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SI SCRIVE “TURN OVER”, SI PRONUNCIA “SFRATTO”

Riceviamo e inoltriamo il comunicato dello Sportello Antisfratto di Imola

SI SCRIVE “TURN OVER”, SI PRONUNCIA “SFRATTO”

Prosegue la riforma dell’Acer riguardante la ridefinizione della soglia di reddito di esclusione dalla casa popolare, già approvata dalla Regione l’anno scorso e recentemente riconfermata dalla vicepresidente regionale Gualmini.

Una soglia che, nonostante le reticenze della Regione a fornire dati, verrà abbassata molto probabilmente dagli attuali 34 mila euro ad una forbice compresa tra i 20 mila e i 27 mila euro: conseguenza di tale riduzione potrebbe essere, secondo la previsione del Sunia, lo sfratto dalle case popolari di circa 800 nuclei familiari residenti nell’area della Città Metropolitana.

Sempre la Gualmini, elogiando tale politica di “turn over”, promossa tra l’altro anche dall’assessore alla casa imolese Visani, ha definito come “scelta coraggiosa” quella che altro non è che la privazione di un diritto per centinaia di famiglie.

Una vera scelta coraggiosa sarebbe quella di tornare ad investire sulle case popolari, ampliandone il numero a fronte di un’emergenza abitativa sempre più pressante.

Invece ci troviamo di fronte a ripetute svendite del patrimonio immobiliare del Comune gestito da Acer, una continua riduzione del numero di alloggi popolari che ha portato il loro numero a scendere dai 1.015 dichiarati nel 2008 ai 915 dell’anno scorso, con un calo pari al 10% del totale!

Ed è paradossale che, nonostante il perdurare della crisi per molte imprese del territorio, i recenti fallimenti tra cui spicca quello della CESI e la presenza di oltre 8.000 disoccupati nell’imolese, l’Amministrazione Comunale invece che intervenire con misure atte ad evitare che la perdita del lavoro comporti anche la perdita della casa, ha stabilito l’ulteriore cessione di alloggi ERP per 200 mila euro quest’anno e per altri 200 mila euro nel 2017. Non sarebbe forse il caso di ripensare certe scelte?

Come richiesto dalla Regione il Comune di Imola dovrebbe essere impegnato in questo periodo nella preparazione di una simulazione utile a capire quanti appartamenti ERP potrebbero liberarsi con il cosiddetto “turn over”: sarebbe interessante sapere dall’assessore Visani che situazione si prospetta nell’imolese in base alle statistiche dei redditi dichiarati da chi vive in alloggio popolare, e sapere anche se gli inquilini a rischio sfratto sono stati informati di cosa potrebbe accadere loro da qui a breve.

Diritto alla casa per tutti/e!

Sportello Antisfratto di Imola

 

IL DIRITTO ALLA CASA NON E’ UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO!

Riceviamo e inoltriamo il comunicato dello Sportello Antisfratto di Imola

IL DIRITTO ALLA CASA NON E’ UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO!

A Imola lunedì 18 gennaio 2016 è stato eseguito un altro sfratto con un esagerato spiegamento di forze dell’ordine (almeno una dozzina di agenti). Lo sfratto, come succede nella stragrande maggioranza dei casi, era per morosità incolpevole. “Incolpevole” lo dice la legge, ma nelle pratiche, nelle modalità con cui i rappresentanti delle istituzioni si rivolgono a chi subisce lo sfratto, sembra quasi che se la sia andata a cercare di ritrovarsi senza lavoro, senza reddito e impossibilitato a pagare l’affitto. Poco importa se fino a che hai avuto un lavoro per 15 anni hai abitato in quella casa e hai sempre regolarmente pagato l’affitto, se oggi non puoi farlo allora sei uno che non si impegna abbastanza per trovare un altro lavoro o a cercare un’altra sistemazione.

