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Poletti e Farinetti contestati a Imola. NO JOBS ACT! (sabato 15/11/2014)

image3Oggi a Imola, insieme ad altri/e precari e precarie, ci siamo mobilitati di fronte al teatro Stignani dove si è tenuto un convegno con ospiti l’imprenditore Oscar Farinetti e il ministro del lavoro Giuliano Poletti.
Abbiamo contestato le politiche di chi vuole aumentare la precarietà e lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici. Le riforme strutturali di cui questi personaggi si riempiono la bocca non sono altro che una serie di misure aventi lo scopo di aumentare ancora di più la precarietà lavorativa ed esistenziale delle classi subalterne: mentre Farinetti fa ampio uso di contratti ultra-precari cercando di dividere i lavoratori tra di loro, Poletti si impegna affinché questo diventi il modello per tutto il mondo del lavoro.
Abbiamo volantinato contro il Jobs Act, l’ennesimo strumento con cui la classe padronale porta avanti il suo modello di precarietà diffusa al fine di indebolire le lotte del mondo del lavoro e massimizzare i profitti. Abbiamo infine espresso solidarietà a tutti/e i/le licenziati/e e cassintegrati/e, ricordando come la giunta guidata dal PD imolese abbia intitolato una rotonda proprio ai “Lavoratori ingiustamente licenziati”, mentre lo stesso PD ha votato compattamente proprio l’abrogazione di fatto dell’Articolo 18 che tutela(va) questi ultimi!
Poletti, cercando di evitare l’accoglienza che si meritava e protetto dalla celere, è entrato da un ingresso laterale, mentre successivamente dalla celere abbiamo subito l’ennesima provocazione, quando una volta finita la manifestazione hanno cercato di trattenerci per alcuni minuti senza nessuna reale motivazione.
Non siamo e non saremo mai complici di chi ci toglie i diritti, di chi ci vuole ancora più sfruttati, di chi non solo precarizza il lavoro, ma anche le nostre vite!

Contro la precarietà e lo smantellamento dei diritti!
Casa, reddito e dignità per tutti/e!

csa Brigata 36

Contestazione a Poletti e Farinetti: i volantini distribuiti (sabato 15/11/2014)

POLETTI E FARINETTI: LE DUE BRUTTE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA!

La politica di smantellamento dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici messa in atto dal Governo Renzi e dal suo Ministro del Lavoro Poletti è strumentale agli interessi della Confindustria, oggi ben rappresentata da Oscar Farinetti, patron di Eataly nonché assiduo frequentatore della Leopolda renziana. Non ci stupisce infatti vedere Poletti e Farinetti così affini tra loro, dal momento che sono in combutta nell’eseguire quelle “riforme strutturali” richieste dalla tecnocrazia europea e finalizzate alla distruzione di ogni residuale conquista che il movimento operaio e femminista ha ottenuto con un grande ciclo di lotte che ha dato vita, tra l’altro, allo Statuto dei diritti dei lavoratori. Le riforme strutturali di cui questi personaggi si riempiono la bocca non sono altro che una serie di misure aventi lo scopo di aumentare ancora di più la precarietà lavorativa ed esistenziale delle classi subalterne: mentre Farinetti fa ampio uso di contratti ultra-precari cercando di dividere i lavoratori tra di loro, Poletti si impegna affinché questo diventi il modello per tutto il mondo del lavoro.

