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Picchetto antisfratto a Medicina (giovedì 28/08/2014)

Stamattina a Medicina, comune del circondario imolese, picchetto e volantinaggio dello Sportello Antisfratto di Imola contro l’ennesimo sfratto per morosità incolpevole.
Lo sfratto è stato rinviato, ma sono sempre più urgenti, a Medicina come altrove, misure concrete contro il problema dell’emergenza abitativa.
LA CASA E’ UN DIRITTO !
CONTRO GLI SFRATTI REAGISCI E LOTTA !

28agosto

Picchetto antisfratto del 20 giugno ed emergenza abitativa a Imola

20giugno

La mattina del 20 giugno lo Sportello Antisfratto di Imola, insieme alla Rete di Lotta per la Casa dell’Emilia Romagna, ha ottenuto il rinvio dell’ennesimo sfratto per morosità incolpevole di una famiglia con minore di pochi mesi. La soluzione individuata insieme ai servizi sociali, che ha permesso la proroga dello sfratto, è risultata essere quella che già da un mese, peraltro, proponevamo alle istituzioni senza ricevere risposte adeguate.

Tutto bene quindi? Assolutamente no! Non solo perché la soluzione trovata è comunque provvisoria e non fa altro che rimandare il problema, ma soprattutto perché di casi del genere ce ne sono sempre di più e le istituzioni non capiscono o non vogliono capire la gravità della situazione.

Gli sfratti sono in aumento, i soldi pubblici stanziati per risolvere la situazione non sono sufficienti e non vengono investiti per garantire un tetto a chiunque ne abbia necessità. La crisi economica ha colpito fortemente anche la nostra città: aziende, anche grosse e da anni presenti sul territorio (ad esempio la Cooperativa Ceramica, la 3elle, l’ex Cognetex, Mercatone Uno, la Cesi, la Recintex, ecc..), stanno chiudendo, riducendo il personale, usando una cassa integrazione ormai agli sgoccioli, il tutto condito da stipendi non pagati da mesi. La mancanza di lavoro, e dunque di reddito, si ripercuote immediatamente sulla possibilità di garantirsi una casa. Infatti, la maggior parte degli sfratti avviene per morosità incolpevole, ovvero per l’impossibilità di pagare un affitto (che è generalmente troppo alto rispetto allo stipendio).

Il vicesindaco Visani, responsabile dell’assessorato alle politiche sociali, si è negato venerdì per la terza volta consecutiva in tre giorni alla nostra richiesta di incontro, evitando di discutere non solo delle situazioni emergenziali che richiedono risposte concrete e immediate, ma anche di affrontare in maniera strutturale quella che ormai è una situazione esplosiva per colpa dell’inattività delle istituzioni.

Lunedì prossimo un’altra famiglia, già privata della casa, rischia di finire sulla strada se non si riuscirà a trovare una sistemazione idonea; soluzioni temporanee e a stento sostenibili sono causa di inutile sperpero di denaro pubblico, quando si potrebbero investire con più lungimiranza quelle stesse risorse per far sì che a chiunque venga garantito il diritto alla stabilità abitativa e alla dignità.

Le conseguenze di queste politiche non riguardano solo le famiglie in emergenza abitativa, ma coinvolgono l’intera comunità: investire le risorse pubbliche per il benessere collettivo è responsabilità delle istituzioni, in particolar modo di chi ha la delega al welfare.

Ma all’Amministrazione Comunale chiediamo anche di implementare politiche abitative che consentano alle fasce sociali più deboli di vedersi riconosciuto il diritto alla casa. Abbiamo già sottoposto all’attenzione dell’Amministrazione Comunale, attraverso un progetto di autorecupero, la possibilità di rendere abitabili le case vuote e inutilizzate con dei lavori non strutturali che gli inquilini si incaricherebbero di compiere direttamente, ed evidenziamo la necessità di un immediato blocco degli sfratti e di riutilizzo degli immobili sfitti e abbandonati.

