetto #maceroNo, rafforzando la rete degli editori indipendenti e costruendo dei veri e propri presidi anti-macero diffusi sul territorio. Per intensificare la nostra presenza e accrescere il nostro discorso critico rispetto allo stato presente del mercato editoriale.

https://infodocks.wordpress.com/macerono/
https://www.facebook.com/Macero-NO-1402778476644371/timeline/

>>>   DOMENICA 1 NOVEMBRE
Ore 18: apertura Macero No
Ore 20.30: WE ARE NOT GOING BACK

Incontro con attivisti/e No Border e di Imola Antifascista per raccontare le lotte e l’esperienza del presidio di Ventimiglia.
Il presidio permanente No Border di Ventimiglia nasce l’11 Giugno, quando un gruppo di migranti per resistere a uno sgombero trova rifugio sugli scogli, riuscendo così ad evitare l’identificazione e continuare a lottare per la propria libertà.
Da allora reti di solidarietà si sono mosse dai diversi territori organizzandosi per costruire un laboratorio permanente di convivenza e di resistenza alla politiche repressive, che si manifestano in varie forme sui territori di confine.
Da Lampedusa a Calais passando per Ventimiglia, i popoli migranti vivono quotidianamente l’impossibilità di spostarsi liberamente attraverso l’Europa, alla ricerca di una vita che esuli dalla mera sopravvivenza.
Il presidio ha ospitato soggettività ed individualità diverse provenienti da realtà ed esperienze differenti, accomunate dal desiderio di opporsi fortemente alle logiche di potere discriminatorie per rivendicare il diritto alla mobilità, non solo per i migranti, ma per tutti quelli che quotidianamente vedono minacciata o limitata la propria libertà.

http://noborders20miglia.noblogs.org/

A seguire proiezione del film-inchiesta sulla strage di Lampedusa:
“Lampedusa 3 Ottobre, I GIORNI DELLA TRAGEDIA”
Il 3 ottobre del 2013 a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa vicinissimo al porto, una barca naufragava con a bordo 540 persone circa, la maggior parte di nazionalità eritrea, provocando 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti. Pochi giorni dopo la tragedia veniva votato in larga maggioranza al Parlamento Europeo “Eurosur”, un sistema di sorveglianza delle frontiere marittime e terrestri dell’Ue con uso di droni. In pochi mesi veniva lanciata la missione militare Mare Nostrum, alla quale avrebbero fatto seguito le missioni Triton e Mos Maiorum.
Da quella data, le istituzioni ed i media con la RAI in testa, stanno cercando di occultare quello che è accaduto veramente in quei giorni costruendo una narrazione dei fatti che tende ad assolvere le forze preposte ai salvataggi e a screditare i soccorritori. Inoltre, come ogni anno, il 3 ottobre 2015 Lampedusa sarà teatro di una nuova commemorazione finanziata da istituzioni italiane ed europee e dalle forze militari italiane.
Il documentario vuole raccontare la vera storia della tragedia, per opporsi alle passerelle istituzionali che hanno lo scopo di occultare i crimini europei in materia di migrazione, per denunciare la progressiva militarizzazione di Lampedusa e del Mediterraneo e per aprire le indagini per mancato soccorso per la strage del 3 ottobre 2013.

https://askavusa.wordpress.com/

 2015-10 macero no def

MACERO NO – salvaguardiamo la bibliodiversità! (da venerdì 30/10 a domenica 1/11)

2015-10 macero no def

EVITIAMO LA DEVASTAZIONE DELLE INTELLIGENZE COLLETTIVE
SALVIAMO I LIBRI DAL MACERO!

30-31 ottobre, 1 novembre 2015
MACERO NO @ CSA BRIGATA 36
3 giorni di incontri, concerti e tanti libri !!!