In due ore di resistenza allo sfratto, all’inquilino è stato vietato di far entrare in casa i/le solidali dello Sportello Antisfratto, si è sentito rivolgere promesse poi ovviamente verificatesi infondate, con lo scopo di farlo uscire di casa con l’inganno. Perchè per due ore sia le forze dell’ordine che l’ufficiale giudiziario hanno assicurato all’inquilino che i servizi sociali avevano pronta una soluzione per lui, si trattava solo di uscire dalla casa e andare ad accettare tale soluzione.

Quando le promesse non bastavano più è arrivata la minaccia dell’uso della forza con annesse minacce di denunce per resistenza a pubblico ufficiale. L’inquilino ha dovuto lasciare la casa in cui ha abitato per molti anni, ben consapevole
che la soluzione tanto millantata sarebbe stata ridicola e inutile. Infatti ha ottenuto due giorni in un albergo e poi sarà per strada. Perchè se hai 52 anni, nessun figlio minore, non sei moribondo o non sei anziano (citiamo qui i rappresentanti delle istituzioni), non hai diritto a nessun supporto da parte dello Stato a cui hai versato tasse per tutti gli anni in cui hai lavorato (e se appartieni alle altre categorie elencate ne avresti diritto, ma in ogni caso il sostegno raramente arriva).

Lo Sportello Antisfratto ha scelto di sostenere con la lotta tutti coloro che affrontano il dramma di rimanere senza una casa, consapevoli che la casa sia un diritto che si abbia o meno un lavoro, che si viva in una famiglia con dei figli, un anziano, o che si viva da soli. Nonostante il clima intimidatorio che si è creato, andremo avanti a rivendicarlo e a lottare perchè sempre più persone divengano consapevoli del fatto che i diritti non vanno meritati, che finchè ci sono case vuote e persone senza casa, palazzinari con decine di appartamenti e persone senza casa, Comuni che svendono alloggi popolari e persone senza casa, c’è qualche conto che non torna.

Sportello Antisfratto di Imola

A Massa Lombarda il problema casa esiste (martedì 29/12/2015)

Riportiamo il volantino distribuito dallo Sportello Antisfratto a Massa Lombarda

2015-12-29 problema casa a massa lombarda

A Massa Lombarda il problema casa esiste. Esiste perché c’è una persona (ne basta una sola) che si trova costretta, da oltre un anno, a dormire in macchina. Questa persona, che ha iniziato un percorso di lotta con lo Sportello Antisfratto, non è l’unica a trovarsi in questa situazione, a detta dell’assessore al welfare. Mal comune mezzo gaudio o mal Comune che, pur consapevole della gravità della situazione, non pare sentire l’esigenza di porvi rimedio, intraprendendo magari politiche abitative includenti e risolutive?

Le sempre minori entrate che le istituzioni locali hanno a disposizione per il welfare non ci sembrano una scusa plausibile, quando per intraprendere altre strade temporanee (ad esempio madre e minori in struttura, bed & breakfast, alberghi) le somme spese sono nettamente superiori al costo di un affitto.

Non ci sembrano scuse valide nemmeno per delegare al terzo settore, o magari alla solidarietà di amici conoscenti e parentado vario, le questioni fondamentali la cui soluzione costituisce la ragion d’essere di un’istituzione locale, che invece continua a vegetare.

Lo Sportello Antisfratto richiede alle istituzioni competenti di:

  • ripensare a delle strutture d’accoglienza che si rivolgano all’intero nucleo familiare;
  • indirizzare le risorse per recuperare e incrementare il patrimonio ERP;
  • fare in modo che nel più breve tempo possibile le persone che oggi dormono in strada abbiano un tetto sopra la testa.

Sportello Antisfratto

SERATA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE

2015-11-29 serata sulla casa

Domenica 29 novembre 2015
ore 20.30 – csa Brigata 36 – via Riccione 4, Imola

SERATA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE

Il diritto alla casa è un diritto fondamentale, e deve essere garantito a chiunque, che si trovi sotto sfratto per morosità incolpevole o che viva in una casa popolare, dove con modifiche normative si stanno peggiorando le condizioni di accesso e permanenza!