Sportello Antisfratto di Imola

 

Comunicato sul picchetto antisfratto di martedì 10/12/2013

Stamattina, 10 dicembre 2013, il C.S.A. Brigata 36 e il sindacato AS.I.A.-U.S.B. con il supporto del  Network Antagonista Imolese, dell’Associazione Trama di Terre e di altre persone sentitesi coinvolte, hanno presidiato davanti all’abitazione di una famiglia sotto sfratto in Piazza del Duomo, 4. L’abitazione, di proprietà della Diocesi di Imola, è in condizioni malsane, con le pareti completamente annerite dalla muffa. Anche se siamo stupiti/e che la Diocesi alloggi le persone in case del genere, comprendiamo perfettamente che molte famiglie accettino simili condizioni pur di non rimanere senza un tetto.

Il picchetto era finalizzato ad evitare l’esecuzione dello sfratto che, grazie alla presenza di una ventina di persone solidali, è stato rinviato a fine gennaio.

Naturalmente l’obiettivo di noi presenti non era il rinvio: quello che vogliamo è far sì che la famiglia abbia una soluzione abitativa non precaria, dignitosa, senza che il loro nucleo familiare venga necessariamente diviso.

La soluzione prospettata dalle istituzioni è, come sempre la medesima, ossia sistemare per un periodo limitato madre e bambini presso una struttura e lasciare il padre abbandonato a se stesso.

Ci chiediamo perché delle persone debbano ritrovarsi in mezzo alla strada oppure sballottate tra una struttura e l’altra quando a Imola ci sono più di cento case comunali sfitte, vuote e pronte per essere abitate.

La questione abitativa è pressante, infatti, anche nel nostro comune, la chiusura di numerose aziende, la crisi economica e l’aumento degli affitti in seguito alla liberalizzazione degli stessi, ha messo in ginocchio moltissime persone. Recentemente l’ACER ha costruito in zona Montericco una palazzina con alloggi popolari e nel totale silenzio e disinteresse dell’amministrazione comunale, ne ha messi in vendita una parte. Dunque è più importante lucrare sui diritti fondamentali delle persone, come quello all’abitare, piuttosto che garantire che tutti/e abbiano un tetto sulla testa.

Se la crisi economica rende la nostra vita sempre più difficile, le istituzioni la distruggono letteralmente: davanti ad amministrazioni locali e nazionali prive della volontà stessa di bloccare gli sfratti e predisporre fondi a sostegno delle politiche abitative, saremo sempre più persone a perdere i nostri diritti basilari.

Ci stiamo organizzando per schierarci a fianco di chi è minacciato/a dagli sfratti con ogni metodo di lotta, rivolgendoci direttamente all’amministrazione comunale affinché si assuma la responsabilità che il proprio ruolo le impone.

c.s.a. Brigata 36

Troppa gente senza casa, troppe case senza gente! Picchetto antisfratto martedì 10/12/2013

Martedì 10 dicembre alle ore 8.00 gli attivisti di AS.I.A. USB e del centro sociale Brigata 36 saranno a Imola, in piazza del Duomo 4, per bloccare uno sfratto per morosità. Questo problema, dilagante in tutta Italia, colpisce ogni anno centinaia di migliaia di famiglie, che, colpite dalla perdita del lavoro, dal rincaro delle tariffe, dalla privatizzazione dei servizi non riescono più a sostenere un affitto. La legge sul mercato degli affitti, unita all’inadeguatezza delle politiche abitative che le Amministrazioni Locali possono mettere a disposizione, porta tantissime persone a vivere in una situazione di precarietà abitativa, fatta da strutture dei servizi sociali, ospitalità da conoscenti, nuclei famigliari costretti a dividersi.

Ma durante questi mesi abbiamo provato a cambiare la rotta. Il 18 e il 19 ottobre a Roma, il 29 e 30 novembre con manifestazioni in tante città d’Italia, abbiamo richiesto al Governo e alle Amministrazioni Locali il blocco degli sfratti e l’utilizzo di fondi a sostegno delle politiche abitative.
In piazza del Duomo martedì 10 dicembre un nucleo familiare subirà uno sfratto: con l’Amministrazione Comunale impossibilitata a trovare soluzioni, ci opporremmo all’esecuzione dello stesso.

Troppa gente senza casa, troppe case senza gente. Per noi è ora di dire basta.

AS.I.A. USB

BRIGATA 36