Ogni giornata banchetto dei libri della campagna Macero NO scontatissimi a 4 €

>>>   IL PROGETTO MACERO NO
Nel 2014 nasce il progetto #maceroNo, a cui ora aderiscono numerose case editrici indipendenti (DeriveApprodi, Alegre edizioni, Elèuthera, ed altre ancora); l’intenzione era quella di dotarsi di uno strumento per criticare la condizione attuale del sistema editoriale italiano, che viaggia ormai ai ritmi accelerati del turbocapitalismo.
Scompaiono sempre più librerie indipendenti, contemporaneamente si accresce e si diffonde il potere delle librerie di catena che fanno capo a grandi gruppi editoriali che controllano numerosi giornali e marchi editoriali. Questi marchi producono decine, centinaia di novità al mese. Per mantenersi un minimo di visibilità, quindi, gli editori indipendenti sono costretti   produrre continuamente delle “novità”, a rivoluzionare continuamente il loro catalogo con la speranza di poter risultare visibile in questi poli librari di catena.
Ma l’obsolescenza del libro è così rapida che dopo qualche mese, ed è già una previsione ottimistica, il libro scompare completamente dagli scaffali: viene mandato in resa all’editore per far posto a una nuova ondata di merci marchiate “grandi gruppi”.
La visibilità degli editori che non fanno parte di questi gruppi diminuisce vertiginosamente, e lo spazio per la cultura critica diventa sempre più esiguo. A loro restano solo i magazzini pieni di libri con pochi mesi di età ma già obsoleti, già dimenticati dal mercato. Prodotti genuini della cultura indipendente che vengono sottratti alla vista dei potenziali lettori.
Per molti editori non c’è altra soluzione che mandare al macero tutte le giacenze e consegnare centinaia di titoli, migliaia di libri frutto di tantissimo lavoro, all’oblio. #maceroNo è nato per contrastare questa tendenza: arrestare questo meccanismo di impoverimento delle intelligenze collettive, salvare i libri, e il loro contenuto critico e di qualità, dall’oblio del macero.
#maceroNo è nato per lottare contro l’impoverimento culturale che attanaglia le intelligenze del nostro Paese, per difendere e rivitalizzare la produzione indipendente e di qualità, per riaffermare un discorso critico.
A un anno dalla prima edizione, il progetto ha registrato un enorme e inatteso successo di pubblico. Oltre 50 iniziative in quattro mesi, migliaia di libri movimentati, migliaia di lettori che hanno scoperto testi altrimenti introvabili. Tutto questo a un prezzo popolare. Il progetto #maceroNo è stato reso possibile dalla rete delle strutture degli spazi sociali e delle associazioni culturali indipendenti, che hanno realizzato i vari eventi della campagna.
Vogliamo riprendere e rilanciare il progetto #maceroNo, rafforzando la rete degli editori indipendenti e costruendo dei veri e propri presidi anti-macero diffusi sul territorio. Per intensificare la nostra presenza e accrescere il nostro discorso critico rispetto allo stato presente del mercato editoriale.

https://infodocks.wordpress.com/macerono/
https://www.facebook.com/Macero-NO-1402778476644371/timeline/

>>>   IL PROGRAMMA DELLE GIORNATE

30>>>   VENERDÌ 30 OTTOBRE
Ore 20: apertura Macero No
Ore 21: live JUNKFOOD

Una delle realtà più irregolari, inventive ed interessanti della scena indipendente italiana, tra tessiture jazz, avant rock, sperimentali, psichedeliche.