Durante la serata verrà presentato e distribuito l’opuscolo “MANUALE DI RESISTENZA ALLO SFRATTO PER MOROSITÀ” e si discuterà, con attivisti/e di ASIA-USB e dello Sportello Antisfratto di Imola, della situazione delle case popolari e delle modifiche previste nel nuovo regolamento ERP.

– NO alle modifiche peggiorative del nuovo regolamento ERP
– NO alla svendita delle case ERP
– Più alloggi per affrontare l’emergenza abitativa
– Più risorse per il recupero delle case ERP
– DIRITTO ALLA CASA PER TUTTI/E !!

Contatti Sportello Antisfratto di Imola:
Mail: antisfratto@autistici.org
Tel: 3774442572

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Pubblichiamo di seguito la lettera aperta dello Sportello Antisfratto di Imola sulle case popolari

lettera aperta sulle case popolari

LETTERA APERTA SULLE CASE POPOLARI

È di questi mesi l’approvazione, da parte dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, di importanti modifiche al Regolamento ERP, che andranno ad incidere pesantemente sulle condizioni di chi vive l’emergenza abitativa.

Tra le modifiche, tutte di carattere peggiorativo, la più importante è sicuramente quella che facilita il cosiddetto “turn over”, ovvero la diminuzione della distanza esistente tra il limite di reddito per l’accesso e quello per la permanenza, in modo che il secondo limite superi il primo di un valore compreso tra il 20% ed il 60%.

In pratica, prendendo ad esempio una famiglia con un solo reddito, diventerà sufficiente che si aggiunga un secondo reddito, anche da lavoro part-time, per rischiare di ritrovarsi privati della casa popolare assegnata, con un meccanismo perverso che oltretutto favorirà il lavoro nero.

Non meno importante è anche l’accresciuta rilevanza dei parametri “oggettivi” (come le caratteristiche dell’alloggio) nella determinazione dei canoni di affitto, mentre saranno meno rilevanti i parametri “soggettivi”, ovvero le possibilità economiche degli inquilini: gli affitti saranno quindi ricalcolati guardando meno alle capacità economiche di chi abita le case popolari.

È solo questione di tempo ed anche il Comune di Imola voterà per il recepimento di tali modifiche, stabilite a livello regionale con il voto del PD e l’astensione della Lega Nord (alla quale evidentemente queste cose non interessano).

È assordante il silenzio con il quale il Comune si appresta ad intervenire così pesantemente sui diritti di chi vive nelle case popolari: ci chiediamo se i residenti siano stati informati di cosa comporterà per molti di loro l’applicazione del “turn over”, e se chi ha fatto domanda di mobilità (in particolare per i nuovi alloggi in zona Montericco) è a conoscenza del fatto che l’affitto che pagherà rischierà di essere aumentato sensibilmente.

Ci sembra paradossale che la politica istituzionale sia più interessata a perseguitare chi vive in casa popolare invece che impegnarsi per risolvere le problematiche che già colpiscono da tempo gli alloggi ERP, come i numerosi casi di appartamenti dichiarati anti-igienici su cui non si interviene o la possibilità, mai presa in considerazione dal Comune, di pensare a forme di autorecupero da parte degli inquilini per la manutenzione dei propri alloggi, con riduzione dell’affitto in base ai lavori svolti.

Ci chiediamo poi quale sia la reale situazione del patrimonio di case popolari nel Comune di Imola, dopo aver letto le dichiarazioni del nuovo assessore alla casa Visani su un quotidiano del 27/10, in cui afferma che la percentuale di alloggi ERP sfitti attualmente sia sotto il 5% del totale.

