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COMUNICATO IN MERITO AGLI ALLOGGI DI VIA BUCCI E ALLA DIFESA DELLE CASE POPOLARI

Pubblichiamo il comunicato dello Sportello Antisfratto Imola

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COMUNICATO IN MERITO AGLI ALLOGGI DI VIA BUCCI E ALLA DIFESA DELLE CASE POPOLARI

Nelle scorse settimane è stato reso noto, anche attraverso la stampa, il “Programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica” a seguito del D.I. del 16/03/2015.

A questo provvedimento, consistente nello stanziamento di fondi da parte della Regione (fondi a loro volta provenienti dallo Stato) per il recupero di alloggi ERP sfitti, nel 2015 il Comune di Imola aveva partecipato ottenendo l’inclusione di 10 alloggi nel programma di finanziamento, mentre altri 40 circa ne furono esclusi.

Ora che il provvedimento è stato reso effettivo viene dichiarato che ACER Bologna, incaricato dell’esecuzione e rendicontazione degli interventi, ha comunicato alla Regione Emilia-Romagna l’impossibilità di recuperare 3 di queste unità immobiliari, con conseguente riduzione del contributo di oltre 40.000 €.

Pensiamo sia quanto mai necessario approfondire per quali motivazioni 3 alloggi, precedentemente finanziati per il loro recupero e riassegnazione, siano stati esclusi dal beneficio al momento dell’effettivo stanziamento dei fondi. È necessario non solo vista l’entità del mancato finanziamento, ma soprattutto per la situazione di perdurante emergenza abitativa, con più di quaranta provvedimenti di sfratto solo nel 2016 e con una riforma ERP voluta dal PD a livello locale e regionale per favorire il turn over nelle case popolari che ha avviato nel 2017 ventisette provvedimenti di sfratto.

I 3 alloggi per i quali risulta “l’impossibilità di recuperare le unità immobiliari” si trovano in via Bucci. Se si va a guardare nel patrimonio immobiliare in gestione ACER per quei 3 alloggi risulta nelle note che il vincolo ERP è stato temporaneamente trasferito su altre unità immobiliari ai sensi della “Deliberazione G.C. 149 del 3/10/2013”: in pratica questi alloggi dal 2013 non erano più vincolati ERP.

Risalendo alla citata delibera 149 del 2013 risulta che il Comune passava da ACER a Caritas la gestione di quei 3 alloggi, spostando il vincolo ERP provvisoriamente in altri 3 appartamenti, deliberando in pratica che siccome il Comune non aveva soldi per ripristinare e riassegnare quegli alloggi li dava in gestione a Caritas, che si impegnava a rimetterli a posto a sue spese e ad utilizzarli per l’emergenza abitativa.

Se si fa attenzione alle date perciò questi 3 alloggi risultano essere gestiti da Caritas sin dal 2013, che si suppone in questo tempo abbia provveduto a ripristinarli, mentre nel 2015 gli stessi alloggi vengono inseriti dal Comune nelle richieste del piano di finanziamento per il recupero, finanziamento che nel 2017 perdono per non precisati motivi.

Chiediamo quindi se la motivazione per la quale si è perso un finanziamento di oltre 40.000 €, nonché la possibilità di recuperare 3 alloggi per risolvere il problema abitativo di altrettante famiglie, non sia dovuta all’inserimento nell’elenco degli alloggi da recuperare di 3 unità immobiliari che già in partenza non avrebbero potuto accedervi, in quanto già ripristinate essendo state “esternalizzate” in precedenza da un’Amministrazione Comunale incapace di affrontare con risorse proprie l’emergenza abitativa, delegando al terzo settore un problema così grave ed importante.

L’assessore alla casa Visani da una parte trasforma l’emergenza abitativa da questione fondamentale di welfare pubblico a problema delegato all’associazionismo (la stessa Caritas se ne è lamentata di recente), dall’altra dilapida il patrimonio immobiliare delle case popolari (solo negli ultimi mesi sono state vendute 7 case, mentre altre 170 sono inserite nel piano delle alienazioni) per racimolare fondi per ripristinare le sempre meno case ERP rimanenti.

Invece di sfrattare 27 famiglie con la nuova riforma ERP perché non si hanno alloggi pronti a sufficienza per rispondere alle domande della graduatoria per le case popolari, non sarebbe forse meglio prima recuperare tutti gli oltre 100 alloggi attualmente sfitti, compresi i 3 alloggi per i quali si è perso un finanziamento da 40.000 €, e poi forse, se proprio risulta così “scandaloso” per la nostra Amministrazione ampliare invece che ridurre il patrimonio ERP, prendere in considerazione la necessità di un meccanismo di turn over?

Domenica 2 aprile dalle 17 al centro sociale Giovannini in via Scarabelli 4 discuteremo insieme al sindacato ASIA-USB di come difendere insieme le case popolari da svendite, sfratti e aumento degli affitti!

Sportello Antisfratto Imola