La band nasce nel luglio del 2007. Il background musicale estremamente eterogeneo dei singoli componenti ha fin dall’inizio orientato i Junkfood a cercare di proporre una sintesi tra generi molto diversi tra loro: post-rock strumentale, prog, ambient, jazz, funk, il tutto masticato e riproposto attraverso un sound coerente ed originale.
Dal 2007, anno in cui il gruppo vince il primo premio del Concorso del Festival delle Arti di Bologna nella sezione Jazz, i Junkfood suonano in diversi club e festival italiani.
Nel 2009 vincono il primo premio nella Sezione gruppi al Concorso nazionale “Chicco Bettinardi” Nuovi talenti del jazz italiano indetto dal Piacenza jazz club.
Nel 2010, su commissione del Cineclub “Il Raggio Verde” di Faenza, scrivono la colonna sonora del film “Dementia” (1955) del regista americano John Parker. Il lavoro viene presentato attraverso la sonorizzazione dal vivo della pellicola in occasione dell’ultima serata della rassegna cinematografica “Sperduti nel buio” organizzata dal cineclub stesso e riproposto al Leoncavallo di Milano nell’ambito della rassegna “Soundciak”. Seguono altre dieci repliche dello spettacolo che riscuote grandi consensi come a Lugo Contemporanea (Festival gestito da John De Leo). Da Novembre 2010 sono stati selezionati da Stefano Battaglia per partecipare al suo Laboratorio di ricerca musicale presso l’associazione Siena Jazz.
Per Aprile 2011 è prevista la loro prima uscita discografica per l’etichetta TROVAROBATO/PARADE (Enrico Gabrielli, Hobocombo).
I componenti della band suonano e hanno collaborato a vario titolo con band e artisti quali, Yuppie flu, Mariposa, Calibro 35, Wu Ming.

www.junkfood4et.com

31>>>   SABATO 31 OTTOBRE
Ore 15: apertura Macero No
Ore 17: “IL SOLE CONTRO – 7 luglio 1960 Reggio Emilia”

Il 7 luglio 1960 Reggio Emilia fu teatro di una dura repressione delle forze dell’ordine in cui persero la vita cinque lavoratori. La polizia del governo Tambroni (Democrazia Cristiana con l’appoggio esterno dei neofascisti del Movimento Sociale Italiano) sparò su una folla di manifestanti inermi uccidendo cinque operai: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli.
Il documentario, realizzato in crowdfunding, è un’inchiesta per fare luce su quei fatti grazie alle voci e alle testimonianze di chi era in piazza quel giorno; è realizzato da Bébert Edizioni e Indygroundfilm, per la regia di Giuliano Bugani, ed impreziosito dalle musiche dei Giardini di Mirò. Ad esso si accompagna un libro, sempre sul 7 luglio 1960, scritto da Giancarlo Scarpari.

Dalle parole degli autori e delle autrici
Perchè “Il sole contro”…
“Abbiamo iniziato a girare a settembre, era ancora caldo, troppo per essere a fine estate. Quella mattina incontrammo Silvano Franchi, il fratello di Ovidio, quest’ultimo deceduto in piazza il 7 luglio ’60 sotto al fuoco della Celere. Eravamo tutti molto tesi ed emozionati. Per tutta la mattina il sole era contro di noi, era in alto, arroventava tutto. Quando le riprese sono finite, molti di noi si sono chiesti come avessero fatto a luglio i manifestanti e la polizia a vedere chi avevano davanti, visto il sole che c’è a settembre in quella piazza senza alberi, arsa dalla randa del sole. Anche perché in quella piazza, se si scappa dalla polizia, il sole è proprio contro gli occhi, non riesci a vedere bene. Il titolo è venuto così, da sé: “Il sole contro” appunto. A un certo momento, Daniele Marzeddu l’ha detto e a tutti è sembrato che calzasse a pennello. Un’immagine per spiegare sia una situazione di luce avversa, sia per palesare la situazione in piazza: quel giorno lo Stato, come il sole, era contro.”
Perché fare un documentario sulla strage di Reggio Emilia…
“Per approfondire e sviluppare un discorso sulla memoria storica, che è nostra intenzione restituire alle nuove generazioni in modo che non si dimentichi il passato…perché il 7 luglio 1960 è di tutti!”

http://www.bebert.it/
http://www.indygroundfilm.com/
https://www.facebook.com/Il-Sole-Contro-7-luglio-1960-Reggio-Emilia-503211276457181/timeline/

1>>>   DOMENICA 1 NOVEMBRE
Ore 18: apertura Macero No
Ore 20.30: WE ARE NOT GOING BACK