Infatti da dati Acer diffusi dalla stampa nell’agosto 2014 risultavano esserci 170 alloggi sfitti su 955 totali: in quest’ultimo periodo ci sono stati sì dei ripristini, resi possibili tramite fondi reperiti da precedenti (s)vendite di alloggi ERP, ma da quello che risulta sui giornali sono numeri che non fanno scendere la quota di sfitto sotto i 100 appartamenti, mentre il 5% dichiarato da Visani corrisponderebbe a meno di 50 alloggi. Insomma è la carta stampata o l’assessore che non la raccontano giusta?

Ed infine, ma non meno importante, in una situazione in cui l’emergenza abitativa colpisce sempre più persone (perdita del lavoro, vite sempre più precarie, riduzione del reddito…), chiediamo all’assessore Visani e all’Amministrazione Comunale come sia possibile prevedere nei prossimi due anni l’alienazione (ovvero la svendita) di altri alloggi ERP per un valore di 400.000 €?

La situazione di emergenza, constatata dal Consiglio Comunale stesso con una mozione approvata in aprile, richiede l’investimento di risorse economiche che non siano più reperite, come fatto in passato, con la vendita e la conseguente riduzione del patrimonio ERP esistente, altrimenti non si farà altro che peggiorare la situazione esistente!

Non vogliamo che questa diventi l’ennesima beffa, che si aggiunga a quella della palazzina nuova in zona Montericco, dove dopo anni di polemiche la montagna ha alla fine partorito un topolino, con solo 12 alloggi ERP su oltre 70 costruiti.

Invitiamo gli/le inquilini/e di case popolari a non subire passivamente questi attacchi e a cominciare a lottare uniti per far valere i propri diritti!

Sportello Antisfratto di Imola

LETTERA APERTA SULLE CASE POPOLARI

Pubblichiamo la lettera aperta dello Sportello Antisfratto di Imola sulle case popolari __________________________________________________________________

lettera aperta sulle case popolari

LETTERA APERTA SULLE CASE POPOLARI

È di questi mesi l’approvazione, da parte dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, di importanti modifiche al Regolamento ERP, che andranno ad incidere pesantemente sulle condizioni di chi vive l’emergenza abitativa.

Tra le modifiche, tutte di carattere peggiorativo, la più importante è sicuramente quella che facilita il cosiddetto “turn over”, ovvero la diminuzione della distanza esistente tra il limite di reddito per l’accesso e quello per la permanenza, in modo che il secondo limite superi il primo di un valore compreso tra il 20% ed il 60%.

In pratica, prendendo ad esempio una famiglia con un solo reddito, diventerà sufficiente che si aggiunga un secondo reddito, anche da lavoro part-time, per rischiare di ritrovarsi privati della casa popolare assegnata, con un meccanismo perverso che oltretutto favorirà il lavoro nero.

Non meno importante è anche l’accresciuta rilevanza dei parametri “oggettivi” (come le caratteristiche dell’alloggio) nella determinazione dei canoni di affitto, mentre saranno meno rilevanti i parametri “soggettivi”, ovvero le possibilità economiche degli inquilini: gli affitti saranno quindi ricalcolati guardando meno alle capacità economiche di chi abita le case popolari.

È solo questione di tempo ed anche il Comune di Imola voterà per il recepimento di tali modifiche, stabilite a livello regionale con il voto del PD e l’astensione della Lega Nord (alla quale evidentemente queste cose non interessano).

È assordante il silenzio con il quale il Comune si appresta ad intervenire così pesantemente sui diritti di chi vive nelle case popolari: ci chiediamo se i residenti siano stati informati di cosa comporterà per molti di loro l’applicazione del “turn over”, e se chi ha fatto domanda di mobilità (in particolare per i nuovi alloggi in zona Montericco) è a conoscenza del fatto che l’affitto che pagherà rischierà di essere aumentato sensibilmente.