Il JOBS ACT è l’ennesimo strumento con cui la classe padronale porta avanti il suo modello di precarietà diffusa al fine di indebolire le lotte del mondo del lavoro e massimizzare i profitti. Esso infatti ha liberalizzato ancor di più il contratto di apprendistato, per rifornire le imprese di manodopera “usa e getta” a basso costo; ha sancito la possibilità di assumere i lavoratori a tempo determinato senza causale, ovvero senza dover giustificare la natura temporanea del rapporto di lavoro; ha camuffato, sotto il “contratto a tutele crescenti”, un meccanismo tale per cui le aziende potranno decidere se prorogare o meno il contratto a tempo determinato fino a ben 8 volte in 3 anni per instaurare un vero e proprio regime di lavoro sotto ricatto permanente, dal momento che non vi è alcun obbligo di stabilizzazione! E ancora: il Jobs Act vuole cancellare sia le norme dello Statuto dei lavoratori che proibiscono la videosorveglianza dei lavoratori (si legalizza lo spionaggio!), che quelle che impediscono il demansionamento dei lavoratori e delle lavoratrici; vuole generalizzare ancor di più il ricorso ai voucher, la forma più estrema di flessibilità; vuole sferrare un altro colpo agli ammortizzatori sociali, rivedendo i tempi della cassa integrazione e la possibilità di usufruire di quello che una volta era l’assegno di disoccupazione; infine, si vogliono ridurre ancora una volta le misure a tutela della sicurezza del lavoro, rivedendo le sanzioni amministrative per le violazioni delle norme in materia di protezione del lavoro.

Farinetti sarà inoltre grato al suo amico Poletti per i suoi sforzi nello smantellare ancora di più, dopo quanto già fatto dalla Fornero, l’Articolo 18: il Governo Renzi vuole impedire la reintegra sul posto di lavoro per quei lavoratori e quelle lavoratrici ingiustamente licenziati, i/le quali dovranno accontentarsi di una somma monetaria che non potrà che declinare col tempo. Il Partito Democratico imolese ha intitolato una rotonda proprio ai “Lavoratori ingiustamente licenziati”, eppure il PD ha già votato compattamente proprio l’abrogazione dei fatti dell’Articolo 18 che tutela(va) questi ultimi!

NESSUNA COMPLICITÀ CON CHI VUOLE AUMENTARE LA PRECARIETÀ E LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO!

LICENZIAMO POLETTI E RENZI: NOI UNA GIUSTA CAUSA L’ABBIAMO!

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COS’È IL JOBS ACT

  • CONTRATTI PRECARI, PRIVI DI TUTELA E SOTTOPAGATI come forma di accesso (e permanenza) al mercato del lavoro;
  • CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI: Nei primi tre anni il lavoratore avrà un salario basso, scarse tutele previdenziali e lavorative e potrà venire licenziato in qualsiasi momento dall’azienda anche senza giusta causa: il datore di lavoro, infatti, potrà, per ben 8 volte in 3 anni, decidere se prorogare o meno il contratto, senza dover avvisare prima il lavoratore. Se questo non bastasse, il datore di lavoro potrà anche sospendere per qualche tempo il contratto, stipulandone poi uno nuovo, sempre con le 8 proroghe previste. Una volta superato il periodo di prova, questi potrebbe finalmente ottenere la stabilità del lavoratore dipendente (questa è solo un’ipotesi, perché nulla garantirà al lavoratore di essere assunto a tempo indeterminato).
  • SALARIO ORARIO MINIMO: si parla di salario orario minimo solo per quelle categorie per le quali non ne esiste uno da contratto sindacale nazionale. Con la legge attuale le categorie senza contratto sindacale avevano comunque garantito il salario minimo prendendo a riferimento i contratti delle categorie più “simili” a loro. Ora il rischio è quello del contrario… ipotizzando (quasi sicuramente) che il salario orario minimo del Jobs Act sarà più basso di quello dei contratti sindacali, non è così impensabile che, in certi casi (come nell’applicazione dell’articolo 36 della Costituzione, cioè quando si parla di retribuzione sufficiente), si potrebbe far riferimento a questo per poi poter legittimamente abbassare anche quelli, per così dire, già regolamentati.
  • DEMANSIONAMENTO: nonostante la Corte di Cassazione l’abbia dichiarato incostituzionale, il demansionamento viene qui utilizzato come strumento per accrescere il potere ricattatorio e la libertà di utilizzare discrezionalmente il lavoratore, a tutto vantaggio del datore di lavoro; infatti il “cambio di mansione” diventerà molto piu flessibile e agevole per l’azienda.
  • MATERNITÀ, GENITORIALITÀ, MALATTIA, INFORTUNIO: estendere la maternità a tutti i tipi di contratto potrebbe sembrare positivo, non fosse che grazie alla liberalizzazione dei contratti precari, il datore di lavoro potrà eludere facilmente il “problema”: questi, infatti, è libero di sospendere o non prorogare il contratto di lavoro a suo piacimento per i primi 3 anni. Questo elimina anche altri diritti come in caso di malattia o di infortunio.