Incontro con attivisti/e No Border e di Imola Antifascista per raccontare le lotte e l’esperienza del presidio di Ventimiglia.
Il presidio permanente No Border di Ventimiglia nasce l’11 Giugno, quando un gruppo di migranti per resistere a uno sgombero trova rifugio sugli scogli, riuscendo così ad evitare l’identificazione e continuare a lottare per la propria libertà.
Da allora reti di solidarietà si sono mosse dai diversi territori organizzandosi per costruire un laboratorio permanente di convivenza e di resistenza alla politiche repressive, che si manifestano in varie forme sui territori di confine.
Da Lampedusa a Calais passando per Ventimiglia, i popoli migranti vivono quotidianamente l’impossibilità di spostarsi liberamente attraverso l’Europa, alla ricerca di una vita che esuli dalla mera sopravvivenza.
Il presidio ha ospitato soggettività ed individualità diverse provenienti da realtà ed esperienze differenti, accomunate dal desiderio di opporsi fortemente alle logiche di potere discriminatorie per rivendicare il diritto alla mobilità, non solo per i migranti, ma per tutti quelli che quotidianamente vedono minacciata o limitata la propria libertà.

http://noborders20miglia.noblogs.org/

A seguire proiezione del film-inchiesta sulla strage di Lampedusa:
“Lampedusa 3 Ottobre, I GIORNI DELLA TRAGEDIA”
Il 3 ottobre del 2013 a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa vicinissimo al porto, una barca naufragava con a bordo 540 persone circa, la maggior parte di nazionalità eritrea, provocando 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti. Pochi giorni dopo la tragedia veniva votato in larga maggioranza al Parlamento Europeo “Eurosur”, un sistema di sorveglianza delle frontiere marittime e terrestri dell’Ue con uso di droni. In pochi mesi veniva lanciata la missione militare Mare Nostrum, alla quale avrebbero fatto seguito le missioni Triton e Mos Maiorum.
Da quella data, le istituzioni ed i media con la RAI in testa, stanno cercando di occultare quello che è accaduto veramente in quei giorni costruendo una narrazione dei fatti che tende ad assolvere le forze preposte ai salvataggi e a screditare i soccorritori. Inoltre, come ogni anno, il 3 ottobre 2015 Lampedusa sarà teatro di una nuova commemorazione finanziata da istituzioni italiane ed europee e dalle forze militari italiane.
Il documentario vuole raccontare la vera storia della tragedia, per opporsi alle passerelle istituzionali che hanno lo scopo di occultare i crimini europei in materia di migrazione, per denunciare la progressiva militarizzazione di Lampedusa e del Mediterraneo e per aprire le indagini per mancato soccorso per la strage del 3 ottobre 2013.

https://askavusa.wordpress.com/

ORDINE DEL GIORNO SU VENTIMIGLIA CHE IL BRIGATA 36 PROPONE AL CONSIGLIO COMUNALE

A seguito dell’ordine del giorno promosso da consiglieri/e del gruppo del Partito Democratico contro le violenze sui richiedenti asilo subite in Ungheria, recentemente approvato in consiglio comunale, ci preme evidenziare quanto successo a Ventimiglia negli ultimi giorni.
I/le migranti e i/le solidali del presidio No Border sono stati più volte minacciati e manganellati, si sono represse manifestazioni per chiedere la libertà di movimento con un uso spropositato e ingiustificato delle Forze dell’Ordine, il presidio è stato sgomberato e numerosi fogli di via sono stati dati ai/alle solidali per allontanarli/e da Ventimiglia.
La situazione repressiva a Ventimiglia non ci sembra molto differente da quella ungherese denunciata nell’ordine del giorno. I parallelismi tra le due vicende si sprecano e pertanto abbiamo ripreso lo stesso ordine del giorno, apportandovi delle semplici modifiche dovute alla diversa posizione geografica e alle diverse Istituzioni richiamate, e siamo sicuri che anche questa proposta su quanto successo a Ventimiglia verrà presentata e approvata in consiglio comunale.
O i/le consiglieri/e che l’hanno promossa e approvata sono solidali solo con i/le migranti degli altri Paesi?
csa Brigata 36

Qui sotto l’ordine del giorno originale e di seguito la versione su Ventimiglia che proponiamo

odg originale odg proposto dal brigata 36

Per ulteriori approfondimenti rimandiamo anche al report scritto da Imola Antifascista che ospitiamo nel nostro sito

http://www.brigata36.it/2015/10/no-border-no-nation-stop-deportation/

NO BORDER, NO NATION, STOP DEPORTATION !