Ci sembra paradossale che la politica istituzionale sia più interessata a perseguitare chi vive in casa popolare invece che impegnarsi per risolvere le problematiche che già colpiscono da tempo gli alloggi ERP, come i numerosi casi di appartamenti dichiarati anti-igienici su cui non si interviene o la possibilità, mai presa in considerazione dal Comune, di pensare a forme di autorecupero da parte degli inquilini per la manutenzione dei propri alloggi, con riduzione dell’affitto in base ai lavori svolti.

Ci chiediamo poi quale sia la reale situazione del patrimonio di case popolari nel Comune di Imola, dopo aver letto le dichiarazioni del nuovo assessore alla casa Visani su un quotidiano del 27/10, in cui afferma che la percentuale di alloggi ERP sfitti attualmente sia sotto il 5% del totale.

Infatti da dati Acer diffusi dalla stampa nell’agosto 2014 risultavano esserci 170 alloggi sfitti su 955 totali: in quest’ultimo periodo ci sono stati sì dei ripristini, resi possibili tramite fondi reperiti da precedenti (s)vendite di alloggi ERP, ma da quello che risulta sui giornali sono numeri che non fanno scendere la quota di sfitto sotto i 100 appartamenti, mentre il 5% dichiarato da Visani corrisponderebbe a meno di 50 alloggi. Insomma è la carta stampata o l’assessore che non la raccontano giusta?

Ed infine, ma non meno importante, in una situazione in cui l’emergenza abitativa colpisce sempre più persone (perdita del lavoro, vite sempre più precarie, riduzione del reddito…), chiediamo all’assessore Visani e all’Amministrazione Comunale come sia possibile prevedere nei prossimi due anni l’alienazione (ovvero la svendita) di altri alloggi ERP per un valore di 400.000 €?

La situazione di emergenza, constatata dal Consiglio Comunale stesso con una mozione approvata in aprile, richiede l’investimento di risorse economiche che non siano più reperite, come fatto in passato, con la vendita e la conseguente riduzione del patrimonio ERP esistente, altrimenti non si farà altro che peggiorare la situazione esistente!

Non vogliamo che questa diventi l’ennesima beffa, che si aggiunga a quella della palazzina nuova in zona Montericco, dove dopo anni di polemiche la montagna ha alla fine partorito un topolino, con solo 12 alloggi ERP su oltre 70 costruiti.

Invitiamo gli/le inquilini/e di case popolari a non subire passivamente questi attacchi e a cominciare a lottare uniti per far valere i propri diritti!

Sportello Antisfratto di Imola

SERATA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE (domenica 29/11/2015)

2015-11-29 serata sulla casa

Domenica 29 novembre 2015
ore 20.30 – csa Brigata 36 – via Riccione 4, Imola

SERATA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE

Il diritto alla casa è un diritto fondamentale, e deve essere garantito a chiunque, che si trovi sotto sfratto per morosità incolpevole o che viva in una casa popolare, dove con modifiche normative si stanno peggiorando le condizioni di accesso e permanenza!

Durante la serata verrà presentato e distribuito l’opuscolo “MANUALE DI RESISTENZA ALLO SFRATTO PER MOROSITÀ” e si discuterà, con attivisti/e di ASIA-USB e dello Sportello Antisfratto di Imola, della situazione delle case popolari e delle modifiche previste nel nuovo regolamento ERP.

– NO alle modifiche peggiorative del nuovo regolamento ERP
– NO alla svendita delle case ERP
– Più alloggi per affrontare l’emergenza abitativa
– Più risorse per il recupero delle case ERP
– DIRITTO ALLA CASA PER TUTTI/E !!

 

Contatti Sportello Antisfratto di Imola:
Mail: antisfratto@autistici.org
Tel: 3774442572

EMERGENZA ABITATIVA ANCHE A MASSA LOMBARDA

Riceviamo e inoltriamo il comunicato dello Sportello Antisfratto di Imola

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EMERGENZA ABITATIVA ANCHE A MASSA LOMBARDA

L’emergenza abitativa è un problema sempre più pressante e non riguarda solo i grossi comuni, ma anche piccole realtà come Massa Lombarda.