Il Jobs Act è questo, ma non solo!

NON DIVENTIAMO COMPLICI DI CHI CI TOGLIE I DIRITTI, DI CHI CI VUOLE ANCORA PIÙ SFRUTTATI, DI CHI NON SOLO PRECARIZZA IL LAVORO, MA ANCHE LE NOSTRE VITE!

Contro la precarietà e lo smantellamento dei diritti. Casa, reddito e dignità per tutti/e!

Precari e precarie imolesi

CON RENZI E POLETTI PIÙ PRECARI E MENO TETTI

Testo del volantino distribuito il 17 maggio durante la contestazione fatta al ministro Poletti, intervenuto ad un comizio dal prato della Rocca di Imola.
“LA COOP SEI TU, CHI TI SFRUTTA DI PIU’?”

17maggio

CON RENZI E POLETTI PIÙ PRECARI E MENO TETTI

Come c.s.a. Brigata 36 oggi, sabato 17 maggio, siamo qui a esprimere la massima contrarietà al ministro del lavoro Poletti ed al Governo che rappresenta e che riteniamo responsabile del malessere di milioni di persone.

Questo luogo, il fossato della Rocca, è, per la nostra città, il campo di battaglia simbolico della lotta per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Infatti, da quattro anni, ospita ad ogni primo maggio, la Coppa del Precario, una giornata di sport e socialità ma soprattutto una giornata di denuncia contro il continuo peggioramento delle condizioni lavorative.

Il “Jobs Act” recentemente approvato e voluto dal Governo Renzi sotto la guida del ministro Poletti, permettendo di estendere i contratti a termine senza causale fino a 3 anni e lasciando comunque la possibilità di licenziare il lavoratore o la lavoratrice una volta terminato il rapporto, rende la precarietà una condizione di vita.

Poletti oltre che ministro della precarietà è il simbolo di quel mondo delle cooperative sempre più responsabile di situazioni di sfruttamento e di casi di corruzione. Lo abbiamo visto con i lavoratori della logistica licenziati e sfruttati alla Granarolo e all’Ikea, con i dipendenti sottopagati della Coopservice, o con le vicende legate ad Expo che hanno coinvolto il colosso Manutencoop e l’imolese Cefla.

Non riteniamo che il Jobs Act possa essere in alcun modo utile a risolvere il dramma della disoccupazione, sia sul piano nazionale che su quello locale, che pure vede numerose situazioni di criticità come la Cooperativa Ceramica di Imola dove i lavoratori si trovano in grave situazione di precarietà.

Come tutti sappiamo, la precarietà, la disoccupazione, i bassi salari, sono una delle cause che oggi in Italia determinano l’emergenza abitativa. Il governo, di cui Poletti fa parte, ha in questi giorni approvato un decreto legge che, ben lungi dal risolvere il problema, favorisce il trasferimento di risorse pubbliche nelle mani dei privati, criminalizzando chi, non avendo altra possibilità, è costretto ad occupare abusivamente un alloggio (tra l’altro l’art. 5 di questo decreto contiene palesi indizi di incostituzionalità).

È per questo che ci siamo sentiti in dovere di ribadire che chi precarizza e sfrutta non è il benvenuto, che non abbiamo intenzione di tollerare chi continua, a colpi di fiducia, a sopprimere i diritti delle persone e come sempre continueremo ad autorganizzarci perchè tutte e tutti abbiano casa, reddito e dignità.

csa Brigata 36