Lo scorso fine settimana alcune militanti del collettivo Imola Antifascista si sono recate a Ventimiglia per portare generi di prima necessità e solidarietà ai/alle migranti in lotta per il diritto di movimento.
Questo comunicato è un resoconto della loro esperienza.

__________________________________________________________
NO BORDER, NO NATION, STOP DEPORTATION !
L’esperienza di Ventimiglia nasce sugli scogli, dai migranti a cui viene negato il diritto di muoversi liberamente. Si mobilita una rete di solidarietà fortissima e da qui si comincia a costruire un presidio permanente, dove si sviluppa un’esperienza di convivenza, incontro, autogestione e resistenza.
Hanno sgomberato fisicamente il presidio ma non sono sicuramente riusciti a spezzare quel legame e quella determinazione, la voglia ai migranti di passare i confini e agli attivisti e alle attiviste di battersi insieme agli shebab (compagni) perché queste frontiere non esistano più.
Il presidio (permanente o meno) NoBorder ha lasciato il segno, ha creato legami forti, ha lanciato un’idea che non muore con la violenza di Stato rappresentata dalle frontiere mobili (la polizia).
In soli due giorni passati fianco a fianco con loro, nonostante la spossatezza di una settimana difficile e la precarietà della sistemazione nella stazione, si è sentito potente lo spirito di coesione e voglia di lottare.
Un’assemblea orizzontale, un’assemblea con i migranti e non per i migranti, al punto che senza gli shebab, reclusi (di fatto, visto lo schieramento di celere presente dalla mattina di sabato a presidiare l’ingresso della CRI) e spaventati dall’ingente spiegamento di polizia, si è deciso di non fare il corteo lanciato per domenica 4 ottobre. Perché un corteo per i compagni rifugiati non è la stessa cosa che fare un corteo insieme a loro, fianco a fianco come si è sempre fatto nei 4 mesi di presidio permanente a Ponte San Ludovico.
La giornata del 4 ottobre si è comunque svolta nel migliore dei modi. L’assemblea è stata la forma più forte per rispondere alla becera repressione delle forze dell’ordine, che hanno circondato la stazione tutto il tempo e anche il giorno prima, con uno schieramento numericamente imbarazzante di polizia, carabinieri e finanza (meglio non pensare a quanti soldi pubblici sono stati spesi per la loro inutile presenza!).
Ma la volontà di interrompere questa esperienza, in quanto esempio e prova della possibilità di concepire diversamente la migrazione e l’integrazione, non si è fatta attendere. Poco dopo le 20:00, la celere ha caricato i NoBorder, inseguendoli nelle vie della città e creando un clima di terrore. Le solite infami modalità: feriti, denunce e fogli di via.
Esprimiamo la nostra solidarietà a tutto il presidio, a chi partirà nonostante tutto, a chi continuerà questa lotta con modi e mezzi creativi, a chi per colpa di un foglio di via dovrà star lontano/a da Ventimiglia ma lotterà comunque lungo le frontiere che non sono solo tra uno Stato e l’altro, a chi ha resistito sugli scogli, a chi la sera del 4 ottobre si è preso manganellate gratuite e infami.
Ringraziamo tutti/e i/le solidali che hanno contribuito alla raccolta materiali: la solidarietà è stata tale che siamo partiti con una macchina stracarica senza riuscire a portare tutto con noi direttamente a Ventimiglia, consegnando poi il resto ad attivisti/e No Border.

La lotta non si arresta
per chi non ha frontiere in testa!
Police, police, let’s Farro go Paris!

Imola Antifascista

ia