Un’emergenza che ormai è diventata la normalità: istituzioni non pervenute e servizi sociali con le mani legate per mancanza di politiche sociali adeguate.

Più di un anno fa una famiglia di Massa Lombarda, dopo aver perso il lavoro, perde anche la casa. In seguito a varie mediazioni dello Sportello Antisfratto di Imola madre e figli minori riescono ad ottenere accoglienza in una struttura, ma per il figlio appena maggiorenne e il padre non c’è niente da fare, si devono arrangiare e non hanno quindi altra alternativa che iniziare a dormire in macchina.

Dopo quasi un anno nessuna soluzione per l’intera famiglia è stata proposta ed intanto si avvicina l’inverno, ed essere costretti a dormire in macchina diventa sempre più difficile e pericoloso.

Ci sembra assurdo che un’istituzione che avrebbe il dovere di tutelare chi è costretto ad affrontare situazioni di grave difficoltà e disagio decide invece di ignorarle, trincerandosi dietro l’obbligo di legge di proteggere solo i minori. Vengono spese cifre elevate con il risultato di separare una famiglia, alloggiandone una parte in struttura e costringendo la parte restante a dormire per strada, quando investendo quegli stessi soldi si potrebbero attuare soluzioni più utili e giuste.

Dare accoglienza abitativa all’intero nucleo famigliare renderebbe più semplice l’uscita dalla situazione d’emergenza, darebbe la serenità necessaria alla famiglia per riuscire a trovare soluzioni dignitose, darebbe ai bambini la possibilità di vivere un’infanzia senza sentirsi addosso il peso di responsabilità politiche ed economiche che al momento li stanno solo facendo crescere con la consapevolezza che la povertà per questa società è considerata una colpa.

A breve le temperature andranno verso lo zero e avere o meno una casa in cui dormire potrà fare la differenza tra la vita e la morte, per quanto tempo le istituzioni di Massa Lombarda hanno intenzione di fingere di non vedere il problema?

Sportello Antisfratto di Imola

Più semplice di così! – Presidio per il diritto all’abitare a Imola

IMOLA, 22 ottobre 2015. Presidio dello SPORTELLO ANTISFRATTO per il DIRITTO ALL’ABITARE ed in solidarietà con gli/le occupanti e tutt* i/le compagn* denunciat* !

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Il comunicato letto e volantinato nella mattina del 22 ottobre in piazza Matteotti dallo Sportello Antisfratto di Imola

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2015-10-22 comunicato case e asp

PIÚ SEMPLICE DI COSÍ!

Il Comune ha 100 case vuote e inutilizzate.

ASP (i servizi sociali) non hanno case con cui tamponare le emergenze.

Il Comune ha 100 case vuote e inutilizzate.

ASP tampona le emergenze attraverso le strutture, le case che ha in gestione a Sassoleone (ci sarà un motivo se il paesino si spopola e le case restano vuote… come fai a trovare lavoro o lavorare se non hai l’auto e ti puoi spostare solo con un autobus che passa due volte al giorno?) o i b&b.

Il Comune ha 100 case vuote e inutilizzate.

ASP spende un sacco di soldi non riuscendo però a garantire una reale uscita dallo stato di bisogno delle famiglie.

Il Comune ha 100 case vuote e inutilizzate.

Il Comune potrebbe dare direttamente in gestione queste case ad ASP, attraverso lavori di manutenzione (con l’ipotesi di autorecupero da parte degli inquilini) non più rimandabili con l’aggravamento dell’emergenza abitativa.

Il Comune dà in gestione ad ASP le 100 case vuote e inutilizzate.

Si spendono meno soldi pubblici, si garantisce meno pressione nella gestione delle emergenze e si possono fare progetti di più ampio respiro affinché le persone riescano a uscire al più presto dallo stato di bisogno.

Sportello Antisfratto di Imola